Dublin – Dun Laoghaire – Powerscourt Estate – Glendalough – Kilkenny (167 km)

Third day of travel.
Let the Morgan Hotel, we call a taxi and arrive at Hertz, where at the parking lot number 13 (already a good sign!) a black Opel Corsa 3-door and, of course, with the driver’s seat to the right expected us!

Terzo giorno di viaggio.

Lasciamo il Morgan Hotel, chiamiamo un taxi e arriviamo alla Hertz, dove al parcheggio numero 13 (già un ottimo segno!) ci aspettava una Opel Corsa nera, 3 porte e, ovviamente, con il posto guida a destra!

Dun Laoghaire

After first problems with driving on the left side of the road, Fabry seems to have been accustomed and even insinuates that driving on the opposite side and shift gears with the other hand seems more comfortable as well!
I seated on the left and decide that the first stage will be Powerscourt Estate, one of the nineteenth century’s most fascinating and sumptuous residences of the island, but before we move from the seaside town of Dun Laoghaire, where the sea and the sun appear to be those of a typical Italian seaside village.
An advice about luggage: never place it on the back seat, because you would tempt potential thieves to break up the car window and steal everything, realizing that yours is a tourist car. We managed to keep two large rigid suitcases, a small trolley and a backpack in the trunk of the Opel Corsa: I assure you that it seemed tiny, but with the “joints game” we managed to keep everything, having peace of mind not to be potential robbed for the rest of the holiday.
Arriving at the entry of the estate (8 € per person), we are greeted by an orchestra of Scottish bagpipes that, of course, have nothing to do with Ireland, but the large group of German tourists near us really like it. Here we find, as weel as the ever-green gardens, huge spaces and the silence. A corner of the park that is wonderful is the Japanese Garden, an oasis of peace surrounded in thousand different shades of green.
 
Dopo i primi problemi con la guida sul lato sinistro della strada, Fabry sembra essersi abituato e insinua pure che guidare sul lato opposto e cambiare le marce con l’altra mano sembra pure più comodo! Io, invece, seduta a sinistra, decido che la prima tappa sarà Powerscourt Estate, una delle residenze ottocentesche più affascinanti e sontuose dell’isola, ma prima passiamo dal centro balneare di Dun Laoghaire, dove il mare e il sole sembrano quelli di un tipico paesino di mare italiano.
Un consiglio riguardo ai bagagli: non metteteli MAI sul sedile posteriore, o invoglierete dei possibili ladri a sfasciarvi un finestrino per prendervi tutto quanto, intuendo che la vostra è la macchina di turisti. Noi siamo riusciti a far stare 2 valigie grandi (di quelle rigide), un piccolo trolley e uno zaino nel baule della Opel Corsa: vi assicuro che sembrava minuscolo, ma con il gioco degli incastri siamo riusciti a farci stare tutto, avendo la tranquillità di non essere dei potenziali derubati per il resto della vacanza.
Arrivati all’entrata della tenuta (8 euro a testa), veniamo accolti da un’orchestra di cornamuse scozzesi che, appunto, con l’Irlanda non c’entrano nulla, ma fanno molto scena lo stesso e al gruppone di turisti tedeschi vicino a noi piacciono molto. Qui troviamo, oltre al giardino di un verde mai visto, spazi enormi e… il silenzio. Un angolo del parco che merita davvero è il Japanese Garden: un’oasi di pace immersa in mille tonalità di verde diverse.
Powerscourt Estate
Japanese Garden


After lunch we head towards the Wicklow Mountains, exactly to Glendalough, a charming old monastic site dating from the Sixth Century. It’s raining (where in the mountains) and there’s fog and humidity. But the mystical atmosphere of this village with ruined churches, bell towers and Celtic crosses as no equal. We go into the Wicklow Way, which leads us near the Upper Lake through dense vegetation.

