Viaggio in Vietnam del Sud

Impazienti di proseguire con me il viaggio in Vietnam?

Dopo il Vietnam del Nord, vi racconto la seconda parte dell’itinerario verso Sud fatta in 8 giorni, così suddivisi: 2 giorni ad Hué, 4 giorni ad Hoi An e 3 giorni a Ho Chi Minh City.

Vietnam del Sud: il viaggio in treno

Vi avevo lasciati sul treno notturno che da Ninh Binh porta a Hué.

Il treno si prenota comodamente in loco, e se volete avere qualche sicurezza in più, soprattutto che ci sia posto, prenotatelo prima, quando siete ad Hanoi. Noi ci eravamo affidati a un’agenzia viaggi del centro storico, e avevamo prenotato tutto tramite loro.

Il viaggio dura circa 12 ore e farlo in notturna vi farà risparmiare un bel po’ di tempo. Potete comodamente dormire nei vagoni letto, composti da 4 cuccette, due per lato.

Come sono i treni in Vietnam? Ecco io direi che, se non vi avvicinate ai bagni, andrà tutto bene. Alla fine sono come i vecchi treni regionali italiani, né più né meno!

Huè, la città Imperiale

Non appena vi sarete ripresi dal viaggio, magari dopo una bella doccia in hotel, vi consiglio di visitare la città. È chiamata città imperiale per via del suo ruolo di ex Capitale durante il regno dei 13 imperatori che si successero in circa 145 anni. Molti tesori architettonici costruiti in quegli anni sono ancora visibili, e hanno mantenuto intatta la loro bellezza, nonostante i bombardamenti che hanno distrutto gran parte della città, soprattutto durante l’offensiva del Tet nel 1968.

Huè, Vietnam del Sud

Cosa vedere

La Cittadella è il centro storico della città e custodisce, all’interno di mura e fossati d’acqua, la Città Proibita, dove vi potevano accedere solamente gli imperatori con le sue concubine. L’architettura richiama molto lo stile cinese: porticati decorati con lacche rosse, decorazioni, templi e padiglioni in stile Città proibita di Pechino. Le porte di accesso conservano ancora intatto il loro fascino, lasciando ai visitatori l’immaginazione di come poteva essere vivere in quegli anni. La Porta Ngo Mon, che è anche l’entrata principale alla Cittadella e la Porta Occidentale Chung Duc, sono le più sfarzose.

Huè, Vietnam

Io vi consiglio di perdervi in questo posto, di sedervi ogni tanto e ascoltare ciò che vi sta intorno, perché davvero esistono pochi posti al mondo dove si può quasi pensare di essere tornati indietro nel tempo.

Città Proibita

In tutti i posti che visito, amo solitamente vedere il mercato, quello vero, quello locale, non quello dei souvenir. Solitamente si tratta di bancarelle quasi improvvisate, lungo le strade, dove le donne vendono prodotti locali della loro terra.

Lo trovate col nome di Dong Ba Market, e la sua bellezza è proprio nella zona che trovate fuori dalla struttura e nelle vie adiacenti.

Huè, Vietnam

Hué è una cittadina molto tranquilla e oltre a qualche negozio di souvenir lungo la via che costeggia il fiume delle Passioni, non vi offre molto altro da visitare, ma potrete sbizzarrirvi a provare i diversi ristoranti. Eh sì, perché Hué ha una delle cucine più ricche di tutto il Vietnam, dovuto alla sua storia e cultura imperiale che si è tramandata e poi intersecata a quella francese. Infatti, potrete trovare molti piatti occidentali dal sapore un po’ orientale.

Huè, Vietnam

Nei dintorni di Huè

Noi abbiamo deciso di dedicare il secondo giorno alla visita della zona demilitarizzata, conosciuta come DMZ, la striscia di terra che divideva il Vietnam Nord dal Sud e dove si ebbero gli scontri più duri durante la Guerra del Vietnam. Nonostante siano passati molti anni, nessuno consiglia di avventurarsi in questi posti da soli, tanto meno di uscire dai sentieri disegnati a causa di numerosi ordigni ancora inesplosi.

