Zoom Torino: un’esperienza immersiva

Come molti di voi sanno io abito in Piemonte, precisamente a Biella: nonostante ciò non ero ancora mai stata allo Zoom Torino, che dista un’oretta di auto da casa mia. Finalmente ho avuto l’occasione di scoprire questo bioparco e, dato che di solito non sono un’amante di zoo e affini, oggi voglio condividere con voi questa esperienza certamente positiva, così che possiate farvi un’idea di ciò che è e di ciò che non è. Ma soprattutto di quanto sia importante conoscere per conservare le specie animali del nostro pianeta, così come recita lo slogan e hashtag del parco: #conoscereperconservare.

Zoom Torino

Perchè vi consiglio di andare allo Zoom Torino, il primo bioparco immersivo d’Italia

Per prima cosa, io come sempre cerco informazioni sul luogo che visiterò tramite il suo sito web: la comunicazione online già mi permette di capire che i concetti come la conoscenza e la conservazione delle specie a rischio estinzione rappresentano le basi di questo parco alle porte di Torino (precisamente nel comune di Cumiana, uscita Piscina sulla tangenziale).

Zoom Torino

Quello che i biologi del parco si impegnano quotidianamente a fare durante i talk a orari prefissati all’interno di ogni habitat è quello di diffondere il rispetto per l’ambiente, la salvaguardia e la tutela della biodiversità. E questo l’ho potuto notare di persona ascoltandoli mentre spiegavano al pubblico la storia e le curiosità su gibboni, lemuri, rapaci, animali del Serengeti (nella savana), tigri e pinguini.

Zoom Torino

Tutti possiamo essere consumatori responsabili

I biologi più volte ricordano che tutti quanti, durante i nostri acquisti personali per la casa e la vita quotidiana, possiamo essere responsabili e aiutare l’ambiente in cui queste specie animali ogni giorno vivono o tentano di sopravvivere a causa dell’influenza dell’uomo. Ad esempio leggendo le etichette dei prodotti e prediligendo quelli certificati dal marchio FSC (organizzazione nata nel 1993 per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni), ovvero che utilizza prodotti provenienti da foreste ecosostenibili, oppure evitando di acquistare prodotti contenenti l’olio di palma. Infine, i biologi invitano anche ad essere viaggiatori responsabili: quando ci troviamo in zone del mondo dove gli animali vengono utilizzati a scopo turistico (per spettacoli o tour), ricordiamoci di non prendere parte al loro sfruttamento, evitando di partecipare a questo tipo di iniziative.

Zoom Torino

Già per questi motivi il parco mi ha convinto, ma ho avuto ancora altre dimostrazioni di attenzione e cura degli animali presenti quando ho capito che non patiscono le temperature del Piemonte, così diverse da quelle del loro habitat naturale. Si tratta sempre di animali nati e cresciuti in cattività o in questo o in altri parchi europei (Germania, Danimarca, Inghilterra ecc), quindi mai prelevati direttamente in natura, che vengono protetti e a cui non manca alcun tipo di attenzione. Ad esempio le giraffe, abituate al clima della savana (che però in inverno arriva anche a 0 gradi), d’inverno o, in generale, quando fa freddo, possono stare nelle loro stalle riscaldate dove entrano spontaneamente quando e se ne hanno voglia o la necessità. Stesso discorso per i pinguini africani, specie abituata a vivere al caldo: nel loro habitat ci sono delle grotte che hanno temperature ideali anche in inverno.

Zoom Torino

Insomma, man mano che mi addentravo tra gli habitat del parco, dal Madagascar all’Asia fino all’Africa continentale, capivo di non essere in un classico zoo ma in un parco dove uomo e animali possono convivere serenamente. E soprattutto dove i bambini possono ammirare animali mai visti prima, o di cui sanno quasi tutto grazie alla scuola; e poi anche dove gli adulti possono tirare fuori il loro lato più infantile e godersi un vero e proprio viaggio.

