Palermo, davvero un altro mondo

Non per niente per raggiungerla devi o prendere l’aereo o la nave. Che se no non sarebbe un altro mondo. Palermo è così, inaspettatamente bella, tremendamente diversa e, diciamolo, anche un bel po’ sporca. Ma tra i banchi a Ballarò o tra i tavoli della Vucciria non puoi non accorgerti di quanto sia diversa da tutto quello a cui sei abituato tu che vivi sulla terra ferma, magari un po’ più a nord sullo stivale.

Insomma, eccomi qui a raccontarvi l’ultima tappa di un viaggio lungo 10 week-end: siamo sbarcati finalmente in Sicilia

Weekend enogastronomico a Palermo

Dopo un rilassante aperitivo davanti all’Isola delle Femmine, sulla strada che collega l’aeroporto di Cinisi al centro di Palermo, il week-end inizia con una cena veloce all’Antica Focacceria San Francesco, dove proviamo le arancine, le panelle, il panino con la milza (su cui ero scettica ma mi son ricreduta, è buono). Mangiamo all’aperto, c’è parecchia gente, il servizio è un po’ frettoloso ma in generale mi son trovata bene.

Alloggiamo all’Hotel Plaza Opera in centro, che raggiungiamo solo dopo aver fatto due passi alla Vucciria, noto mercato storico davvero imperdibile: di sera si riempie di giovani che escono per una birra in compagnia, ma alcuni banchi del mercato restano fino a notte.

La mattina ci alziamo di buonora e ci dirigiamo verso Partinico, dove visitiamo la Cantina Cusumano, davvero immensa. Per pranzo ci spostiamo a Terrasini, pranziamo sul mare al ristorante Il Bavaglino a base di pesce mentre si alza il vento, ma la temperatura è proprio piacevole. Un’insalata di mare, della pasta con le sarde e del gambero di nassa crudo, patata battuta e pachino ci deliziano prima di fare due passi sul lungo mare, da dove vediamo gli abitanti e i turisti che si godono i primi bagni della stagione. E l’acqua… che colore!


Lasciamo questo paradiso mentre un vento caldo ci accompagna al pulmino, siamo diretti in centro città: il gruppo si divide per qualche ora, io decido di immergermi nell’essenza di Palermo e vado al mercato di Ballarò. L’ho detto nel titolo, lo ripeto anche qui: Palermo è davvero un altro mondo. Questo mercato ha un qualcosa di speciale, lo capisci subito quando parcheggi la macchina: attorno alla tua solo macchine vecchie, molto vecchie, improbabili motorini tenuti assieme da pezzi di biadesivo che sfrecciano tra gli stretti passaggi in mezzo alle bancarelle di frutta, verdura, pesce, carne, abbigliamento.

Venditori che urlano in dialetto stretto, bambini che giocano in mezzo alla strada e che ricordano qualche film di una volta, tabaccherie con insegne diciamo “vintage” davanti a cui son seduti giovani e anziani che giocano a carte, a domino, o che ascoltano la radio.

Non sto facendo critiche: immagino quanto sia difficile vivere in questa città, il lavoro è poco anche qui oggi, o forse dovrei dire soprattutto qui. Ma è stato strano e allo stesso tempo bello immergermi tra quelle vie del mercato più famoso della Sicilia (almeno per me) e sorprendermi di fronte a semplici momenti quotidiani così diversi da quelli che conosco. Mi è sembrato davvero di fare un tuffo nel passato, anzi l’ho proprio fatto.
Se passate da Palermo, fatevi un giro a Ballarò e parlate con la gente al mercato. Sarà un’Esperienza!
Quindi un rapido tour passando davanti al Palazzo dei Normanni e alla Cattedrale, quindi una cena ricercata all’Osteria dei Vespri e infine si conclude la serata con una breve gita a Mondello.

La mattina seguente ci aspetta una pasticceria parecchio famosa in città: Spinnato. Qui proviamo l’abbinamento brioche con granita alla mandorla, cassata, cannolo e altri dolci della tradizione insieme ad un ottimo caffè. Lasciatemi lodare quella granita… altro che sciroppi zuccherati come da noi, questa sul palato era fresca e andava giù che era un piacere.
Quindi finalmente visitiamo la Cattedrale, il cielo è perfetto anche per le foto esterne, guardate che giornate s’incontrano quaggiù! Passiamo davanti anche al Teatro Massimo, al Politeama e infine ai Quattro Canti, o Piazza Vigliena, che altro non è che l’incrocio dei due principali assi viari della città.


