Organizzare un viaggio in Myanmar

State progettando un viaggio in Myanmar (o Birmania, che dir si voglia)?

Se la vostra risposta è sì, probabilmente saprete che non è uno di quei posti dove si può decidere di partire all’ultimo istante, ma bisogna organizzarsi per tempo.

In primis, dovete essere muniti di VISA turistica, mandando il passaporto all’Ambasciata Birmana in Italia, a Roma. Inoltre dovete sapere che esistono guide statali e guide private. Con le prime i vostri compensi finiranno allo Stato Birmano; con le seconde vi  servirà un po’ più di tempo da dedicare alla ricerca e pianificazione del viaggio, ma avrete qualche speranza in più che i vostri soldi rimangano a disposizione di chi vi ha accompagnato nel viaggio.

Myanmar

Come organizzare un viaggio in Myanmar

Chi viaggia lo sa, girando s’incontrano tantissime persone dalle quali s’impara sempre qualcosa. In qualche viaggio precedente al Myanmar ci dissero che per vederlo era strettamente necessario avere un accompagnatore come cicerone, ed era preferibile appoggiarsi a delle associazioni non governative ma locali.

Affidandoci a questo prezioso consiglio, passammo l’inverno alla ricerca del perfetto cicerone. Cercavamo una piccola organizzazione o un privato che facesse questo servizio solo per noi, che comunque eravamo in quattro.

Ora, non ricordo con precisione come, ma via Internet trovammo la nostra guida.

Ci scambiammo diverse email e pattuimmo l’itinerario di nostro interesse. Prevedeva una serie di città assolutamente da vedere, e infine l’esigenza di fare una sosta finale al mare sulle lunghe coste della Birmania che si affacciano sull’Oceano Indiano.

Decidemmo il costo, nel quale erano compresi gli spostamenti in mini van e tutti i pernottamenti in hotel decisi da loro.

Ci fidammo molto e ammetto di essere partita con un po’ d’ansia!

guida in Mayanmar

A posteriori vi posso garantire che l’aver visto il Paese con loro è stata un’esperienza indimenticabile a stretto contatto con la Cultura Birmana.

Per noi il Myanmar era il proseguimento del nostro viaggio iniziato in Laos. In ogni caso non c’è alcun volo diretto tra Laos e Birmania, quindi è necessario tornare a Bangkok e poi atterrare su Yangon.

5 posti da vedere assolutamente in 9 giorni

  1. Yangon

Il mio primo impatto con la città fu una sensazione di decadenza, trascuratezza e sporcizia.

Il nostro stesso hotel presentava chiari segnali di aver vissuto (forse) uno splendore negli anni che furono, ma oggi notevolmente lasciato andare. Acqua calda e luce elettrica solo in certi orari. Tutto questo viene ripagato subito dalla vista unica della stanza che si affaccia sulla Pagoda d’oro, che illuminata di notte ti riempie di calore il cuore.

viaggio in Myanmar

Yangon è la più grande città di tutto il Myanmar, ma dal 2005 non ne è più la capitale, perché il governo militare l’ha spostata a Naypiydaw, che tradotto significa “Sede dei Re”. Una vera cattedrale nel deserto! Una città costruita appositamente lontana da tutto e da tutti, per trasferirvi le sedi del potere, al sicuro da movimenti di piazza ed eventuali sommosse popolari, dove troverete solo il maestoso parlamento, poche case e vie tutte nuove.

E pensate, tutto costruito a tavolino a partire dal 2005.

Tuttavia Yangon rimane il principale fulcro economico e culturale per il Paese.

Sicuramente è la Shwedagon Pagoda che rende la città attraente sia per i turisti, che per i fedeli. È uno stupa completamente rivestito d’oro, alto 98 metri, dove si narra che in punta ci sia un diamante autentico di ben 76 carati.  Se potete, visitatelo verso l’ora del tramonto, dove i riflessi del cielo e la lucentezza dell’oro vi permetteranno degli scatti da rivista.

pagoda myanmar

Nella stessa giornata si possono visitare anche il tempio buddista Chaukhtatgyi, dove troverete un’immensa statua di un Buddha sdraiato. È il più grande che io abbia mai visto e a mio parere il più bello, dal viso femminile che infonde pace e serenità.

