Torino Reale: visita ai più bei palazzi della città

Mentre in Francia regnava il famigerato Re Sole (Luigi XIV), Torino cresceva e diventava capitale del Ducato di Savoia e poi del Regno di Sardegna. Grazie a questa presenza sabauda nella città, è diventata la città romantica e piena di storia che ancora oggi possiamo ammirare.

Torino Reale: i più bei palazzi della città e dei dintorni

I palazzi sfarzosi che sono rimasti e che ci raccontano la storia di un tempo sono tantissimi, e anche il territorio occupato è piuttosto vasto. Si va dal centro di Torino fino a arrivare al castello di Casotto che dista più di 100 chilometri dal centro (che da fare in carrozza non era certo un gioco da ragazzi). Ma iniziamo dalla città.

1. Palazzo Reale

Torino Reale, Palazzo Reale

Affacciato sulla Piazzetta Reale adiacente a Piazza Castello, questo edificio divenne il centro del potere reale per circa tre secoli, fino alla trasferta della capitale prima a Firenze e poi a Roma. Nato come palazzo vescovile, i Savoia vi si trasferirono nel 1563, quando Torino divenne capitale del ducato.

Del palazzo originale non abbiamo quasi più traccia. La facciata che oggi vediamo risale al 1600, mentre gli interni sono stati modificati fino alla seconda metà del 1800, quando fu realizzato lo scalone d’onore. Ai progetti vi lavorarono gli architetti e gli artisti più famosi delle varie epoche: Daniel Seiter, Guarino Guarini (che si occupò anche di portare a termine la progettazione della Cappella della Sacra Sindone lì adiacente, Filippo Juvarra, solo per cirtarne alcuni.

2. Palazzo Chiablese

Palazzo Chiablese

Questa parte di palazzo, che si trova alla sinistra di Palazzo Reale, è stato costruito nel 1600 e ristrutturato nel 1753 per ospitare il Duca del Chiablese, da cui prende il nome. Utilizzato dai Savoia, passò sotto la sovrintendenza dello Stato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che ne restaurò i danni subiti durante il periodo bellico e lo fece diventare sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.

La parte al piano terra, con ingresso dalla piazzetta reale, un tempo veniva utilizzata come zona di servizio per il palazzo, mentre oggi ospita molte mostre importanti.

3. Palazzo Madama

Torino, Palazzo Madama

Prende il nome dalla prima e seconda Madama Reale che vi abitò: Madama Cristina di Borbone-Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.

Questo edificio è formato da più parti e più stili: si parte dalle sue origini che risalgono al periodo dei romani, quando la città si chiamava ancora Augusta Taurinorum, per passare dal medioevo fino ad arrivare al 1718, anno della costruzione della facciata che ancora oggi possiamo ammirare.

Il palazzo, col susseguirsi degli anni, ha visto vari eventi storici. Ecco i più recenti:

  • durante la seconda guerra mondiale rischiò di subire danni irreparabili a causa dei bombardamenti su Piazza Castello;
  • nel 1949 nel salone del Palazzo fu allestita la camera ardente per il Grande Torino, dopo l’incidente aereo di Superga;
  • nel 1954 un innamorato torinese, che lavorava a Caserta, si presenta alla famiglia della promessa sposa con una cartolina di Palazzo Madama, dicendo che quello è il suo castello. Padre e figlia, dopo essere arrivati a Torino, scoprono la truffa e lo denunciano;
  • nel 1961, durante il centesimo anno dell’anniversario dell’unificazione d’Italia, Torino ospita sia la Regina d’Inghilterra, Elisabetta II, accompagnata dal principe Filippo, sia Ted Kennedy, fratello dell’allora Presidente degli Stati Uniti;
  • nel 2006, durante i Giochi Olimpici invernali di Torino, Palazzo Madama ospita il Comitato Olimpico che lo utilizzerà come sede ufficiale dell’evento;
  • sempre nel 2006, dopo 19 anni di restauri, riapre le sue porte al pubblico.

4. Palazzo Carignano

Palazzo Carignano

Il nome completo sarebbe Palazzo dei Principi di Carignano, ma ovviamente per comodità lo si accorcia. Fu costruito per volere del re Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano. I lavori, sotto la direzione dell’architetto Guarino Guarini, iniziarono nel 1679. Qui videro i natali i futuri regnanti Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II di Savoia.

Quando Carlo Alberto salì al trono, il palazzo venne ceduto al Demanio, che lo fece diventare sede del Consiglio di Stato e della Direzione delle Poste.

Nel 1848 questo palazzo ospitò il Parlamento Subalpino, ma quando nel 1861, dopo l’unità d’Italia, dovette ospitare il nuovo Parlamento, la sala dedicata risultò troppo piccola; così iniziarono i lavori di ampliamento e ristrutturazione. Terminarono però nel 1871, quando ormai il Governo aveva trovato nuova sede a Firenze. Le nuove stanze allestite non furono mai utilizzate dai Parlamentari.

Ma prima del grande trasloco, due atti storici si svolsero all’interno di queste mura: la lettura, da parte del Principe reggente, della concessione dello Statuto Albertino (1848); la prima seduta in cui il re di Sardegna, il duca di Savoia e il re Vittorio Emanuele II proclamavano la nascita del Regno d’Italia (1861).

