Hiroshima e Nagasaki: perché andarci

Oggi vi porto a conoscere due città giapponesi accomunate da un tragico destino e dalla incredibile capacità di rinascere dalle loro ceneri: Hiroshima e Nagasaki, rase al suolo dalla bomba atomica rispettivamente il 6 e il 9 agosto 1945.

Credo che sia importantissimo visitare i luoghi della memoria: viaggiare non è solo divertirsi e rilassarsi, ma venire a contatto con la storia del paese che si visita e soprattutto prendere coscienza degli avvenimenti che hanno reso quel posto come lo vedete oggi.

Viaggio in Giappone: Hiroshima e Nagasaki

Escludendo la bomba atomica, Hiroshima e Nagasaki sono due città molto diverse tra loro. Si trovano su due isole diverse, quindi non è detto che le visitiate entrambe durante la stessa vacanza, ma è facile che riusciate ad inserirne almeno una nel vostro itinerario in terra nipponica.

Alla scoperta di Hiroshima

Hiroshima si trova a sud dello Honshu, l’isola principale del Giappone. È una città portuale e la sua baia si affaccia sul Mare Interno, di fronte all’isola di Shikoku. Dista circa 4 ore di treno da Tokyo e 2 ore da Osaka, ma potete anche raggiungerla in aereo (l’aeroporto dista 50 km dalla città). Vi consiglio di dedicare almeno due giorni interi alla visita di questa bellissima città! Ma cosa c’è di interessante da vedere?

Museo e Parco della Pace

Questa è una visita non facile, ma necessaria per ricordare. Il Museo della Pace è impressionante, mi ha colpita l’oggettività con cui ripercorre la storia: non c’è nessuna sorta di vittimismo, ci sono i fatti raccontati così come sono andati.

Hiroshima e Nagasaki

La seconda parte del percorso tuttavia mi ha messa più alla prova: di fronte all’orologio che si è fermato allo scoppio della bomba, all’ombra di una persona impressa per sempre su un muro, agli oggetti carbonizzati delle vittime, mi è venuto un grosso groppo in gola.

Se conoscete un po’ di giapponese avete la possibilità di parlare con alcuni degli hibakusha (sopravvissuti alla bomba atomica) lì presenti, che sono disponibili a condividere la loro testimonianza.

Il Parco del Memoriale della Pace è un luogo tranquillo che vi permetterà di riflettere su ciò che avete appena visto e sentito. Ci sono diversi monumenti, tra cui la Campana della pace e il monumento dedicato alla piccola Sadako, morta a causa delle radiazioni prima che potesse finire di fare le mille gru origami che credeva l’avrebbero fatta guarire.

Gru origami

Per questo motivo vedrete tantissime gru di carta, unite in coccarde e lasciate lì dalle numerose scolaresche in visita al Parco. Dall’altra parte del fiume sorge l’A-bomb dome (Genbaku dome): è lo scheletro di un palazzo, uno dei pochi ad essere rimasto in piedi pur essendo così vicino all’ipocentro.

Hiroshima

Isola di Miyajima

L’Isola di Miyajima si trova di fronte alla baia di Hiroshima ed è un luogo semplicemente magico: è abitata da cervi sacri e in riva al mare sorge il bellissimo santuario di Itsukushima. La particolarità di questo luogo è il torii in mezzo all’acqua, da ammirare al tramonto.

Itsukushima

Con l’alta marea il santuario stesso sembrerà galleggiare sull’acqua, mentre quando il mare si ritira vedrete le palafitte su cui si poggia. Quest’isola si raggiunge facilmente tramite un traghetto e, se avete modo di passare la notte in una delle sue numerose locande tradizionali (ryokan), potrete godervi al massimo la sua particolare atmosfera.

Itsukushima

Giardino Shukkeien

Se come me amate il verde non potete perdervi questo ampio giardino in stile giapponese. Carpe colorate nel laghetto, ponticelli, piccole case da tè, i tipici pini giapponesi, un boschetto di bambù… Ogni cosa in questo giardino è pensata per renderlo semplicemente perfetto!

Shukkeien

Castello di Hiroshima

Ovviamente si tratta di una ricostruzione, anche se fedele all’originale del XVI secolo.

È anche detto castello carpa (rijo) per il colore nero delle sue mura; dista solo 15 minuti a piedi dal Parco della Pace e all’interno del suo perimetro ci sono tre alberi sopravvissuti al bombardamento atomico.

castello di Hiroshima

Cibo tipico

Il piatto più famoso della città è lokonomiyaki, una specie di frittatona con dentro di tutto, di cui vi ho parlato in questo articolo. A Hiroshima questo piatto vede l’aggiunta di pasta al suo interno, rendendolo ancora più gustoso! Noi ci siamo affidati al caso e siamo andati in un posticino anonimo dove una vecchina ci ha cucinato due fantastici okonomiyaki davanti ai nostri occhi: i più buoni della mia vita.

Okonomiyaki

Se volete andare sul sicuro vi consiglio di andare a Okonomi-mura, un edificio con una trentina di ristoranti di okonomiyaki tra cui scegliere! Ovviamente oltre a questo piatto trovate infinite possibilità per gustare la cucina giapponese in tutte le sue varianti.

