Voglio vivere in America: consigli per coronare il vostro American Dream

Quando avevo 16 anni, non desideravo altro che frequentare una scuola americana. A dire il vero, a 16 anni desideravo vivere in tantissimi posti diversi, ma quella per le scuole americane era una vera passione. Mi sarebbe piaciuto da morire fare una di quelle esperienze di scambio culturale in cui passavi un anno ospite di una famiglia negli Stati Uniti, talmente tanto che già immaginavo il mio armadietto, le cheerleader, il prom (ballo della scuola)…

Ma un viaggio del genere costava tantissimo, quindi ho dovuto trovare un metodo alternativo per andare a vivere in America. Alla fine, dopo accurate ricerche sul web e una serie di incontri e colloqui, sono riuscita a coronare il mio American Dream. Oggi vi parlerò della mia esperienza, di come gli Stati Uniti siano un mondo decisamente diverso dal nostro ma anche di come Orlando (la città in cui ho vissuto), sia diventata uno dei posti in cui mi sento più a casa in assoluto!

Come fare per andare a vivere in America

voglio vivere in America

La parte burocratica

Vi dico subito che andare a vivere in America non è affatto semplice. Riuscire ad ottenere un visto che non sia il turistico è qualcosa di estremamente complicato, in quanto bisogna presentare una serie di documenti, fare il colloquio all’ambasciata e cercare di non cedere alla pressione dello sguardo severo di un console americano che cerca di leggerti l’anima. Quando ho fatto io il colloquio all’ambasciata di Roma, in fila davanti a me avevo sei persone, a cinque delle quali il visto è stato negato. Io fortunatamente avevo tutte le carte in regola per ottenerlo, ma vi assicuro che, nonostante il console si sia rivelato abbastanza gentile nei miei confronti, rispondere a tutte le domande non è stata una passeggiata.

Comunque, i documenti che mi sono serviti per ottenere il visto durante il colloquio in ambasciata sono stati:

  • il modulo DS 160 compilato (è un modulo che si scarica dal sito dell’ambasciata una volta fissato l’interview);
  • tutti i documenti che l’azienda per cui andavo a lavorare (la Disney) mi aveva inviato per posta (lettera di presentazione, contratto di lavoro ecc);
  • il passaporto e un altro documento identificativo a mia discrezione (carta d’identità o patente);
  • una foto tessera con dimensioni 5cmx5cm

Io avevo un visto di tipo Q-1, che mi dava la possibilità di lavorare negli Stati Uniti per 12 mesi più altri 3 mesi bonus per girare il paese. Questo, però, era direttamente legato al mio contratto di lavoro, quindi se fossi stata licenziata, avrei avuto 48 ore per lasciare l’America.

aeroporto

Guadagnare con le mance

Forse è un pensiero un po’ venale, ma la cosa che davvero mi ha colpito del vivere in America sono state le mance. E non intendo solo quelle che guadagnavo io con il mio lavoro da server, ma il sistema in generale.

In America il concetto di “tips” è totalmente diverso da quello che abbiamo noi delle “mance”. Per noi italiani la mancia è una piccola somma che si lascia se un cameriere è stato particolarmente simpatico o se ci ha servito bene. In Italia è difficile che una mancia al ristorante superi i 5 euro. Anzi, a volte magari si arrotonda la cifra che dovremmo pagare per eccesso, lasciando solo un paio di euro. In America non è così, per niente.

Prima di tutto, non esiste il resto in monete (quasi nessun ristorante ha dei soldi spicci a portata di mano). E poi le cifre sono molto più alte: la mancia si lascia in base a quanto un cameriere è stato attento, certo, ma si tratta di lasciare il 10%-15% di quanto speso, e gli americani, nonostante siano molto esigenti, difficilmente non lo fanno. Quindi, se a fine giornata vi rendete conto che un tavolo ha lasciato una somma troppo bassa, o si trattava di stranieri, o il servizio è stato davvero scadente!

cibo americano

Divertirsi negli States

Beh, se c’è una cosa che gli americani sanno fare bene, è divertirsi. Lo vediamo sempre, nei film tipo “American Pie”, che adorano fare festini in casa, bevendo birra e altri alcolici da grandi bicchieroni di plastica rossa. Quelle in particolare si chiamano le “Red Solo Cup”, e servono perché in America non è permesso bere alcolici alla luce del sole.

red solo cups

Avete mai notato che nei film, quando sono per strada, tengono le bottiglie di alcol in bustine di carta che le coprono? È possibile venire arrestati, se trovati con una lattina di birra in mano per la strada (una ragazza francese che viveva con me è stata licenziata ed ha dovuto lasciare il paese proprio per questo motivo).

Comunque, con le dovute accortezze, il divertimento di certo non manca. Io, ad esempio, sono stata underage (minorenne sotto i 21 anni) per tutto il tempo in cui mi trovavo lì, quindi non potevo assolutamente bere e i club mi facevano parecchi problemi. Alcuni non mi facevano proprio entrare, altri mi facevano pagare di più e altri ancora mi disegnavano delle enormi “X” nere sulle mani. Però ho preso parte lo stesso a tantissime feste, ho riso, ho bevuto e ballato fino all’alba, sentendomi come le protagoniste dei teen drama che tanto mi piacciono.

feste americane

E quello che ho imparato da questa esperienza è che vivere in America è esattamente come ce lo immaginiamo. Quello che vediamo nei film è solitamente tutto vero, dalle tavole calde che vendono pancakes a tutte le ore, alle villette a schiera dei quartieri tranquilli di periferia.

voglio vivere in America

Ma soprattutto, ho imparato che vivere in America è un’esperienza unica… Dopo aver vissuto negli States, sarà difficile tornare indietro!


Articolo di Rachele FaggianiExpat Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Rachele viaggia… da quando è nata! Le piace vivere all’estero per capire meglio le nuove culture e i piatti tipici, e se non è in viaggio ne ha sicuramente uno in preparazione.

Rachele Faggiani



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1 Commento su Voglio vivere in America: consigli per coronare il vostro American Dream

  1. Miss Dreamer
    24/09/2017 alle 20:46 (4 settimane fa)

    A volte richiede più coraggio restare, che partire.

    Rispondi

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