Pini marittimi a colazione e tramonti rossi per cena

OVVERO: COSA HO IMPARATO VIAGGIANDO IN TENDA

Quando si dice vivere un posto.
Gustarlo, respirarlo, volerselo portare a casa.
Così, per ricordo, ma soprattutto per avere a portata di mano un po’ di quelle sensazioni anche durante l’autunno e l’inverno. Per snocciolarsele un po’ alla volta, facendole bastare fino al prossimo viaggio, che non si sa mai di preciso quando si ripartirà.

Insomma, come forse sapete son stata in Croazia: la terra dalle città impronunciabili, che la lingua ci prova ma inciampa nel tentativo. Sì, i loro nomi suonano un po’ storti: meglio allora ricordare i paesi croati per i loro angoli e le loro atmosfere.

E pensare che prima di partire avevo un’idea decisamente annebbiata di questo paese: per me finiva più meno a sud dell’Istria, dov’ero stata 7 anni fa, dopodichè da lì in giù era tutto alquanto sfocato, senza confini e collocazioni precise.
E invece.

Invece la Croazia arriva fino al Montenegro, tocca la Bosnia, l’Ungheria e la Serbia, oltre alla Slovenia. E, per arrivare fino a sud, la Bosnia l’abbiamo pure attraversata: mai nella mia vita avrei pensato di entrare in quel paese che da piccola mi metteva paura, a sentirlo al TG.
La Croazia è un paese con millemila isole a pochi chilometri dalla costa, è un paese arido e secco così come verde e fresco. Un paese dove il turista riesce ancora a risparmiare qualcosa rispetto all’Italia; è un paese povero e genuino nell’entroterra, più ricco e turistico sulla costiera.

Otocac (questo nome è facile, dai), nell’entroterra, per esempio, è un paese fantasma con le facciate delle case bucherellate dai proiettili e dalle bombe, con gli alberi che escono dalle finestre degli alloggi abbandonati. Lì la guerra la vedi, il suo segno è indelebile agli occhi dei turisti, mentre passano di lì un giorno assolato d’agosto, diretti ai Laghi di Plitvice.
Non ci pensi più di tanto, mentre l’attraversi, ma poi ti accorgi che hai sfiorato un pezzo bello grosso di storia croata, forse il suo capitolo peggiore.

Ma del nostro viaggio di 12 giorni on the road da nord a sud del paese, sono tante le cose che non voglio dimenticare.
Come il verde e il blu del Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, che un’acqua così è difficile da scordare.

Come il profumo dei pini marittimi a farti compagnia mentre fai colazione, appena uscita dalla tenda in riva al mare della Dalmazia; accanto a te passerotti, mici dal pelo morbido e, più in là, qualche tedesco dagli strani effetti sonori.

E come il bianco e il beige dei mattoni delle vecchie case sull’isola di Hvar, che ti accoglie selvaggia e mondana al tempo stesso.

Ma il punto è questo.

Un viaggio in tenda, e quindi il campeggio, ti permette di provare esperienze che difficilmente proverai in un hotel a 4 stelle: e non sto parlando solo della tenda vista mare che più vista non si può, a due metri dalla riva.

Sto parlando dei momenti condivisi: come lavarsi i denti con due bimbe italiane che sostengono che Trieste non è Trieste senza la bora (il che non fa una piega); come lavare le stoviglie insieme a due signore polacche provando ad immaginare che cosa si stiano dicendo senza però capire nulla; come cenare sotto a una pineta sugli scogli mentre il vicino di tenda danese gioca a fare il funambolo tra gli alberi.
La vita in campeggio ti permette di capire che sì, in generale noi italiani saremo anche i maghi del camper super accessoriato e della vacanza facile, ma in quanto a vacanza in tenda i nord europei (tedeschi in primis) non si battono, son troppo avanti.

Che si sa, loro son fatti per vivere nei boschi, come gli hippy. Lasciano pascolare i figlioli a distanza senza provocarsi attacchi di ansia inutile, passano l’intera giornata all’ombra dei pini della loro mega piazzola leggendo, mangiando, dormendo, russando/ruttando e poi ancora mangiando e bevendo. Tu, nel frattempo, sei andata e tornata due volte dalla spiaggia, hai visitato il centro storico, hai fatto un giro al supermercato, preparato la cena, fatto la doccia e te ne sei andata stanca ma felice a dormire nella tua mini tenda che si monta in 2 secondi netti (facciamo 5 minuti, dai).
Ma loro son fatti così, quello è il loro stile di viaggio, quello è il loro modo di intenderlo, il viaggio. E prima di ripartire passano pure a regalarti il fondo della loro bottiglia di vodka, che in macchina verso nord è meglio non portarla, nèh.
Quello che ho capito del viaggiare in campeggio è che impari ad adattarti alle persone, alle condizioni climatiche, alla luce e al suono della natura sopra, sotto e attorno a te.
Ma anche a non vergognarti ad attraversare le piazzole altrui alle 8 del mattino, in pigiama e coi capelli scompigliati per raggiungere il bagno. Bagno in cui ti laverai la faccia nel lavandino in cui già 37 persone se la sono lavata prima di te (io ho beccato pure quella che nel lavandino si lavava i piedi, allora vedi che del bidet sentono la mancanza)! 😉
Questo tipo di viaggio permette di vivere con lentezza, quella che ti fa fare ogni singola azione con più consapevolezza, e con serenità, quella che ti fa lasciare pure oggetti di valore in tenda mentre te ne vai a fare un giro, che tanto qui son tutti impegnati a godersi la natura e del tuo iPad per connettersi con il mondo, adesso, non gliene importa niente a nessuno.
E allora capisci che forse, ogni tanto, bisognerebbe prendere esempio da ‘sti polacchi. Perchè dai, a parte quando ti fissano con insistenza, tanto male alla fine non sono.
Nel titolo parlavo di tramonti, poi ho preso un’altra strada. Comunque i tramonti c’erano, erano rossi e alcune volte, mentre si cenava, cascavano pure in mare: si sa, i miei preferiti. 🙂

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18 Commenti su Pini marittimi a colazione e tramonti rossi per cena

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    Silvia Cartotto
    10/09/2014 alle 21:17 (5 anni fa)

    Grazie, sì è un'esperienza che consiglio davvero a tutte!