Myanmar Buddha gigante

Continuando il giro per la città si possono ammirare dei grandi palazzi coloniali britannici. Purtroppo dopo la dichiarazione d’indipendenza moltissimi sono stati abbandonati a se stessi e caduti in disuso. Le recenti amministrazioni hanno stanziato dei fondi per il recupero architettonico di alcune strutture, e vi garantisco che se li restaureranno la città diventerà un incanto.

Yangon

Mentre girate per la città, cercate il lago Kandawgyi ad est della pagoda dorata. È artificiale, creato durante gli anni della colonizzazione britannica per rifornire d’acqua la città. Da lì potrete vedere un panorama suggestivo e ammirare il palazzo Karaweik, che riproduce l’effetto di un galeone sull’acqua.

lago di Yangon

Se vi spostate fuori città andando in direzione Nord, verso Mandalay, fermatevi al cimitero di guerra dei soldati britannici. Si chiama Taukkyan ed è un memoriale ai caduti della 2° guerra mondiale. Sembra di entrare in un’altra dimensione, è strutturato come i cimiteri occidentali ed è come se per un istante venissi catapultato in Inghilterra, su un prato d’erba curatissimo e verde.

  1. Mandalay

A detta dei locali, nelle zone di Mandalay e Bagan ci sono poche precipitazioni durante l’anno.

Presto fatto, coniamo la massima del viaggio:

“A Mandalay non piove mai. “

Appena finiamo di dirlo inizia una pioggia incessante che ci farà scappare prima del previsto, proprio a causa di ampi allagamenti della città. Questo fa si che, ancora oggi, quando qualcuno mi dice che in un posto piove poco, non ci credo per nulla. 😉

Mandalay

Spero siate più fortunati di me, altrimenti muniti di poncho antipioggia, andate a vedere:

  • Mandalay Palace, anche detto Palazzo Reale. Più di 100 anni fa, vissero proprio qui i Re Birmani. Oggi è stato ristrutturato solo per i visitatori, l’ingresso costa 10 $, ma oltre alle strutture esterne ricostruite, l’interno è composto da stanze vuote. Vi sembrerà d’essere all’interno di un plastico.
  • La visita alla collina di Mandalay. In cima vi troverete la pagoda Sutaungpyei che vuol dire “Esaudire i desideri”, proprio per questo è meta di molti pellegrini buddisti, ma anche di molti turisti per ammirare il bellissimo paesaggio.

Noi, oltre a molti giovani monaci, abbiamo incontrato una splendida bambina che si dipingeva una foglia dorata sul viso.

Myanmar

Mandalay

  • Il famosissimo ponte in legno di Amarapura, poco a Sud di Mandalay. Me lo immaginavo come nelle foto delle guide turistiche, ma ad agosto, in piena stagione monsonica, non sembrava neanche lui. Vale comunque la pena vederlo! Potete fare una bella passeggiata, è lungo circa 1,2 km.

Myanmar

  • La zona di Mandalay ospita moltissimi artigiani. Quelli che producono le foglie d’oro, quelli del legno e del marmo. Le guide turistiche vi accompagneranno volentieri, sia per vedere come lavorano, ma anche per portarvi a casa un souvenir autentico.
  1. Monte Popa

Lasciando Mandalay, a un’ora da Bagan si trova il Monte Popa. Se avete tempo fermatevi perché è un posto affascinante, una volta raggiunta la sommità. La salita è fatta di numerosi gradini con tante “insidie”. A partire dalle furbette scimmiette che tendono agguati (attenti a macchine fotografiche, cellulari e occhiali), bancarelle con donnine insistenti affinché acquistiate qualsiasi cosa e oltre 800 gradini scivolosi e sporchi da affrontare a piedi nudi. Ecco, se supererete tutto ciò, sarete ripagati dal panorama.

Montepopa

  1. Bagan

Un viaggio in Myanmar per me è racchiuso qui, a Bagan.

