India: alla scoperta di un nuovo mondo

Oggi sono molto contenta perchè ospito il racconto indiano della prima blogger che avevo iniziato a seguire quando ho aperto questo blog.
È stata senza dubbio la mia prima vera lettrice ed è una ragazza dolce che un giorno non mi spiacerebbe conoscere e, perchè no, magari passare con lei una giornata nella sua bella Sardegna a scattar fotografie.
Diamo il benvenuto (ma molti di voi già la conoscono e hanno capito di chi parlo) a Valentina, ovvero Rose Mel, del blog Travel Upside Down.

Nell’estate del 2007 una mia cara amica mi propose d’intraprendere un viaggio in India per partecipare ad alcune attività di volontariato. L’idea di visitare un posto così lontano mi affascinava molto e per questo mi buttai in quest’avventura senza pensarci troppo. Avevo ventun’anni e non avevo idea di come andasse il mondo. Mi ricordo che dissi a mia madre “domani andrò a prenotare il biglietto per l’India” senza rendermi conto che un viaggio del genere avrebbe completamente cambiato il mio modo di vedere le cose e mi avrebbe condotto in un nuovo mondo. E così partii piena di belle speranze e soprattutto spensieratezza, una caratteristica che mi avrebbe aiutato ad affrontare una realtà suggestiva ma allo stesso tempo cruda come quella dell’India.

Arrivata a Bombay, o Mumbai come preferiscono chiamarla gli indiani, il caldo era soffocante e c’era un rumore pazzesco. Era notte ma le strade erano piene di gente. L’India è senza dubbio il paese più caotico del mondo, sembra che il rumore non si plachi mai, neanche a notte fonda. La città è colma di palazzi enormi, case di ogni stile e forma, baracche, negozi adibiti alla vendita di qualsiasi cosa possibile e immaginabile. La maggior parte della popolazione è povera e le baraccopoli sono un segno evidente di questa miseria.

Moltissime persone che vivono in città soffrono un’estrema miseria: vivono nel fango, nello sporco, ai lati delle strade e respirano lo smog delle automobili. L’India è un paese che ha accolto il progresso senza avere la possibilità di adattarlo alla propria cultura e a causa della sua impreparazione è stata trascinata nel vortice della modernità pur non avendo i giusti mezzi per affrontarla. Durante la mia esperienza tra malati di lebbra e Aids, orfani e persone povere, ho capito molto di questo paese, cercando di osservarlo in maniera più profonda e non solo da semplice turista interessata solamente agli antichi templi o ai souvenirs dedicati alle loro originali divinità. Si tratta di un paese ricchissimo di colori e suoni, chiassoso, a volte incomprensibile agli occhi di noi occidentali per via dei suoi usi e costumi.

La religione principale del paese è l’induismo e ovunque sorgono statue o edifici caratteristici destinati a celebrare questo culto. I costumi tipici indiani sono variopinti, esplorano qualsiasi tonalità di colore e rendono la povertà meno grigia di quanto sia attraverso la loro vivacità e i bagliori delle decorazioni create con gli specchietti. Inoltre le donne indossano il classico pallino rosso sulla fronte, detto bindi; un tempo questo simbolo segnalava la condizione di donna sposata ma attualmente è indossato anche dalle ragazze non maritate come segno beneaugurante o semplicemente per seguire la moda. Durante la mia permanenza in India ho viaggiato da ovest a est della nazione e ho avuto modo di visitare le grandi città ma anche i piccoli villaggi rurali.

In questi luoghi remoti le persone hanno la possibilità di vivere in maniera molto più dignitosa nelle loro capanne di fango e paglia coltivando i loro piccoli orti e respirando l’aria pura della campagna. Ho avuto modo di conoscere a fondo la cultura di questo paese basata sulla gentilezza e ospitalità tipica di quelle zone lontane dall’occidentalizzazione selvaggia.

Il lato positivo degli indiani è la loro attitudine verso la vita: sorridono sempre e cercano di cogliere il lato positivo della vita, nonostante la loro esistenza sia veramente difficile. Questa filosofia portata avanti da persone che non possiedono quasi nulla o si trovano ad affrontare situazioni di grande sofferenza è un lato del paese che mi ha colpito profondamente.

L’India è decisamente un altro mondo, una civiltà completamente diversa dalla nostra che attraverso le sue molteplici contraddizioni e peculiarità non può che affascinare i suoi visitatori e condurli in una nuova dimensione di tradizioni, colori, suoni e profumi da esplorare.

Testo e fotografie di Valentina
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7 Commenti su India: alla scoperta di un nuovo mondo

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    Entrophia | Behind Green Eyes
    02/12/2012 alle 19:47 (7 anni fa)

    Bellissimo racconto e foto molto suggestive! Non conoscevo il blog della tua collega, grazie per la piacevole scoperta 🙂
    L'India mi ha sempre affascinato, mi piacerebbe andarci un giorno, ma non per una settimana: per dei mesi! E' tra i tanti progetti in cantiere…chissà!

    Anche io avevo finito lo spazio per le foto ma per 3 dollari ne ho acquistato altro, illimitato. Anche se direi che anche io dovrei acquistare il dominio eheh

    ps. sul mio blog ho risposto alla tua domanda <3

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    Silvia
    28/11/2012 alle 17:17 (7 anni fa)

    Lo spero anche io Cristina, grazie. Attendo il nuovo dominio con ansia perchè ho anche terminato lo spazio gratuito su blogger per le fotografie e al momento non posso pubblicare altro.
    Era quindi proprio arrivato il momento di passare all'atteso dominio.
    Incrocio le dita, spero a presto. 🙂

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    Cristina
    28/11/2012 alle 17:15 (7 anni fa)

    Finalmente riesco anche a lasciare un commento 🙂 Bello, interessante e molto molto sentito. Brave ragazze! (E speriamo, cara Silvia, che il passaggio sia assolutamente indolore, questo spazio è davvero ben fatto!)

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    Erika
    27/11/2012 alle 10:59 (7 anni fa)

    Conosco la brava Valentina , la seguo da tempo ed apprezzo molto i suoi reportage fotografici ed i suoi racconti di viaggio. Buona vita!

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    Rose Mel
    27/11/2012 alle 2:05 (7 anni fa)

    Grazie per averlo pubblicato 🙂
    so che l'hanno letto in tanti perché mi sn arrivate tante visite da questo articolo 🙂 l'importante è la lettura e poter descrivere tutto ciò a qualcuno che potrà farne tesoro e trarne ispirazione 🙂

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    Audrey
    26/11/2012 alle 13:05 (7 anni fa)

    splendido post!

    PS. ho visto il commento, grazie mille. io infatti lo pagherei pure lo spazio in più a Blogger, ma non mi fa effettuare la procedura! che pppalle!!

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