I caffè storici di Torino con Lookals

Torino è un’elegante signora con la collana di perle. Ci ho vissuto, ci ho lavorato e quando posso ci torno sempre volentieri. Qualche giorno fa insieme a #Tbnet ho vissuto un’esperienza insolita e non convenzionale che mi è piaciuta DA MATTI, una #LookalsExperience, come avete visto seguendomi sui social.

Lookals è un servizio che connette i viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche con i locali che offrono visite guidate uniche e personalizzate in tutta Italia. Ecco com’è andata la mia mattinata alla scoperta dei caffè storici torinesi!

A passeggio tra i caffè storici di Torino con Lookals

Sono davanti al pianoforte ad ascoltare un ragazzo con la valigia che suona alla Stazione di Porta Nuova quando incontro Donatella, la mia guida personale per le prossime 3 ore. Inizia così la nostra passeggiata in una Torino soleggiata, primaverile, bella come sempre o forse come non mai: la Torino elegante dei caffè storici!

Arrivate in Piazza San Carlo, il salotto di Torino, Donatella mi racconta dei Savoia, della cioccolata (la bevanda) che arriva in città quando diventa capitale grazie ad Emanuele Filiberto, dei caffè risorgimentali che nascono qui in questa piazza (Fiorio e San Carlo) e che erano frequentati dai politici.

Piazza San Carlo

Sempre sotto ai portici troviamo il caffè e confetteria Stratta, del 1836, dove consiglio di assaggiare le gioie di Cavour, cioccolatini con un cuore di nocciola: un omaggio a Cavour che ogni mattina entrava in questo caffè e immergeva una nocciola nella propria tazza di cioccolata.

Caffè San Carlo

Il Caffè San Carlo, dell’800, invece, si trova proprio sotto ai portici di fronte, oltre la statua di Carlo Alberto (che è il secondo simbolo della città dopo la Mole Antonelliana); a pochi metri di distanza c’è un altro caffè storico, il Caffè Torino: la scala della sala interna è qualcosa di stupendo, io sono entrata anche solo per vedere lei! Per terra proprio davanti all’ingresso c’è, inoltre, la sagoma del toro dorato, conosciuta per l’usanza di pestare i genitali come segno di buon auspicio. I turisti si divertono molto!

Attraversiamo quindi la Galleria San Federico, del ‘900, e ci dirigiamo a piedi in direzione Quadrilatero, il quartiere della movida, dei locali e dei ristoranti che si popola soprattutto di sera e nei weekend. Percorriamo Via Garibaldi, via commerciale e pedonale più lunga d’Europa (più di 1 chilometro e mezzo), e poi ci infiliamo in Piazza Savoia, quella con l’obelisco al centro.

Via Garibaldi, Torino

A pochi metri da qui raggiungiamo la chiesa della Madonna della Consolata: lo ammetto, non ci ero mai stata e non sapevo che fosse la vera chiesa torinese, la protettrice della città, quella più sentita e riconosciuta dai suoi cittadini. Una bella scoperta! E proprio di fronte, in Piazza della Consolata, si trova Al Bicerin, il caffè del 1763 dove oggi vi lavorano solo donne e dove io ho provato per la prima volta in vita mia la famosa e omonima bevanda a base di cioccolata, caffè e crema al fior di latte.

Caffè storico Al Bicerin

Si deve gustare a strati: non si deve mescolare, così in questo modo si può sentire prima il latte fresco e tiepido, poi l’amaro del caffè bollente e infine la dolcezza dei pezzi di cioccolato fondente sciolti a bagnomaria pochi minuti prima. 6 euro per un bicchiere che è tutt’altro che piccolo, è una bomba di bontà!

Al Bicerin con Lookals

Questa è stata la vera esperienza da madamina torinese del mio itinerario a piedi con Donatella: attorno a noi boule di vetro contenenti confetti color pastello, scatole di latta ritraenti la famiglia reale, tavolini di legno del ‘700 e candele accese ad ogni postazione. Il locale è molto, molto piccolo e in alta stagione c’è fuori la fila. Un privilegio potersi sedere e gustare questa bevanda tipica per qualche minuto di relax!

Al Bicerin, Lookals

Passeggiando per il centro con Donatella scopro altri curiosi aneddoti, come quello sui grissini: nascono a Torino per esigenza di Amedeo Secondo, che essendo allergico alla mollica del pane aveva bisogno di mangiare pane senza mollica, secco. Da qui ecco nascere i grissini che oggi noi tutti conosciamo!

Prima di terminare la nostra mattinata passiamo ancora dal mercato multietnico di Porta Palazzo, aperto tutti i giorni, e attraversiamo la storica Galleria Umberto I: arriviamo quindi alla Porta Palatina, al Duomo (del 1491) e infine in Piazza Castello davanti al Palazzo Reale.

Mercato Porta Palazzo

Una chicca simpatica: dentro alla Chiesa di San Lorenzo in Piazza Castello ci sono 4 affreschi che si vedono soltanto il giorno degli equinozi di primavera e autunno, quando il fascio di luce proveniente dalla cupola entra nella cavità in cui sono stati dipinti.

Dulcis in fundo arriviamo ad altri due caffè tra i più antichi in città: il Mulassano, conosciuto per l’aperitivo, per i suoi ottimi sandwich e per l’orologio che una volta decretava con le lancette chi avrebbe pagato il conto a seconda del numero che usciva; e poi Baratti e Milano, nella Galleria Subalpina del 1874 che collega Piazza Castello a Piazza Carlo Alberto.

Caffè Mulassano

Galleria Subalpina

Infine eccoci in Piazza Carignano, dove si trova l’omonimo palazzo una volta sede del Parlamento e oggi Museo del Risorgimento: qui di fronte troviamo il caffè Pepino, il primo vero gelatiere a Torino, che nel ‘900 ha brevettato il pinguino, il gelato da passeggio con lo stecco.

Pepino gelati

La scoperta di una Torino insolita termina qui: saluto Donatella e la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, quindi ritorno verso Porta Nuova. Chissà se quel viaggiatore è ancora là che suona il pianoforte…

Info utili

Qui trovate ulteriori informazioni sulla mia gustosa esperienza firmata Lookals, se desiderate viverla in prima persona!

Non esitate a contattarmi se avete altre curiosità su questa bellissima esperienza. 🙂

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