Zoom Torino

Il parco non è enorme e in una giornata si esplorano tranquillamente tutti e 10 gli habitat, in autonomia o grazie alle spiegazioni dei biologi. In ogni postazione ci sono cartelli esplicativi con immagini e informazione sul luogo di provenienza, le abitudini delle diverse specie, le loro misure e altre curiosità. In alcune zone come Nosy Komba, l’isola dei lemuri del Madagascar, si può inoltre camminare accanto agli animali in libertà, stando attenti a non dar loro fastidio.

Zoom Torino

Gli habitat di Zoom Torino

Gli habitat del parco sono composti dalla fattoria africana del baobab (asini somali, dromedari, buoi dei watussi); il Serengeti (giraffe, zebre, rinoceronte, gazzelle, struzzi ecc); Hippo Underwater (ippopotami e pesci tropicali); Madagascar (lemuri, testuggini giganti con 100 anni, fenicotteri rosa e pellicani); Lontre di Manakara; Baia dei Pinguini africani e Bolder Beach (in cui si può provare l’esperienza di nuotare accanto ai pinguini, in estate); Asia (gibboni, gru, istrici, panda rosso); Tempio delle tigri siberiane. Potete raggiungere i diversi habitat in pochi minuti a piedi, sono tutti molto vicini anche se di elevate dimensioni.

gibboni

ippopotamo

istrice

lemuri

Vi consiglio soprattutto di non perdere gli incontri con i biologi (sulla mappa sono indicati gli orari, più volte nella giornata) per scoprire ad esempio che i pinguini mangiano mezzo kg di pesce al giorno a testa e che quelli neri sono i più giovani; che i lemuri alzano la coda a bandiera per farsi vedere e riconoscere dagli altri del gruppo mentre cercano il cibo; che Freddy (il rinoceronte) pesa 2700 kg, può arrivare fino a 40 anni di età e si rotola nel fango per proteggersi dal sole e per idratare la pelle.

rinoceronte

panda rosso

Oppure che la coppia di ippopotami sta ancora imparando a diventare una vera coppia (lui è ai primi approcci del corteggiamento) e che questo animale, in Africa, è ancora il più pericoloso (fa 4000 vittime all’anno). Infine, potete intenerirvi scoprendo che la coppia di gibboni asiatici e il loro piccolo, Kiwi, spesso si tiene per mano e quando lei si è rotta una zampa lui non ha voluto separarsi, ed è stato due settimane con lei nella casetta del veterinario. <3

ippopotamo  gazzella cervicapra
In generale, la mia esperienza è stata decisamente positiva: non trovo nessun lato negativo nel visitare questo parco con i propri bambini o anche solo tra adulti. Abbiamo tanto da imparare e scoprire su di loro, e tanto ancora da migliorare nelle nostre scelte quotidiane che influenzano l’ambiente che ci circonda e in cui loro vivono.

Cerchiamo di fare scelte ponderate e il più responsabili possibili: nella vita di tutti i giorni e anche in viaggio. I loro simili sparsi per il mondo ce ne saranno grati.

Per informazioni e curiosità, ecco il sito web di Zoom Torino.



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4 Commenti su Zoom Torino: un’esperienza immersiva

  1. Avatar
    Agnese
    14/06/2016 alle 7:47 (3 anni fa)

    Rimane il fatto che gli animali non sono nel loro ambiente…eppure un paio di settimane fa ho portato il mio Cigolo allo zoo di Praga e da quello che ho visto nei suoi occhi non me la sento proprio di dire che tutto sia sbagliato.

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  2. Avatar
    Michela
    31/05/2016 alle 9:49 (3 anni fa)

    Trovo che i bioparchi siano una cosa bellissima, a differenza degli zoo, qua si cerca di rispettare il più possibile i bisogni degli animali.
    Non sapevo ne esistesse uno vicino a Torino, se riesco ci faccio volentieri un salto quest’estate!

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    • Silvia Cartotto
      Silvia Cartotto
      31/05/2016 alle 10:16 (3 anni fa)

      Mi fa piacere Michela e spero ti piacerà, anzi, ne sono certa! 😉

      Rispondi

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