Animali meravigliosi e dove trovarli: viaggio in Damaraland, Namibia

È una regione prevalentemente desertica, la Namibia.

Tutti abbiamo in mente le dune rosse di Sossusvlei, tanti si sono innamorati di quelle dorate di Sandwich Harbour e altri ancora sognano di percorre la Skeleton Coast, quel lungo, lunghissimo tratto di costa tanto spoglia quanto affascinante che costeggia l’Oceano Atlantico. Forse però, non tutti conoscono il Damaraland.

Situato nella Namibia centro-settentrionale, il Damaraland è una regione che regala paesaggi splendidi, permette di incontrare animali rarissimi, forme di vegetazione uniche e.. consente di vivere esperienze davvero insolite. Ma andiamo con ordine.

Damaraland

Nel Damaraland, Namibia

Prima di tutto, va detto che il Damaraland è un’area semidesertica ma per nulla monotona: ricorda un po’ gli scenari tipici dei Parchi dell’Ovest americano, con le mesa che, all’orizzonte, assumono i toni dell’indaco, del violetto, dell’azzurro.

Qui cadono meno di 100 mm di pioggia l’anno, ci pensate? Eppure, nonostante condizioni così avverse, la vita fiorisce, e che vita! Qualche arbusto spinoso, radi e coraggiosi ciuffi d’erba e, soprattutto, la welwitschia, pianta nazionale della Namibia. Sembra una sorta di grosso fiore verde; le più grandi – quelle con le foglie sfilacciate dall’azione degli animali e degli agenti atmosferici – sono anche le più vecchie e alcune di esse si dice abbiano più di 1500 anni: ecco perché vengono definite fossili viventi!

I veri protagonisti del Damaraland, tuttavia, sono i suoi abitanti. Gli animali che, con un po’ di fortuna, riuscirete ad incontrare, sono unici al mondo. Sono le cosiddette specie desert-adapted, ossia specie che, generazione dopo generazione, hanno saputo adeguarsi e prosperare in condizioni nettamente sfavorevoli alla vita.

Damaraland, Africa

3 esperienze irrinunciabili da fare nel Damaraland

1. Foto safari alla scoperta degli animali del deserto

Se vi dico deserto, quali animali vi vengono in mente? Probabilmente serpenti, scorpioni, topolini. Nel Damaraland c’è molto di più. Ci sono gazzelle, orici e zebre di montagna (o di Hartmann), più piccine e striate rispetto a quelle della savana. Vivono in piccoli gruppi, si arrampicano esili su scarpate pietrose e si abbeverano negli sporadici specchi d’acqua presenti sul terreno. E poi ci sono i rari leoni del deserto: io mi sono imbattuta in una leonessa con tre figli ormai cresciuti: se fossimo stati nella savana, probabilmente questi già si sarebbero staccati da lei ma qui, nel deserto, no. Perché imparare l’arte della sopravvivenza dove le prede scarseggiano è molto più complesso: meglio stare con mamma ancora un po’.

zebre africane

2. Trekking a piedi del rinoceronte nero

Proprio così: mica un normale avvistamento a bordo di una jeep! Sebbene nel Damaraland viva il maggior numero di rinoceronti neri in libertà di tutta l’Africa, incontrarli non è semplice. È necessario affidarsi a tracker specializzati (il campo tendato presso cui alloggerete si appoggerà sicuramente a uno di essi) che ogni giorno monitorano lo spostamento dei pachidermi. Dopo neanche un’ora di camminata, noi abbiamo incontrato una bella coppia di esemplari e siamo rimasti ad osservarli per un po’, a debita distanza e trattenendo il fiato per non fare rumore, dato che questi bestioni hanno un udito sensibilissimo! Il rinoceronte nero è attualmente una delle specie animali più minacciate d’Africa e riuscire a vederlo da vicino è un grande regalo: non perdetevi dunque questa esperienza!

rinoceronte africano

3. Seguire gli elefanti del deserto

Vi avverto che non sarà affatto semplice! Per rintracciarli, è necessario ancora una volta affidarsi a un tracker che, sulla base delle informazioni raccolte presso le popolazioni locali e delle tracce lasciate sul terreno, sarà in grado di capire dove può aver riparato il branco. L’impresa non sempre riesce anche perché, talvolta, è necessario percorrere distanze molto lunghe, che possono portare via una giornata intera.

Ne vale la pena allora? Assolutamente sì. Gli elefanti del deserto sono speciali: nel corso dei secoli hanno sviluppato caratteristiche fisiche che permettessero loro di vivere anche in mezzo al deserto. Rispetto ai cugini della savana sono più piccoli, hanno gambe più lunghe e zampe più larghe – per marciare anche 70 km al giorno in cerca dell’acqua – e una proboscide più lunga, per arrivare agli arbusti lontani. Si muovono in branchi poco numerosi; non aspettatevi di vederne 50 o più tutti insieme come in Botswana, Tanzania o Sudafrica. Se riuscite a trovarli, vi assicuro, l’esperienza sarà impagabile: io mi sono quasi commossa!



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elefanti della Namibia

Partire per il Damaraland: qualche info utile

  • Il Damaraland è una tappa che può essere facilmente inserita in ogni on the road in Namibia: consiglio di pernottare in quest’area non meno di 3 notti, in modo da massimizzare le possibilità di avvistamento degli animali. Vi ricordo però che si tratta di un safari (e per di più atipico) e dunque non c’è nulla di garantito: gli animali si muovono, un momento prima c’erano e quello dopo non più. Dunque bisogna armarsi di grande pazienza: non è raro guidare per ore e ore e non vedere altro che una manciata di zebre o gazzelle!
  • C’è di buono che non dovrete preoccuparvi di affaticarvi alla guida: il campo tendato presso cui alloggerete vi fornirà sicuramente una jeep con tanto di ranger al volante, abituato ai terreni accidentati e, naturalmente, espertissimo conoscitore del territorio.
  • In Namibia non sono necessari vaccini particolari ma è consigliabile seguire una profilassi antimalarica. Mettete in valigia un bel repellente per aree tropicali, un binocolo, un cappello per proteggervi dal sole del deserto, abbigliamento di colore neutro (verde o beige) per safari e trekking a piedi e… buon viaggio!

Articolo di Cristina ArborioAfrica Lover del Club delle ragazze con la valigia

Piemontese DOC, expat prima a Londra e oggi in Africa. Parla (quasi) cinque lingue, ama i Labrador e i viaggi on the road ma odia guidare. La patente? È chiusa in un cassetto insieme a tanti sogni. Il suo blog di viaggi è Drive My Car.

Africa Lover

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