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    Serena Chiarle
    10/09/2014 alle 20:22 (5 anni fa)

    Che meraviglia!
    Non sono mai stata in Croazia ma so che è una terra incantevole, e le tue foto lo testimoniano.
    Anche la vacanza in campeggio è un'esperienza che mi manca da adulta, ma di sicuro è un'esperienza che ti può aiutare a cambiare prospettiva per un attimo e a vivere con più lentezza e semplicità.

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    Scarabocchio Girl
    04/09/2013 alle 22:12 (6 anni fa)

    Bellissime foto e fantastico post!
    Io in quei luoghi ci sono stata da bimba nel 1989, e non mi ricordo granché, infatti mi piacerebbe molto tornarci, e con lentezza, come dici tu. A volte siamo troppo presi da tag e post, e ci scordiamo della vita vera, quella che vale la pena di assaporare senza tecnologia.

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    Cabiria
    04/09/2013 alle 11:38 (6 anni fa)

    La lentezza e i momenti condivisi: sono le cose che più mi piace riportare a casa e le ritrovo qui. In questo post c'è una bellissima atmosfera! 🙂

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    Cristina
    04/09/2013 alle 11:13 (6 anni fa)

    Ieri non ero riuscita a lasciare un commento. Proprio un bel diario di viaggio. La prima e l'ultima foto poi sono stupende. Brava!

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    Patalice
    03/09/2013 alle 23:19 (6 anni fa)

    un post fascinoso, pieno di bellezza e di profumi regalati da fotogrammi meravigliosi!

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    Ilaria
    03/09/2013 alle 23:08 (6 anni fa)

    Davvero un bel post con delle foto meravigliose! Mi hai ricordato le vacanze in campeggio con i miei (in roulotte, però) quando ero piccola. Ricordo che a un certo punto si diventava tutti un'unica famiglia con i vicini, italiani o stranieri che fossero.
    Ciaoo

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    Vaty ?
    03/09/2013 alle 16:49 (6 anni fa)

    aspettavo questo primo post perchè ti avevo seguito su instagram.
    noi, dopo la grecia, abbiamo fatto tappa a dubrovnik poi siamo risaliti verso le isole del nord. mi affascinano sempre i viaggi cosi e a leggerti mi sono emozionata:-)
    è vero, i nordeuropei sono dei perfetti organizzatori. talvolta li guardo e mi rendo conto che sono cosi avanti. o siamo noi un pò troppo pretenziosi o amanti del viaggiare facile?
    bellissime queste foto. l'ultima mi ricorda ancora quel sole caldo dell'estate.

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    Sara .M
    03/09/2013 alle 16:22 (6 anni fa)

    E' sempre bello leggere commenti entusiasti della Croazia….felice che ti sia piaciuta così tanto! E' quasi impossibile non innamorarsene…

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    Anonymous
    03/09/2013 alle 15:06 (6 anni fa)

    Campeggio e molto più… Silvia, quanta ricchezza di parole e sensazioni!! Bravissima, come sempre, aspetto le altre puntate della Croazia, sai già che sono una tua lettrice affamata! 🙂
    Michy_

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    Elena Sofia
    03/09/2013 alle 14:10 (6 anni fa)

    Bellissimo resoconto! Io non sono mai stata in Croazia e nemmeno in campeggio.. forse è arrivato il momento di provare? 😛 Chissà.. Buon rientro, baci!

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  12. Avatar
    Lucia
    03/09/2013 alle 11:43 (6 anni fa)

    Bello.. bello perchè io adoro il campeggio, e capisco perfettamente.. E' una vacanza da fare e da provare, perchè si vive in maniera completamente diversa, con altri ritmi e con altre priorità (in Portogallo mi sono fatta per 10 giorni la doccia fredda da un tubo).. e se tutto questo è contornato da un paesaggio come la Croazia.. bellissimo! Mi hai fatto venire voglia..

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  13. Avatar
    monica
    03/09/2013 alle 11:09 (6 anni fa)

    Silvia… quello che hai imparato. … sono io, scritto bene bene!. Sono commossa. Punto!

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  14. Avatar
    Anna Luisa e Fabio
    03/09/2013 alle 11:09 (6 anni fa)

    Anche per me sono posti sconosciuti e mi fa piacere scoprirli attraverso le tue fotografie ed il tuo racconto ricco di esperienze personali.

    Fabio

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  15. Avatar
    silvia ceriegi
    03/09/2013 alle 10:55 (6 anni fa)

    La Croazia ispira, ehh!! bello. brava. bis. e benvenuta ad una nuova croazista!!

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  16. Avatar
    Piperpenny Live from Hamburg
    03/09/2013 alle 10:29 (6 anni fa)

    Bellissimissimo post!
    Di vacanze in tenda ne ho fatte parecchie da più "giovane" (tra l'altro ero una scout) e pensavo di aver dato… Ma potrei anche rivedere questa decisione… 😉

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