A Hiroshima c’è anche un dolcino tipico, il momiji-yaki, una foglia d’acero fatta di una pastella simile a quella dei pancake e con un ripieno di an, la marmellata di fagioli rossi.

Nagasaki, storico porto tra Oriente e Occidente

Nagasaki si trova nel Kyushu, l’isola sotto lo Honshu: se programmate un viaggio in questa zona, una visita di almeno due giorni a Nagasaki è d’obbligo.

Pur condividendo le stesse sorti di Hiroshima, Nagasaki ha delle radici molto diverse: nel ‘500 è stato il primo porto a commerciare con i portoghesi e anche durante il sakoku (la chiusura del Paese avvenuta nel ‘600 e durata quasi due secoli) fu uno dei pochissimi luoghi di scambio commerciale tra il Giappone e l’Occidente.

Per questo motivo la città mostra anche oggi un bellissimo mix di culture e tradizioni.

Giardino Glover

Questo ampio parco è in realtà un antico quartiere dove vivevano gli ambasciatori e imprenditori stranieri. È situato sopra a una collina da cui si gode una magnifica vista della baia e del porto e pagando il biglietto d’ingresso è possibile visitare le case e gli edifici rimasti. Il nome ricorda Thomas Glover, un mercante scozzese che a metà Ottocento si stabilì qui fondando la propria azienda di costruzioni e contribuendo così alla modernizzazione del Giappone.

Nagasaki

Proprio Casa Glover è soprannominata la Dimora di Madama Butterfly, perché ricorda molto l’ambientazione dell’opera di Puccini. Poco fuori dall’entrata del Giardino potete ammirare una delle chiese cristiane più antiche del Giappone: è la Chiesa Oura, costruita dai gesuiti nel 1864 in cima a una ripida scalinata.

Museo della Bomba Atomica e Parco della Pace

Tre giorni dopo il bombardamento di Hiroshima toccò a Nagasaki, che era stata scelta all’ultimo momento perché il bersaglio iniziale – la città di Kokura – era coperto da nubi al momento dell’attacco.

Anche qui gli effetti sono stati devastanti: alle 11:02 la vita si è fermata e sono morte circa 150000 persone. La visita al museo è molto toccante, ma come a Hiroshima ho percepito la volontà non solo di commemorare, ma anche di celebrare la pace nel mondo.

Vi consiglio di passeggiare nel Parco fuori dal museo, dove è segnalato l’ipocentro e ci sono diverse sculture e monumenti, ognuno donato da un diverso paese.

La Statua di Preghiera per la Pace è il monumento più grande del parco e vuole appunto far riflettere sugli effetti devastanti delle armi atomiche, invitando alla pace.

Parco della Pace

L’isola di Dejima

Questa piccola isola artificiale è stata per due secoli l’unico punto di contatto tra il Giappone e il resto del mondo. Luogo di scambi commerciali con gli olandesi e i cinesi, è interessante dedicarci un paio d’ore, visitando le case e i magazzini ristrutturati.

Shinchi Chinatown

Il quartiere cinese di Nagasaki è il più antico di tutto il Giappone – risale al ‘600 – ed è una tappa fissa se volete immergervi nelle sue vie colorate e vivaci, ma soprattutto se volete mangiare dell’ottima cucina cinese.

Chinatown

Passeggiata tra i templi

La cosa che più mi è piaciuta è stata proprio questa camminata tra i saliscendi delle colline, alla scoperta di templi e santuari nascosti. Il Kofukuji è sicuramente quello che mi ha colpito di più, forse perché sembrava abbandonato. Salire la scala ripida per arrivare a questo luogo di pace e silenzio mi ha fatto l’effetto di una seduta di meditazione! Il Suwa Jinja è il santuario principale della città, anche questo avvolto da un’atmosfera immobile e immutabile.

Suwa

Cosa mangiare a Nagasaki

Come forse avrete capito, Nagasaki non è la tipica città giapponese tradizionale, bensì un meltin’ pot di culture e tradizioni, che si rispecchia anche nella sua cucina.

Se andate nel quartiere cinese non fatevi mancare una ciotola fumante di champon, degli spaghetti in una ricca zuppa che furono inventati proprio qui come pasto per gli studenti cinesi di Nagasaki. La versione senza brodo (saraudon) è altrettanto buona.

Champon

Agli amanti del pesce crudo suggerisco di provare l’Omura sushi, ossia un sushi fatto a strati di riso marinato, pesce crudo e verdure.

Tra i dolci primeggia il kasutera (dal portoghese castella), un pan di spagna rettangolare molto alto: lo troverete di tanti gusti diversi, vi consiglio di provare quelli più strani, perché quello classico è davvero del semplicissimo pan di spagna.

Con questa mini guida spero di avervi incuriosito e invogliato a scoprire Hiroshima e Nagasaki, che spesso passano in secondo piano rispetto alle più gettonate Tokyo e Kyoto.

Sono sicura che come me rimarrete piacevolmente sorprese dalla vivacità e dai colori di due città che hanno saputo rimettersi in piedi.


Articolo di Valeria PompiliFood Lover del Club delle ragazze con la valigia

Valeria ha 25 anni ed è veneta. È un’appassionata di viaggi, cucina e libri. Co-autrice del blog “I Golosi Itineranti”, sperimenta sempre nuove ricette. Ama in particolare la cultura e il cibo giapponesi.

Valeria Pompili

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