 
Dopo pranzo ci dirigiamo verso le Wicklow Mountains, ed esattamente verso Glendalough, un antico e affascinante sito monastico risalente al VI secolo. Essendo in mezzo alle montagne è normale che qui stia piovendo, ci sia la nebbia e un’umidità alle stelle. Ma l’atmosfera mistica di questo villaggio fatto di chiese diroccate, campanili e croci celtiche non ha eguali. Ci addentriamo lungo la Wicklow Way, che ci porta sull’Upper Lake attraverso una vegetazione fittissima.

Clothing recommended: walking boots, jeans, heavy sweater, umbrella and the indispensable raincoat, which covers and protects from wind and rain.
As we leave from the Wicklow Mountains fog and rain gradually disappear, and we are in the typical Irish landscape: hills, many hills and fields separated from each other by the typical stone walls, and then the sheeps, lots of black-faced white sheep typical of Ireland. So I phone with our Irish sim to one of the possible bed and breakfast where we can sleep the first night.

We’ve decided to stop in Kilkenny, a small medieval town just a little to the south-west. Thanks to the travel guide of the Irish Bed and Breakfast that we have been sent by the Irish tourist board, we have a range of bed & breakfasts to choose from: each one has a picture, a description with price and service included.
I try with Twin Oaks, a lady answers: a room is free. I reserve it, 30 euro each. Soon we realize that’s the standard price, with the economic crisis prices have decreased compared to those in the travel guide. We insert the coordinates written on the travel guide to get the b&b in the navigator that we brought from: it may seem a little adventurous, but some roads are not easy to find in Ireland, so I recommend it if you don’t want to waste time watching a road map (and if you do not want to get lost)!

 
Abbigliamento consigliato: scarponcini da montagna, jeans, maglia pesante, ombrello e l’indispensabile k-way, che copre e ripara da vento e pioggia. Mentre ci allontaniamo dalle Wicklow Mountains la nebbia e la pioggia pian piano svaniscono, e ci ritroviamo in mezzo al tipico panorama irlandese: colline, tante colline e campi separati gli uni dagli altri dai tipici muretti in pietra, e poi le pecore, le tantissime pecore bianche dal muso nero tipiche dell’Irlanda. Quindi telefono, con la nostra sim irlandese, a uno dei possibili bed and breakfast dove dormire la prima notte.
Abbiamo deciso di fermarci a Kilkenny, piccolo centro medievale un po’ più a sud-ovest. Grazie alla guida sui Bed and Breakfast irlandesi che ci siamo fatti spedire dall’ente del turismo irlandese, abbiamo una gamma di b&b tra cui scegliere: di ognuno c’è una foto, una descrizione con prezzo e servizi inclusi.
Provo con Twin Oaks: mi risponde una gentile signora, c’è posto. Prenoto una doppia, 30 euro a testa. Ben presto capiremo che è il prezzo standard, con la crisi i prezzi si sono abbassati rispetto a quelli indicati sulla guida. Inseriamo le coordinate scritte sulla guida per raggiungere il b&b nel navigatore che ci siamo portati da casa con la cartina irlandese: potrà sembrare poco avventuroso, ma alcune strade non sono facili da trovare in Irlanda, per cui ve lo consiglio se non volete perdere troppo tempo a guardare una cartina stradale (e se non volete perdervi)!
B&B Twin Oaks, Kilkenny
The b&b is delicious: the lady shows us our room with private bathroom. She’s lovely, and also the room. She asks us what we want for breakfast: Fabry choose the Irish one, I opt for the so-called continental (milk, cereals, fruit, yogurt, bread and jam, juice, etc). We let there our bags and go to town.
We visit the gardens outside the castle and walk through the streets of downtown to St. Canice’s Cathedral, which reminds us the one of Glendalough. We have dinner in a pub, Edward Langton’s, with live music. We have great (mashed potatoes with chicken (for me) and grilled meat and fried potatoes (for Fabry). € 16 per person.
If you ask still water, they bring you tap water: it’s free and is also very good, otherwise they bring you the 0.25 cl bottle and it costs much more than in Italy, sometimes. We come back to the Twin Oaks and we discover that we aren’t alone this evening: there’s an Italian car from Novara. How small is the world.