Aspettavo di arrivare in questo posto da quando l’aereo è decollato da Milano, e non mi sbagliavo. Bagan è una distesa immensa di templi che spuntano nell’incontaminata vegetazione verde, a ridosso del fiume Irrawaddy, che attraversa l’intera nazione.

È una Terra Sacra da rispettare con oltre 2500 templi.

È un posto per me magico, come quando leggi le favole ai bambini.

È silenzio, pace e cultura.

Bagan, viaggio in Myanmar

Dedicateci almeno un giorno intero, affittate una bici e pedalate tra le sue strade polverose.

Salite sui templi più alti per ammirare il panorama, sono ormai rimaste poche quelle accessibili. A causa del deterioramento molte sono pericolanti e non sicure, non avventuratevi, se non si può.

I Templi sono stati costruiti tra il 1000 e 1200, quando Bagan era la capitale del Primo Impero Birmano. È stato il polo culturale e il centro religioso più importante in quegli anni, tant’è che ancora oggi la sua Università è ritenuta una tra le più rinomate di tutto il Paese.

È un sito archeologico di oltre 100 km quadrati e purtroppo non fa parte del patrimonio dell’UNESCO poiché alcuni Templi sono stati ristrutturati senza rispettare regole e tecniche di costruzione originali.

Bagan, Myanmar

  1. Ngwe Saung Beach

Gli ultimi tre giorni li abbiamo dedicati a rilassarci su un’immensa spiaggia di sabbia fine, lunga circa 15 chilometri. Se vi state chiedendo se ha senso andare al mare in Birmania, la risposta è sì. Per certi aspetti è molto simile alla Thailandia, ma per ora ancora fuori dal pericolo dei milioni di turisti. Tuttavia non mancano i primi Resort, ricchi di comfort. Noi abbiamo provato l’Emerald Sea Resort. Scegliete i villini fronte mare per un riposo assicurato, ampiamente meritato dopo tutti i km macinati durante il viaggio.

Emerald Sea Resort

La strada che da Yangon porta sulla costa regala viste di paesaggi imperdibili. Spesso abbiamo chiesto di fermarci per ammirare i luoghi e scattare molte fotografie. Qui i villaggi vivono prevalentemente di pesca, coltivazioni di riso e agricoltura.

donna nelle risaie in Myanmar

Fa per voi se…

  1. Non temete la pioggia e l’umidità. Non pronunciate mai il detto: A Mandalay non piove mai!
  1. Non impazzite se il telefono non prende, e non potete comunicare con il mondo. Questo ha il suo grande lato positivo per disintossicarsi dall’alto uso quotidiano.
  1. Vi piace camminare scalzi ovunque. E per ovunque intendo anche su lunghe scalinate scivolose, sporche e piene di scimmie. Consiglio di portarvi delle salviette umide per quando dovete rimettere le scarpe.
  1. Avete spirito d’avventura, e vi adattate a possibili inconvenienti di percorso. Come rimanere bloccati nel nulla, perché si è rotta la frizione del vostro Mini VAN, oppure come perdere per strada il vostro zaino. Proprio il mio è caduto mentre l’auto era in moto. In seguito è stato investito da un pullman. Ovviamente non è rimasto nulla al suo interno, se non qualche vestito sbrandellato. 😉

Piccoli consigli e varianti al viaggio

Non fate tutto il vostro viaggio in Myanmar in Mini Van, ma servitevi di alcuni voli interni che connettono Yangon con Mandalay: risparmierete parecchio tempo che diversamente vi toccherà passare in auto, riducendo notevolmente quello da dedicare ai luoghi da vedere.

Se riuscite, aggiungete la visita al Golden Rock, simbolo della Birmania. Io non l’ho visto, così ora ho un buon motivo per tornarci!

Myanmar


Articolo di Elisa Passerini – Asia Lover del Club delle ragazze con la valigia

Scartabella il web per lavoro, scatta immagini per passione ed è mamma per istinto. Ama il design, viaggiare coi pensieri e assaporare la natura nelle cose davvero semplici.

Asia Lover

 

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