Dublin and the Irish #2

It’s afternoon.
After having digested the burger more or less “light” that we ate on a bench along the lake at St. Stephen’s Green, we’re approaching to the Trinity College, passing through Grafton Street. This is the shopping street, where we find the most original advertising posters ever seen in the world: they are held up by people whose job is “helding up the signs of bars, restaurants and shops nearby”!
E’ pomeriggio.
Digerito l’hamburger più o meno “light” che ci siamo mangiati su una panchina lungo il laghetto al St. Stephen Green, ci avviamo verso il Trinity College, passando attraverso Grafton Street, la via dei negozi, dove troviamo i più originali cartelli pubblicitari mai visti al mondo: sono tenuti in piedi da persone che, di lavoro, fanno appunto “quelli che tengono in piedi i cartelli che indicano dei bar, ristoranti o negozi nelle vicinanze”.
And here we are again at Trinity College, where we visit one of the oldest libraries in the world, and this is the only one that contains the famous Book of Kells, the oldestmanuscript of the world. Entrance costs € 9 per person. (Summary of the prices of the morning: 15 € for a sim with 10 € telephone calls included and 6.50 € for lunch. The prices for now don’t seem to be so high as the Lonely Planet said, but we’ll see later).
Ed eccoci di nuovo al Trinity College, dove visitiamo una delle più antiche biblioteche del mondo, e questa è l’unica a contenere il famoso Book of Kells, il più antico manoscritto del mondo. L’ingresso costa 9 euro a persona. (Riepilogo un attimo i prezzi della mattinata: 15 euro per una sim telefonica con 10 euro di chiamate incluse e 6.50 euro per il pranzo. Tutto sommato i prezzi per ora non sembrano essere così elevati come diceva la Lonely Planet, vedremo più avanti).
Trinity College
The Book of Kells
After having left the library, we sit in a park where a group of people are making gamesand training very strange. Close to us two girls are talking animatedly, but their english istoo fast for me and I can’t keep up with conversations. I try to imagine that they’re talking about a boy… A mother, little farther, is playing “fly-fly” with his son a few months.
The sky above us is more and more Irish: clouds are going fast over the buildings, the air is fresh, not just typically of August, but we’re fine. I feel that I already love this country. I knew that I would feel this way. And I like it.
Usciti dalla biblioteca ci sediamo in un parco dove un gruppo di persone si stanno allenando facendo giochi alquanto strani, tipo di abilità. Di fianco a noi due ragazze parlano animatamente, ma il loro inglese è troppo veloce e non riesco a star dietro ai discorsi. Provo a immaginare che ci sia di mezzo un ragazzo…
Una madre, più in là, gioca a “vola-vola” con il figlio di pochi mesi.
Tutto questo mentre il cielo sopra di noi è sempre più irlandese: nuvole veloci passano sopra i palazzi, l’aria è fresca, non proprio da mese di agosto, ma stiamo bene. Sento che amo già questo paese. Sapevo che mi sarei sentita così. E mi piace.
Back to reality. We cross O ‘Connell Bridge and walk along the Liffey, the river that flows through Dublin and flows in its bay. In front of the Custom House there is a group of guys who are throwing from the top of poles that hold up the structure of one of the many bridges over the Liffey. They are doing this as a very normal game: they throw themselves one after another in a river deep and wide as our Italian Po, approximately. And the comparison is also true for the “purity” of the River. I guess their mothers how will be happy to smell the scent of their children back home in the evening!
Torniamo alla realtà. Passiamo l’O’ Connell Bridge e camminiamo lungo il Liffey, il fiume che attraversa Dublino e sfocia nell’omonima baia di Dublino. Di fronte alla Custom House troviamo un gruppo di ragazzi che si gettano dalla cima dei pali che reggono la struttura di uno dei tanti ponti sul Liffey. Così, come un gioco normalissimo: si gettavano uno dopo l’altro in un fiume largo e profondo come il nostro Po, all’incirca. E il paragone vale anche per la “limpidezza” del fiume. Immagino le madri, alla sera, quanto saranno state contente di sentire il profumo dei loro figlioli rientrati a casa…
The Liffey
The Custom House
The fatigue is felt, but we decided to go in O’Connell Street, main street of restaurants, shops and… also a mugger who I almost portrayed in this picture with the statue of James Joyce.
Ascolta
La stanchezza si fa sentire, ma decidiamo di fare ancora un giro in zona O’Connell Street, grande via di ristoranti, negozi e… pure uno scippatore che per poco non ritraggo in questa foto con la statua di James Joyce.
James Joyce
In practice, this boy had stolen the purse of a woman and a policeman was chasing him, he managed to block him and then he had “punched” with that little machine that gives you ashock. The crowd had immediately gone near the guy on the floor in the throes of anepileptic seizure. We left but a quarter of an hour later when we came back there, the boy was still on the ground and two ambulances were arriving. I don’t know how it ended. Returning to the hotel we crossed the Ha’Penny bridge, which takes its name from thehalf-penny that people had to pay to cross it in the past.
In pratica questo ragazzo aveva scippato una donna e una guardia di un negozio lo stava inseguendo, sono riusciti a bloccarlo e la guardia l’ha “zippato” con quella macchinetta che ti dà la scossa. Si è subito formata una folla attorno al ragazzo per terra in preda a una crisi epilettica. Noi ce ne siamo andati ma, un quarto d’ora dopo quando siamo ripassati di lì, il ragazzo era ancora a terra e stavano arrivando ben due ambulanze. Non so come sia andata a finire…
Tornando verso l’hotel abbiamo attraversato l’Ha’Penny bridge, che prende il nome dal mezzo penny che in  passato si pagava per oltrepassarlo.
Ha’ Penny Bridge
Finally here we are, in the heart of Temple Bar! The young neighborhood, vital and artistic area of this city full of surprises. A band is playing and the crowd is singing and clapping in rhythm. It’s six o’clock and it’s almost time for dinner; someone is already having dinner or has just finished. We come back to the hotel, we relax for a moment and decide to follow the advice of Lonely Planet.


