Tour della Ciociaria in moto

Mi piace vivere a Roma anche perché in poco tempo arrivi al mare, in montagna, o nella bellissima campagna romana. I dintorni della capitale sono pieni di piccoli borghi, laghi, siti archeologici che non aspettano altro che essere scoperti. E infatti, spesso e volentieri, mio marito ed io approfittiamo di una bella domenica di sole, prendiamo la moto e partiamo.

Tra gli itinerari che preferiamo c’è quello che si snoda tra la provincia di Roma e quella di Frosinone: la Ciociaria, sulla strada del vino Cesanese. Il cuore della zona sono gli Altipiani di Arcinazzo, e percorrendola si incontrano piccoli borghi bellissimi come Piglio, Affile, Subiaco, Anagni, circondati da una splendida natura. La strada da percorrere è molto panoramica, e offre scorci incredibili.

In sella, si parte: la Ciociaria in moto

Ciociaria in moto

Il vino cesanese vanta una tradizione secolare: è di un bel colore rosso rubino che, invecchiando, tende ad assumere una sfumatura granata. Era già noto ai tempi dei romani, apprezzato da Papi, imperatori e nobili. Possiamo scegliere tra il Cesanese del Piglio DOCG, il Cesanese di Olevano Romano DOC e il Cesanese di Affile DOC. Sono tante le cantine che offrono la possibilità di visitare i vigneti, degustando il vino e i prodotti del territorio, nonché di acquistare bottiglie. Tra tutte, vi consiglio l’azienda agricola Coletti Conti, nei pressi di Anagni.

vini della Ciociaria

Ma torniamo al nostro giro: si parte dalla Capitale, direzione L’Aquila, e percorrendo l’ultimo tratto di autostrada, prima di imboccare l’uscita Vicovaro-Mandela, l’occhio sfugge per un attimo alla monotonia dell’A24, per scorgere il suggestivo monastero di San Cosimato, abbarbicato sul bordo di una profonda gola. Sembra quasi che sia lui ad obbligarti a mettere la freccia e a varcare il casello in direzione Subiaco. Il primo pensiero è “mica male, se questo è solo l’inizio oggi sarà un bel giro”, poi appena fuori dal casello, noti 2 centauri di lungo corso che si sistemano la giacca e allora capisci: sarà una giornata divertente.

In poche decine di minuti si arriva a Subiaco, la città dei monasteri, nel cuore del Parco dei Monti Simbruini. In questa zona, San Benedetto fondò 13 monasteri: oggi si può visitare quello di Santa Scolastica (orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 15,30 alle 18.30), il più antico monastero benedettino di tutto il mondo (risale al 520 d.C.). Poco distante, c’è la grotta che San Benedetto scelse come luogo di preghiera, oggi nota come Sacro Speco (orari di visita: 9.30-12.30 e 15-18). Subiaco è una tappa del “cammino di San Benedetto”, un cammino religioso naturalistico di 300 km circa, che attraverso sentieri e stradine, unisce i tre luoghi più importanti in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino: Norcia, dove San Benedetto è nato, Subiaco, dove il santo visse più di trent’anni, fondando tredici monasteri e Montecassino, dove trascorse l’ultima parte della sua vita e diede vita alla regola “Ora et Labora”. Si possono trovare tutte le informazioni sulle tappe e consigli su dove alloggiare qui: camminodibenedetto.it.

monasteri della Ciociaria monasteri della Ciociaria

Lungo la strada che dal paese porta ai monasteri, ci sono i resti della Villa di Nerone. Per realizzarla fu sbarrato il corso del fiume Aniene con tre dighe, che crearono così tre laghi artificiali. La città venne chiamata così Sublacqueum, poi Subiaco, la città sotto i laghi.

Se fate una passeggiata per i vicoletti del centro di Subiaco, dominato dalla Rocca Abbaziale, o Rocca dei Borgia, non perdete il ponte medioevale di San Francesco, costruito nel 1358.

Ponte di San Francesco

Si riparte, e la strada verso Arcinazzo si snoda inizialmente veloce e sinuosa tra boschi e vallate verdeggianti, costeggiate da alti picchi; l’asfalto è discreto, senza troppi sobbalzi, e la voglia di aprire il gas è frequente, ma lo splendido panorama e qualche piccolo paesino moderano “il polso”. Tempo speso bene.

Si passa anche da Affile, un piccolo gioiellino medioevale. Quando si comincia a salire le curve diventano ancora più divertenti, i tornanti si moltiplicano ed il premio finale è l’altipiano di Arcinazzo, dove anche l’imperatore Traiano veniva a passare buona parte della sua estate, come testimoniano gli scavi archeologici del luogo, aperti al pubblico dal 2004. È un sito archeologico piccolino (c’è ancora tanto da scavare), ma la visita è interessante e dalle parole delle guide emerge grande passione. Questo è un luogo a cui sono particolarmente affezionata, i miei nonni avevano qui una casa, e ci ho passato diverso tempo quando ero piccola.

Ora di pranzo: con la trattoria Sor Paiolo, a pochi metri dalla Villa di Traiano, si fa un bel tuffo nella cucina locale. Polenta, funghi porcini e fettuccine col sugo di spuntature sono solo alcune delle delizie che potrete assaggiare per alzarvi da tavola assolutamente soddisfatti. Per gli sportivi e per chi ha un po’ di tempo in più: tutta l’area del Monti Simbruini è perfetta: rafting, trekking, giri in bicicletta sono solo alcune delle tante attività che si possono fare. Potete rivolgervi a Vivere l’Aniene. Noi intanto con la pancia piena ripartiamo: gas, panorami e curve intense sulla strada del Cesanese.



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Piglio, borgo nel Lazio

Si passa da Paliano, Piglio – dove in autunno si organizza la sagra dell’Uva Cesanese -, e si arriva infine ad Anagni, la città dei Papi, diventata famosa per il celebre episodio dello “schiaffo”.

Arrivato all’apice del suo potere, il 7 settembre del 1303 il papa Bonifacio VIII venne arrestato e imprigionato nel suo palazzo, dai francesi guidati da Guglielmo di Nogaret e dal rivale e nemico di famiglia Sciarra Colonna, che non aspettava altro che mettere fine all’ormai esagerato potere dei Caetani – la famiglia del Papa – nelle terre a sud della Capitale. Per il Papa fu un affronto, tanto che tutta la vicenda viene ricordata come lo “schiaffo di Anagni”. Bonifacio VIII venne liberato dopo poco, ma non resistette a questo oltraggio, e ne morì pochi giorni dopo a Roma.

La piazza principale di Anagni è bellissima e racchiude i tesori principali della cittadina: il palazzo di Bonifacio VIII e la Cattedrale di Santa Maria, che contiene affreschi del XIV secolo.

È tardi ed è ora di rientrare dal nostro tour della Ciociaria in moto. Torniamo a valle, e in un’oretta un po’ di dritto autostradale ci riporta a casa.


Articolo di Mariachiara Manopulo – Food&Wine e Motorbike Lover per il Club delle ragazze con la valigia

35 anni, Digital PR. Vagabonda e food lover per vocazione: la prima cosa che cerca in un posto nuovo sono i piatti tipici e i vini locali. Silvio, suo marito, la segue ovunque, meglio se sulle due ruote.

Mariachiara Manopulo

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