5. Villa della Regina

Villa della Regina

Da Piazza Vittorio Veneto, se attraversiamo il Po e andiamo oltre la chiesa della Gran Madre di Dio, troviamo questa magnifica villa di stampo seicentesco voluta dall’allora Re Maurizio di Savoia. I lavori, iniziati nel 1615, furono affidati prima all’architetto Ascanio Vitozzi, progettista del Palazzo Reale, e poi, dopo la sua morte, a Carlo e Amedeo di Castellamonte.

Il nome arriva dalle due regine che la abitarono, Ludovica di Savoia e Anna Maria di Orléans.

Durante la Seconda Guerra Mondiale subì ingenti danni e fu abbandonata fino al 1994, quando passò sotto la Sopraintendenza dei beni artistici dello Stato, che la ristrutturò.

A fianco della villa è stato rimesso in moto anche il vigneto che dal 2008 produce del buon vino rosso: il Freisa.

6. Castello del Valentino

Castello del Valentino

Situato nell’omonimo Parco, questo edificio fu costruito nel XVI secolo. Dopo essere passato nelle mani dei Reali, la Regina Cristina di Francia lo trasformò e ampliò – a lei e al suo gusto d’oltralpe si devono i tetti a falde inclinate.

Dopo la morte della Regina, la residenza ricoprì diversi ruoli: nel periodo francese fu una scuola veterinaria, poi caserma, scuola di applicazione per gli ingegneri e, infine, utilizzo ancora attuale, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

E poi, se decidete di fare qualche giorno nella città sabauda, oltre a Torino centro e ai suoi palazzi, i dintorni offrono altrettante possibilità.

7. Reggia di Venaria Reale

Venaria Reale

Situata nel comune di Veneria Reale, a circa mezz’ora di auto dal centro di Torino, fu voluta dal Duca Carlo Emanuele II e progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte intorno alla metà del 1600. Fu voluta come residenza per le battute di caccia. Lo stesso nome in latino Venatio Regia significa reggia venatoria. Dopo la costruzione della residenza nacque di conseguenza il borgo con tutti i lavoratori addetti alla reggia. Da lì si unirono altre case e palazzi, facendo diventare Venaria Reale un comune autonomo nella provincia di Torino.

8. Castello di Moncalieri

Castello di Moncalieri

Situato anch’esso nell’omonimo paese a circa venti minuti di macchina dal centro di Torino, le prime tracce di questo castello risalgono al 1100 quando Tommaso I di Savoia fece costruire le basi dell’edificio che oggi conosciamo. Vi furono varie modifiche e ampliamenti, soprattutto dopo la ritirata dei francesi intorno al 1700.

La posizione scelta non fu casuale: da lì si potevano controllare gli accessi da sud sulla via di Asti. Nel 2008 una delle torri fu vittima di un incendio; dopo anni di restauro, oggi il castello è visitabile in parte, perché l’altra rimane ad uso dei Carabinieri.

9. Palazzina di caccia di Stupinigi

Stupinigi

I Savoia, non contenti della già sfarzosa Reggia di Venaria Reale, vollero costruire un’altra lussureggiante residenza di caccia per i loro momenti di svago. Si trova sotto il comune di Nichelino, a circa mezz’ora di macchina dalla città. L’opera iniziò nel 1729 e terminò nel 1733 su progetto dell’architetto reale Filippo Juvarra, ma in realtà questo edificio deve le sue origini nel periodo medioevale, quando nella stessa zona fu eretto un castello in difesa di Moncalieri.

L’inaugurazione ufficiale del palazzo avvenne nel maggio del 1739, quando il Granduca di Toscana Francesco di Lorena (futuro imperatore del Sacro Romano Impero) venne in visita alla città di Torino. Da qui passò e soggiornò anche Napoleone Bonaparte.

Con tutte queste residenze sparse qua e là, i Reali non avevano che l’imbarazzo della scelta ma, come riportano gli archivi, essi risiedevano in città solo da Natale a Pasqua per poi trasferirsi negli altri palazzi nei dintorni di Torino o fuori dal Piemonte (nella regione Savoia o nel Nizzardo).

10. Basilica di Superga

Basilica di Superga

Eretta sull’omonimo colle torinese, la storia di questa basilica risale al 1706, quando Torino era assediata dai francesi, e il duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il principe di Carignano salirono su questo colle per osservare meglio la battaglia in corso. Il duca, inginocchiandosi davanti a un vecchio pilone, giurò che se avessero vinto avrebbe edificato un monumento alla Madonna. Indovinate come andò a finire? I francesi furono sconfitti e i lavori iniziarono nel 1715 sotto la direzione di Filippo Juvarra. Nella cripta di questo imponente edificio (che misura 75 metri di altezza) sono sepolti alcuni dei Reali.

Ma la storia ci ricorda che qui avvenne anche il tragico incidente aereo del Grande Torino, che si schiantò sulla collina nel retro della basilica, il 4 maggio 1949.

Quale di questi 10 palazzi reali tra i più belli di Torino e dei suoi dintorni avete già visitato? Per un weekend di primavera sono tutti perfetti e potete unirli alla visita dei caffè storici o di queste altre cose da fare in città. Buona gita torinese!


Articolo di Luz Carollo – Art&Design Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Luz ha quasi 30 anni e fa l’arredatrice. È curiosa di natura: vuole sempre conoscere persone e luoghi nuovi. Ama l’arte, la musica, il cibo e l’architettura… insomma tutto ciò che è bello e buono.

Luz Carollo

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