Eccoci, finalmente… nel cuore di Temple Bar! Il quartiere giovane, la zona vitale e artistica di questa città dalle mille sorprese. Un gruppo musicale sta suonando per un folto pubblico che canta e batte le mani a ritmo. Sono le sei ed è quasi ora di cena, anzi, qualcuno qui è già a tavola e ha pure finito. Noi ce ne andiamo in hotel, ci ripigliamo un attimo e decidiamo di seguire i consigli della Lonely Planet.

That’s why we’re going to having dinner in a place that, from outside, I wouldn’t have given a penny. Instead, we loved Gruel. It’s a kind of inn with a menu written on a blackboard. My mashed potatoes with sausage was sublime! And the meat my boyfriend ate made him crazy. They serve us tap water and an excellent beer (we even found a beer from Biella, as is a small world!). Cost per person: 13 . 
E così, per cena, andiamo in un posticino a cui, passandoci solo davanti, non avrei dato un centesimo. E invece, Gruel, ci ha proprio fatto impazzire. Una specie di trattoria, molto alla buona, con un menu scritto unicamente su una lavagna nera. Il mio purè di patate con salsiccia era qualcosa di S-U-B-L-I-M-E-!
E il piatto di carne di Fabry l’ha fatto letteralmente impazzire. L’acqua servitaci era del rubinetto e la birra ottima (abbiamo anche trovato una birra proveniente dalla nostra Biella, come è piccolo il mondo…). Costo a testa: 13 euro.
68a Dame Street, Dublin 2. Ireland
After dinner we go to a minimarket to buy something to eat the next day for lunch and then it’s time to get lost in the thousands of lights, sounds and hospitality of the Irish in Temple Bar! I’ll be spending a few but important words about this populace: it’s the most selfless, warm and friendly that I‘ve ever known. 
The Irish really deserve to get so many tourists every year in this country, because their ecological lifestyle, their landscapes, their simplicity and their friendly welcoming make them a populace to envy. 
In other words: go to Ireland!
Dopo cena andiamo in un minimarket a prenderci il necessario per preparare il pranzo al sacco del giorno dopo e poi è la volta di perdersi nelle mille luci, suoni e cordialità degli irlandesi in Temple Bar! Spenderò poche ma significative parole per questo popolo: il più altruista, cordiale e amichevole che io abbia mai conosciuto. 
Meritano davvero di ricevere tanti e tanti turisti ogni anno, perché il loro stile di vita ecologico, i loro paesaggi incontaminati, la loro semplicità e cortese accoglienza li rendono davvero un popolo da invidiare.
In tre parole: andate in Irlanda!
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4 Commenti su Dublin and the Irish #2

  1. Avatar
    TheGirlwiththeSuitcase
    07/04/2011 alle 12:18 (8 anni fa)

    Grazie! Sì ci metto parecchio a tradurre tutto in inglese (soprattutto non parlandolo quotidianamente) ma almeno sono sicura che qualche lettore estero capisca tutto. I traduttori automatici di Google e simili non traducono affatto con frasi di senso compiuto! :-p
    A me piacerebbe tornarci, magari per studiare finalmente bene la lingua e conoscere bene la loro cultura…
    A presto, se vorrai! :-p

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  2. Avatar
    Dreamy Melrose
    06/04/2011 alle 19:40 (8 anni fa)

    Che bel racconto dettagliato 😀 e vedo che anche tu scrivi in doppia lingua. E' un bell'impegno, lo so bene e quindi molto apprezzabile da parte tua 😀 mi piace molto il fatto che gli irlandesi siano cosi' gentili..ci vorrei andare in Irlanda e magari passarci un po di tempo in maniera stabile 🙂

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  3. Avatar
    TheGirlwiththeSuitcase
    05/04/2011 alle 13:27 (8 anni fa)

    Grazie mille!
    Sì, gli irlandesi sono davvero speciali: pensa che all'uscita della metro bisognava di nuovo obliterare il biglietto (da noi in Italia no) e una ragazza di passaggio, vedendoci in difficoltà e senza chiederle nulla, ci ha spiegato il da farsi. E non è stata l'unica: se guardi la cartina e appari disorientata, stai pur certa che qualcuno si fermerà ad aiutarti/accompagnarti volontariamente.
    A presto!

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  4. Avatar
    ila
    05/04/2011 alle 9:07 (8 anni fa)

    Ciao…mi hai fatto venir voglia di ripartire di già! sono appena tornata da Londra e le foto dei pub del tuo post assomigliano molto a quelli che ho visto anch'io a London City. Ho sentito dire da molti che gli irlandesi sono molto cordiali e ospitali e tu me lo confermi nuovamente…quindi non ho più dubbi.
    Bello il tuo racconto, è molto chiaro e particolareggiato…aspetto il resto ok?
    Ciao a presto

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