Sul pulsante di scatto

Sono sempre stata affiscinata dal mondo della fotografia. Avere la fortuna di lavorare accanto a un fotografo professionista e quindi veder da vicino come si comporta sul campo è stata per me davvero una ricchezza.
Nella vita io non sarò mai una fotografa, lo so e non è questo ciò che cerco. Ma se a me piace emozionare con le parole e con qualche scatto significativo, c’è chi ci riesce con le sole immagini. E quindi oggi sono felice di proporvi una chiacchierata con Francesco Vignali, ad oggi il miglior fotografo che io abbia conosciuto.
CHI SEI 

1. Parlaci di te: sei romano e lavori da ormai più di 20 anni con la macchina fotografica sempre in mano. Com’è la vita di un fotografo nel 2012?

Sono nato a Roma dove vivo con la mia famiglia anche se più che romano mi ritengo “Italiano” non tanto per l’aspetto patriottico quanto per il fatto che trascorro quasi più tempo in giro per l’Italia che a Roma. Ho cominciato a lavorare con la fotografia seguendo degli scavi archeologici in area etrusca vicino a Roma. Allora ero un volontario del Gruppo archeologico romano e con una collega che iniziava a studiare archeologia sognavamo di lavorare un giorno insieme, lei come specialista io come fotografo. In realtà un paio di anni dopo ho provato a proporre a un dirigente di una azienda che produceva materiale fotografico, amico di famiglia,  di fare una guida archeologica sull’Etruria meno conosciuta. Il progetto è piaciuto e siamo partiti. Guadagni nulli, ovviamente, ma spese pagate. Ora lei lavora come direttrice di un importante museo archeologico di arte egizia e io sono fotografo professionista da oltre 20 anni. Il sogno sembra essersi avverato, almeno in parte… Certo in questi anni abbiamo vissuto dei cambiamenti epocali in fatto di fotografia come il passaggio dalla pellicola al digitale, un vero problema per chi non ha saputo adeguarsi rapidamente. Ma bisogna guardare al futuro e alle nuove tecnologie con ottimismo. 

LA TECNICA

2. Quando guardi dentro al tuo obiettivo devi pensare a molti fattori contemporaneamente: esposizione, luci, inquadratura, messa a fuoco (e mille altre cose di cui io, fedele all’uso automatico della mia compatta, ignoro l’esistenza). Come gestisci la fretta e lo stress durante i tuoi lavori? Il carpe diem, insomma: perchè se perdi l’attimo, niente fotografia.

Sembra incredibile ma la cosa che consiglio sempre quando mi capita di fare dei corsi di fotografia è quella di guardare bene dentro la macchina e, contemporaneamente, anche fuori dalla macchina. Quando fai questo lavoro se non sei pronto a cogliere quello che sta per succedere fuori, sia che sia un sorriso inatteso, sia un qualcosa che sta capitando, perdi sicuramente il momento per fotografarlo. Il mio dito è costantemente sul pulsante di scatto. L’altra cosa importante è guardare dentro il mirino facendo girare lo sguardo da un angolo all’altro dell’inquadratura per essere sicuro che tutto quello che fotografiamo sia veramente ciò che volevamo inquadrare. La fretta non è mai buona consigliera, ma a certi livelli la rapidità di esecuzione vuol dire tutto.  Molto spesso ci dicono che con certe macchine fotografiche è facile fare le foto belle, ma vi assicuro che usandole noi prevalentemente in manuale risulta veramente complicato. Nel lasso di tempo di una frazione di secondo dobbiamo considerare una decina di fattori (messa a fuoco, profondità di campo, inquadratura, diaframma tempo di posa etc) e fare una serie di calcoli che ci fanno assomigliare più ad un ingegnere che ad un fotografo. Ma devo dire che ormai ci riesce tutto abbastanza naturale…

©Francesco Vignali

IL TUO MESTIERE
3. Credi che il mestiere di fotografo oggi sia alla portata di tutti? Insomma, basta studiare, far pratica, avere le conoscenze giuste e si può fare strada?


Credo che come tutti i lavori anche per fare il fotografo occorre la combinazione di mille fattori. Innanzitutto la padronanza della tecnica, poi la sensibilità verso la creazione di una immagine, tanta gavetta, buone conoscenze (nel senso di farsi conoscere per quello che si vale, le altre durano poco), tanta autocritica e voglia di mettersi ogni giorno in gioco, umiltà e pazienza, perchè questa è una professione che si costruisce in tanti anni di lavoro, giorno dopo giorno.

LA TUA RICETTA
4. Io ho avuto il piacere e la fortuna di lavorare con te e so come e quanto lavori, ma se dovessi fornire la ricetta adatta a chi vuole intraprendere il tuo percorso professionale, quali sarebbero gli ingredienti che non possono e non devono mancare?

Sicuramente la professionalità intesa nel senso più ampio della parola. Oggi non basta saper fare una bella foto, bisogna sapere contattare i clienti, fare i preventivi, gestire i budget, i collaboratori, i photo editor. Lo scatto è veramente l’ultima cosa. Prima c’è un grande lavoro a monte. Ovvio, la foto poi deve corrispondere alle esigenze del cliente che non è mai facile accontentare. Poi riguardo alla quantità di lavoro, se gestisci produzioni di alto livello e per tutto l’anno, devi essere in grado di gestire le energie mentali e fisiche, perchè a smentita di quello che molti immaginano, questo è veramente un lavoro faticoso.

