Orecchiette, sgagliozze e parole che rotolano: la mia Bari

Durante l’inverno che si è appena concluso sono stata in Puglia, soprattutto a Bari. Il filo conduttore del viaggio era l’organizzazione di eventi, di cui vi ho già parlato qui, grazie ad Apulia2meet. Oggi però stavo riflettendo su un’altra cosa. Su qualcosa che chi vive al nord o comunque in regioni d’Italia non proprio calde non conosce così bene.  Sto parlando della cultura dello star fuori. Uscire anche in inverno, passeggiare e sedersi in un bar all’aperto. Godersi il rumore delle onde mentre si pedala verso il tramonto.
A Bari anche in inverno c’è un sacco di gente a tutte le ore, ovunque, anche se freddo lo fa, è vero. Ma pedalare sul lungomare a dicembre non l’avevo mai fatto, ed è stato come proiettarsi di botto 5 mesi avanti.
A Bari vecchia ogni scorcio ti incanta, pedali e ti fermi perché devi fare una foto, non puoi non farla. Le signore che friggono e vendono sgagliozze (polentine fritte) davanti alla porta di casa sono tante (quasi tutte di nome Maria) e tante sono la memoria storica del luogo. Ma l’unica vera Maria è quella che ho conosciuto grazie alla mitica Roberta, del blog Infoturismiamoci: un incontro che avevo sognato circa due mesi prima, scoprendo questa tenera signora sul web proprio grazie a Roberta. Mai avrei pensato che poi l’avrei conosciuta pure io.
Immergersi nelle vecchie strade, tra le case della gente che parla barese stretto e prova a venderti di tutto, è una sensazione stranissima. Ti sembra di essere davvero in un altro mondo. Un po’ come mi ero sentita a Palermo durante il Tour Voiello.
E le orecchiette!
Un posto d’onore alle orecchiette gialle gialle, quelle grandi e quelle piccine, fatte tutte rigorosamente a mano nelle cucine di anziane signore che si affacciano sulla strada con i loro banchetti e ti invitano a entrare. E allora qui trovi santini e taralli, orecchiette e fotografie di comunioni, cresime e matrimoni di tutta la famiglia. E ovviamente immagini di San Nicola, il santo protettore della città, immancabile perfino nelle panetterie, che sembrano delle piccole cappelle. Mai visto nulla del genere, una cosa bellissima proprio perché diversa.
E mentre ti parlano, queste dolci signore baresi, tu non capisci assolutamente nulla. Le parole rotolano una dopo l’altra, tutte attaccate mentre scorrono veloci. Cerchi di capire se sono parole urlate perché trasmettono gioia o rabbia, ma non lo capisci. E ti viene da ridere. Ed è troppo bello. È troppo bella l’Italia, talmente diversa da farti sentire straniero in casa d’altri. Io di questo ne vado fierissima. Non credo ci siano mondi più diversi tra loro in uno stesso paese.

 

 

Bari è questa: è un porticciolo con le barche azzurre ormeggiate, una donna che prega intensamente dentro alla chiesa di San Nicola, è il profumo del pesce sui camioncini ambulanti. Sono le urla della gente che in realtà si parla, è l’abitudine a stare per strada, a giocare in piazza e a tenere aperte le porte.
È la capacità di godersi le piccole cose.
Forse Bari non è solo questa, ma di sicuro questa è stata la mia.

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12 Commenti su Orecchiette, sgagliozze e parole che rotolano: la mia Bari

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    Silvia Cartotto
    01/04/2014 alle 20:40 (5 anni fa)

    Anche io vivo in funzione del sole, peccato che non ci sia sempre il vostro stesso meteo qui al nord :/

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    Manuela
    01/04/2014 alle 20:38 (5 anni fa)

    esatto Vale! Io sono proprio così! Vivo in funzione del sole 😀
    Comunque sia, se passi da Bari DEVI venire a trovarmi… ti faccio fare un bel giro (e vediamo se scattiamo foto uguali 😉

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    Silvia Cartotto
    27/03/2014 alle 15:02 (5 anni fa)

    Esatto, è proprio nella loro cultura.
    E glielo invidio un sacco.

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    Valentina_Travel upside down
    27/03/2014 alle 13:24 (5 anni fa)

    Bel posticino 🙂 non conoscevo per nulla Bari, ma m'ispira un sacco!
    Comunque la cultura del Sud di passeggiare sul mare anche quando fa freddo, è una cosa verissima! Io credo che le persone in certi luoghi, siano più portate a farlo per via dell'ambientazione e nel corso degli anni diventa un vero e proprio sentimento di attaccamento verso questo modo di vivere (più lento, più "godiamoci il mare, godiamoci il sole, al resto ci si pensa dopo) 😀

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    iltovaglioloasinistra.com
    26/03/2014 alle 19:38 (5 anni fa)

    E io che ora ho voglia di partire?!? Di mare e di cibo?!?! Come la mettiamo Silvia questa tua capacità di farmi viaggiare sempre attraverso le tue parole ? 🙂 un abbraccio

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    Silvia Cartotto
    26/03/2014 alle 17:25 (5 anni fa)

    Anche tu la 500? Grande! Prossima volta assolutamente 😉
    Grazie mille delle parole Ezio.

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    Silvia Cartotto
    26/03/2014 alle 17:24 (5 anni fa)

    Sono contenta ti sia piaciuto Manuela, è importante l'opinione dei locali per me. 😉

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    Manuela
    26/03/2014 alle 17:23 (5 anni fa)

    Mi fa sempre piacere leggere della mia città, soprattutto attraverso gli occhi curiosi degli "stranieri". I tuoi occhi e il tuo cuore hanno saputo catturare le sfumature della mia città, la poesia (perché a Bari c'è poesia), le parole che rotolano (bella espressione!).
    Brava Silvia 🙂

    Questa è la mia Bari. Una bari così diversa da quella del passato che molti ricordano…
    Grazie!

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    Manuela
    26/03/2014 alle 17:23 (5 anni fa)

    Mi fa sempre piacere leggere della mia città, soprattutto attraverso gli occhi curiosi degli "stranieri". I tuoi occhi e il tuo cuore hanno saputo catturare le sfumature della mia città, la poesia (perché a Bari c'è poesia), le parole che rotolano (bella espressione!).
    Brava Silvia 🙂

    Questa è la mia Bari. Una bari così diversa da quella del passato che molti ricordano…
    Grazie!

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  10. Avatar
    Ezio
    26/03/2014 alle 14:44 (5 anni fa)

    Sono contento di essere il primo a lasciare un commento qui.
    Posso dire che questo racconto sulla mia città mi è piaciuto un sacco. Sei riuscita a farmi ritornare per qualche minuta a casa e sono contento che una persona di un'altra parte d'Italia, sicuramente diversa culturalmente da quella del Sud, sia riuscita a cogliere questi dettagli.
    Il mare, il caldo, il culto dell'essere sempre per strada è un po' quello che mi manca qui al Nord, perché è un qualcosa radicato dentro e che per me può fare la differenza. 😀 Spero di esserci anche io la prossima volta che ritorni, così magari con la mia 500 insieme a Roberta, ti faccio

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  11. Avatar
    Ezio
    26/03/2014 alle 14:44 (5 anni fa)

    Ti farò vedere magari quello che c'è oltre Bari. 😀

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