I saluti ce li scambiamo al ristorante Bye Bye Blues, dove lavorano persone disponibili e cordiali, prima di lasciare l’isola e risalire sull’aereo con vista sulla Corsica mentre il sole tramonta.

Con questa tappa concludo un viaggio: un po’ mi spiace perché così ho finito di riviverlo insieme a voi. Ma il ricordo resta, perché ho viaggiato per 10 week-end, un totale di 30 giorni, ho assaggiato alcune delle migliori specialità che la cucina italiana offre, ho conosciuto persone da tutto il paese, scoperto tradizioni e modi di fare, di dire, di vivere completamente diversi. Siamo un paese al cui interno ne vivono molti, moltissimi altri. Essere così diversi e uniti è un’impresa, ma agli occhi del mondo intero non possiamo non essere il più bel paese del mondo, proprio perché ne racchiudiamo tanti, di mondi. Che dire, assolutamente un viaggio da ricordare e una passione trasformata in lavoro, anche se solo per 3 mesi.
Grazie a tutti coloro che l’hanno vissuto con me e a voi che mi avete seguito con tanto affetto e curiosità.
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8 Commenti su Palermo, davvero un altro mondo

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    Silvia Cartotto
    25/08/2013 alle 17:25 (6 anni fa)

    Grazie dell'informazione, mi sembrava molto strano in effetti 😉

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    Clodi
    25/08/2013 alle 17:25 (6 anni fa)

    Ciao, la focacceria San Francesco e' apertasono stata qualche giorno fa

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  3. Avatar
    Clodi
    25/08/2013 alle 17:25 (6 anni fa)

    Ciao, la focacceria San Francesco e' apertasono stata qualche giorno fa

    Rispondi
  4. Avatar
    Silvia Cartotto
    11/04/2013 alle 0:10 (7 anni fa)

    Grazie mille per queste parole Fiò, sono molto contenta ti sia piaciuto il mio post sulla città che ti ha scelto! 🙂
    Prossima volta ci dobbiamo vedere per forza, magari con una granita alla mandorla in mano o per provare il concetto di appanzamento, che mi interessa un bel po'! 😉

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    Fiorella Rizzà
    10/04/2013 alle 18:20 (7 anni fa)

    Ero proprio curiosa di sapere cosa una mia conterranea (che più conterranea non si può!) avrebbe pensato della città in cui ho deciso di vivere dopo essermene innamorata follemente! E devo dire che ci hai preso in pieno: è nei mercati che si respira la vera città, sono i mercati che ti fanno capire quanto sia "ricca". Io mi sono innamorata di Palermo camminando tra le bancarelle della Vucciria, di Ballarò e del Capo: colori incredibili, profumi senza fine e scene che paiono arrivare da un vecchio film in bianco e nero… e qui e là tra una bancarella e l'altra puoi trovare un'incredibile chiesa barocca, o l'accesso a delle catacombe, o un "purparo" che ti vende polpo lesso da mangiare mentre cammini… Spettacolare!
    Io ti auguro di tornarci presto, e con più tempo a tua disposizione per perderti tra le viuzze strette e tortuose del vasto centro storico (e se proprio non vuoi perderti ti faccio da guida volentieri :D).
    E' stato proprio un piacere leggere questo post!

    PS: fossi stata negli organizzatori avrei sostituito il pranzo a Terrasini con una leggendaria mangiata di pesce a Sferracavallo… certo però poi avresti passato il pomeriggio a contemplare il concetto siciliano di "appanzamento" 😀

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    Silvia Cartotto
    08/04/2013 alle 23:52 (7 anni fa)

    Grazie Palmy per la segnalazione: purtroppo da giugno ad oggi non sono più tornata a Palermo… che peccato però.

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  7. Avatar
    Palmy
    08/04/2013 alle 23:42 (7 anni fa)

    L'Antica Focacceria però ha chiuso, ora la suo posto credo ci sarà una Feltrinelli

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