©Francesco Vignali

 

I BLOGGER
5. Come ben sai chi ti parla è una blogger e il 50% di chi passa su queste pagine ha un blog. Cosa ne pensi di quelle aziende che contattano i blogger di viaggi/fotografia/cucina, sperando di poter risparmiare o, molto spesso, di ottenere da loro del lavoro gratis soltanto perchè non riconosciuti a livello professionale? Chi sbaglia: le aziende che sfruttano o i blogger che accettano pur di comparire, collaborare, farsi conoscere?
 

Quello dei blogger è senz’altro una faccia diversa del mondo della fotografia. Io credo che l’errore non sia dei blogger che vogliono fare belle fotografie ma delle aziende che scambiano i blogger per fotografi professionisti. Senza levare nulla a quelli che corredano i propri blog con splendide fotografie, la professione del fotografo è tutt’altra cosa. Un conto è farsi le foto nei tempi che si scelgono e come si vuole, un conto è dover rendere conto dell’immagine ad un pubblicitario od a un photo editor. Non si può barare con qualche trucco di photoshop. E poi secondo me è fotografo professionista chi lo fa come lavoro principale, non come corredo ad un’altra attività. È giusto che loro abbiano la voglia di farsi conoscere, ma sappiano che dall’altra parte la scelta di affidarsi ad un blogger nasce quasi  sempre per esigenze economiche, soprattutto in questo periodo. 

IL PASSATO
6. Guardando indietro negli anni e pensando alla tua vita di fotografo oggi, rifaresti tutto o cambieresti qualcosa? Ti reputi felice e soddisfatto di ciò che hai fatto nel tuo percorso lavorativo?

Beh, posso dire che mi ritengo molto soddisfatto del mio percorso professionale. Ho collaborato e ancora collaboro grandi giornali, italiani ed esteri. Ho seguito per conto delle più grandi aziende di questo paese circa 1000 eventi. Certo il percorso è ancora lungo per arrivare alla pensione (sempre che ci sia…e che ci riesca a fermarmi). Quello che mi auguro è di riuscire nel futuro a lavorare di più con l’estero, perchè devo dire che il livello di professionalità è molto diverso. Al di fuori dell’Italia mi chiamano “maestro”…
IL FUTURO
7. Come ti vedi tra 10 anni? Credi che la fotografia digitale e l’essere ormai un po’ tutti dei piccoli fotografi che condividono online fotografie di (dubbia) qualità sia dannoso per te e i tuoi colleghi? E quindi sei ottimista o pessimista pensando al tuo futuro?

Ovviamente devo essere ottimista per quanto riguarda il futuro. Il digitale ha mischiato molto le carte in tavola, ma sta a noi far capitare quelle buone prorio davanti ai nostri occhi. Le occasioni non sempre arrivano, vanno cercate. La fortuna può aiutarti ma non basta. Ci vuole tanta determinazione e passione per quello che si fa. Poi si vedrà. Ma una cosa è certa: le difficoltà ci sono e sono solo momenti da superare. La cosa ottimale è invece concentrarsi su quello che si ha a disposizione piuttosto che recriminare per quello che non si può avere. E guardare avanti, fiduciosi.

Ringraziando di cuore Francesco per l’interessante chiacchierata e la disponibilità, vi invito a visitare il suo sito, dove raccoglie alcuni dei suoi ultimi lavori migliori.

Contatti di Francesco Vignali

 

(Visited 110 times, 1 visits today)

6 Commenti su Sul pulsante di scatto

  1. Avatar
    TheGirlwiththeSuitcase
    01/11/2012 alle 18:56 (8 anni fa)

    Sono felice che le parole di Francesco possano tornare utili un giorno a tua figlia: le auguro davvero di realizzare il suo sogno di fotografa!

    Rispondi
  2. Avatar
    TheGirlwiththeSuitcase
    01/11/2012 alle 18:56 (8 anni fa)

    Sì, infatti l'intera esperienza lavorativa (non soltanto fotografica) la ricorderò sicuramente come una delle più belle e felici della mia vita. 🙂

    Rispondi
  3. Avatar
    apinaperniciosa
    01/11/2012 alle 17:04 (8 anni fa)

    Io ho il senso artistico di un'ameba, ma la fotografia mi affascina incredibilmente, che bella esperienza deve essere stata, per te, lavorare a fianco di un fotografo così bravo (la seconda fotografia è fantastica!)

    Rispondi
  4. Avatar
    Cristina
    26/10/2012 alle 15:42 (8 anni fa)

    Grazie Silvia!! Davvero molto interessante. Lo leggerò sicuramente assieme a bimba, anzi lo stampo e glielo metto da parte!

    Rispondi
  5. Avatar
    bussola
    26/10/2012 alle 13:54 (8 anni fa)

    ammiro molto il mestieri dei fotografi…. oggigiorno è un lavoro molto difficile….. molti un pò per facebook un pò per diverse ragioni hanno investito su una reflex…. e il professionista si trova a dover lottare non solo con la concorrenza accreditata ma anche con molti amatoriali….

    però una reflex non è tutto…. e il professionista esce sempre fuori…..

    Rispondi
  6. Avatar
    SuSter
    26/10/2012 alle 10:05 (8 anni fa)

    Post molto interessante! Grazie per questa presentazione splendida!

    Rispondi

Lascia un commento

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

Commento *






Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.