Un giorno a Orvieto, nel cuore dell’Umbria

Lettore CD in una mano e macchina fotografica usa e getta nell’altra, sono in un gruppo di coetanei tanto giovani quanto disinteressati a quello che stiamo facendo. Sto parlando di parecchi anni fa, durante la fantastica gita di terza media. E Orvieto era la città in cui fare tappa durante il viaggio che da Napoli ci avrebbe riportato a Torino. Non so precisamente quale sia il motivo, ma è indubbiamente una delle mete più gettonate per le gite delle medie. Così gettonata che non è raro sentire parlare di questo piccolo borgo umbro arroccato su una rupe di tufo. Rupe che mi ha letteralmente conquistata e ha trasformato quel cronico disinteresse (dicono causato dall’età), in un innamoramento che, anni dopo, mi ha fatto tornare felicissima. Sì, Orvieto era così inaccessibile da avere tantissime cose in comune con noi adolescenti.

Orvieto, città in Umbria

Orvieto: come arrivare

Abbarbicata su una rupe in provincia di Terni, Orvieto non è sicuramente semplicissima da raggiungere con l’auto, non tanto per la strada che è sicura e agevole, ma per l’impossibilità di lasciare la vostra macchina parcheggiata. I pochi posti disponibili sono infatti riservati ai residenti. Per questo motivo, vi consiglio di lasciare l’auto nel parcheggio di Piazza Cahen, qui potrete comodamente prendere la funicolare che con pochi euro vi porterà direttamente sulla rupe e tra le mura del borgo. Non solo, proprio in Piazza Cahen si trova il famoso Pozzo di San Patrizio (ne avete sentito parlare, vero?).

Orvieto: cosa non perdere

Orvieto è un borgo molto piccolo: ve ne accorgerete dopo pochi minuti, quando convinti di aver fatto chissà quali strade, vi ritroverete al punto di partenza. Per questo motivo è visitabile anche solo in mezza giornata, ma senza dubbio ci sono delle cose che non dovete perdervi per nessun motivo!

Il Duomo di Orvieto

Tirate su la testa lentamente, osservatelo in tutte le sue parti e sorridete di fronte alla sua magnificenza. Di solito sono questi i passaggi obbligati da fare quando ci si ritrova a tu per tu con il Duomo. Difficile dire se sia più bello fuori o dentro, un capolavoro di arte gotica, i cui lavori per la costruzione sono iniziati nel 1290 e durati per ben tre secoli, in cui hanno lavorato più di 20 artisti differenti. Ultimato nel 1500, da allora ha subìto ancora numerose restaurazioni, che non ne hanno però intaccato l’armonia e la magnificenza. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro. Ah, non perdetevi gli affreschi della Cappella di San Brizio.

Orvieto, Duomo

Il Pozzo di San Patrizio

248 scalini da percorrere come nei gironi infernali, verso i suoi 54 metri di profondità. Un lavoro di ingegneria idraulica affascinante, soprattutto se si pensa che le due scale a chiocciola sono state costruite a senso unico proprio per permettere ai muli di portare il più possibile acqua in superficie senza ostacolarsi a vicenda. E se li percorrete, capirete pienamente il detto: “Non sono mica il Pozzo di San Patrizio!”.

Pozzo di San Patrizio

Bottega Vicolo Michelangeli

Non è un’opera architettonica, ma sicuramente ha a che fare con l’arte. Camminando per una delle strade principali del borgo, a un certo punto vi imbatterete in una stradina leggermente in salita. È il Vicolo Michelangeli e, precisamente presso il civico 3, vi ritroverete immediatamente immersi in un museo a cielo aperto. Se siete appassionati di arredo e oggetti in legno qui ci sarà pane per i vostri denti. Le opere esposte all’esterno sono molte, ma non dimenticate di fare un giro anche all’interno.

Torre del Moro

Perché questo nome? Perché il Moro era il proprietario del palazzo sottostante la torre, che era stato soprannominato così. Nel corso dei secoli, la Torre ha cambiato più volte il suo proprietario. Oggi offre sicuramente la vista dall’alto più bella della città. Ma attenti ai suoi 250 – ripidi – scalini per raggiungere la sua estremità. L’orologio è il riferimento della città ed è dal 1885 che segna il tempo di orvietani e turisti.

Che cosa mangiare a Orvieto

Partiamo dai primi piatti, vero orgoglio per la cucina italiana. Assaggiate gli umbrichelli, pasta fresca spessa che gli orvietani condiscono con tartufo, ragù o funghi. Tra i secondi piatti invece non potete esimervi dall’assaggiare i fantastici salumi, vera eccellenza umbra, ma anche il cinghiale e la carne di chianina. Numerosissimi sono i ristoranti del borgo che però, nelle sere d’estate, sono presi d’assalto anche se non è il weekend. Non in tutti i ristoranti è possibile prenotare per tempo e i tavolini sul ciottolato sono il più delle volte in numero ridotto. Consiglio? Soprattutto per cena, muovetevi per tempo.

(Non) solo Orvieto: gli altri borghi nei dintorni

L’Umbria è una regione tanto piccola quanto ricca di luoghi stupendi e indimenticabili. I borghi umbri sono belli da togliere il fiato, senza fronzoli, silenziosi e freschi. Anche solo nei dintorni di Orvieto potrete visitarne parecchi! Per questo motivo, se avete disposizione più giorni, vi consiglio di vedere anche borghi sicuramente meno famosi, ma non per questo meno belli.

Qualche esempio? Montecchio, a mezz’oretta di auto da Orvieto, con tantissime case in vendita e disabitate, ma anche tanti balconi pieni di fiori e piante e scorci davvero incantevoli. E proprio qui si trova la bottega di David, ex sindaco del borgo, e Andreina, che nel loro laboratorio-casa intrecciano cesti e cestini tutto il giorno: quando lo fanno si sente l’odore del legno! E ancora, Fabro, borgo medioevale ben conservato e costruito a scopo difensivo da cui svetta il castello di mattoncini rossi; Parrano, Montegabbione e tantissimi altri.

Montecchio

L’Umbria è un gioiello e come tale va scoperto, pezzetto dopo pezzetto.


Articolo di Elisa MidelioBorghi Lover del Club delle ragazze con la valigia

Elisa, 28enne, torinese. Ama i tramonti sul mare, gli on the road, il profumo al frangipane. Dorme su un cuscino a forma di nuvola e sotto la mappa del mondo. Il suo sogno? L’Africa dai mille colori.

Elisa Midelio

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