Il b&b è delizioso: la signora ci mostra la camera con bagno privato. Un amore: lei e la camera. Ci chiede cosa vogliamo per la colazione: Fabry si getta sulla colazione irlandese, io opto per quella cosiddetta continentale (latte, cereali, frutta, yogurt, pane e marmellata, succo e così via). Poggiamo le valigie e andiamo in città. Visitiamo i giardini esterni al castello e passeggiamo per le vie del centro fino alla St. Canice Cathedral, che ci ricorda molto quella di Glendalough. Ceniamo in un pub, l’Edward Langton’s, con musica dal vivo; ottimo purè di patate con pollo per me e carne alla griglia e patate al forno per Fabry. 16 euro a testa.

L’acqua, se la si chiede still, è del rubinetto ed è ottima nonché gratis, altrimenti te la portano in bottigliette da 0,25 cl e costa molto più che in Italia, a volte. Torniamo al Twin Oaks e scopriamo che non siamo gli unici ospiti questa sera: c’è una macchina italiana, e per di più targata Novara. Quanto è piccolo il mondo.

Kilkenny Castle

We fall asleep exhausted but we already feel familiar with driving on the opposite direction, Irish language, food, climate and lifestyle. The atmosphere that everybody can feel in an Irish pub is pure conviviality, an evening meeting, everybody knows each other, nobody snubs anyone, all united around a table with a pint of Guinness in one hand and the desire to share moments in the other. 
A smile, a laugh, a song and you come back “home” with the feeling of having always lived in Ireland. With the feeling of having something inside of yourself belonging more to this country than to yours. But only something, of course: Italy, after all, is always Italy…



Ci addormentiamo stanchi ma già ci sentiamo esperti con la guida in senso opposto di marcia, la lingua, il cibo, il clima e lo stile di vita irlandese. L’atmosfera che si sente in un pub irlandese è di pura convivialità, ritrovo serale, tutti si conoscono, nessuno snobba nessuno, tutti unito attorno a un tavolo, con una pinta di guinness in una mano e tanta voglia di condividere momenti nell’altra.
Un sorriso, una risata, una canzone e si torna a casa con la sensazione di averci sempre vissuto, in Irlanda. Di possedere qualcosa, dentro di sé, appartenente più a questo paese che a quello lasciato. Ma solo qualcosa, è chiaro: l’Italia, in fondo, resta sempre e comunque l’Italia…
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8 Commenti su Dublin – Dun Laoghaire – Powerscourt Estate – Glendalough – Kilkenny (167 km)

  1. Avatar
    Anonymous
    01/05/2011 alle 23:44 (9 anni fa)

    Ciao! non vedo l'ora di tornare in Irlanda e portare i diavoletti. Ora è tardi e non vedo l'ora di poggiare la testa sul cuscino ma tornerò a trovarti e a leggere i tuoi diari di viaggio.
    Lisa mamma di IrisDarioViola
    (diariodifamiglia 🙂 )

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  2. Avatar
    TheGirlwiththeSuitcase
    30/04/2011 alle 10:58 (9 anni fa)

    Sì, il motivo per cui non riesco a postare tanto spesso quanto vorrei è perchè mi dilungo nella traduzione, che non è semplice visto il mio inglese di medio livello! 😉
    Comunque grazie, farvi venire voglia di andarci è proprio quello che volevo!

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  3. Avatar
    Dreamy Melrose
    30/04/2011 alle 9:44 (9 anni fa)

    Mi viene voglia di andare in Irlanda *-* bel racconto!!Che brava che scrivi anche in inglese; anche io lo faccio, ma mi dilungo molto meno. Invece tu sei ricca di dettagli 😀 complimenti!!!

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  4. Avatar
    tiziana
    28/04/2011 alle 22:11 (9 anni fa)

    Bella storia, ottime foto. Il tuo viaggio irlandese ha toccato parecchi punti interessanti. Quel B&B sembra delizioso, ho visto il sito. Mi piace questo tuo modo di viaggiare. ciao cara

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