L’escursione l’abbiamo organizzata con l’hotel di Hué, il giorno prima.

Al mattino siamo partiti con un pullmino e un’autista tutto per noi. A metà strada è salita una ragazza vietnamita: la nostra guida. Durante il viaggio ci ha raccontato la guerra con occhi vietnamiti, e vi assicuro che mi vien ancora la pelle d’oca a ricordare cos’hanno vissuto.

La prima tappa per noi è Khe Shan – la base militare statunitense. Si trova in una valle contornata da montagne. Quando arriviamo noi il tempo è brutto, pioviggina e c’è la nebbia.

Tipico di questi posti. La base fu sotto assedio per molte settimane da parte dei Vietcong, che controllavano tutte le colline intorno a 360 gradi. La solitudine del posto lascia percepire tutte le “cicatrici” dei combattimenti avvenuti, e nel piccolo museo si possono vedere molte testimonianze.

Khe Shan

Altra tappa, molto toccante, sono i Tunnel di Vinh Mòc – molto simili a quelli di Ku Chi, ma meno frequentati e meno claustrofobici, per questo ve li consiglio.

Sono tunnel interamente scavati sottoterra fino a 30 metri di profondità e quasi esclusivamente a mani nude dai vietnamiti, per scappare e ripararsi dai bombardamenti americani.  Le persone hanno vissuto in questi cunicoli strettissimi per 6 lunghi anni, vedendo poche volte la luce del sole.

L’organizzazione era pari a quella di una città in miniatura con cucine, pozzi, stalle fino ad avere una piccola nicchia adibita a ospedale dove sono nati ben 17 bambini.

Vietnam del Sud

VinhMoch

Tornando verso Hué sul pullmino, sotto una pioggia battente, guardando il paesaggio, mi sono resa conto di quanti crateri siano stati creati dagli innumerevoli bombardamenti.

VinhMoch, bombe

Il mattino dopo lasciamo la città imperiale per spostarci a Hoi An. Sempre su richiesta, l’hotel ci organizza il trasferimento con un pullmino privato. Il viaggio dura circa 5/6 ore su strade piene di curve e in salita. Bisogna superare il passo di Hai Van Mai chiamato il Passo delle Nuvole. Qui la sosta è obbligatoria, meglio se col bel tempo, perché si può ammirare dall’alto Danang e la famosa China Beach lunga ben 30 km.

Passo delle Nuvole

Hoi An

Arriviamo verso l’ora di pranzo a Hoi An e facciamo subito il check-in in hotel. La sola entrata in camera, lascia intendere che i nostri giorni dedicati al relax di questa vacanza li passeremo proprio qui.

Hoi An, camera di hotel

L’hotel scelto è il Ha An Hotel, nel centro storico della città, recuperato da una vecchia casa coloniale francese, dal quale capiamo già tutto il fascino che questa città ha da mostrare.


Booking.com

Hoi An è la città romantica per antonomasia e non potete non innamorarvene. È la città che di sera s’illumina di mille colori riflessi sul fiume che la attraversa. Hoi An è da vivere per le strade passeggiando, pensando di avere nulla da fare. È piccolina e non offre musei o cose particolari da visitare, ma ciò che offre sta nell’atmosfera, che si può cogliere solo fermandosi 2 o 3 giorni qui.

Hoi An

lampade

Noi i primi due li abbiamo passati in centro, girando con le bici qui e là per le strade. L’economia si basa sull’artigianato soprattutto tessile ed è il posto perfetto per farvi confezionare un bel vestito su misura. Io l’ho fatto e lo conservo tutt’oggi. Mi raccomando, andate dalle sarte il primo giorno, perché sono necessari almeno 2/3 giorni per la realizzazione.

Il secondo giorno, con le bici siamo, andati a vedere il mare e, viste le strutture che si affacciavano direttamente sulla spiaggia, ci siamo trasferiti la sera stessa, scegliendo uno dei tanti resort a disposizione.

Hoi An, mare

Se tra i vostri pensieri non c’era quello di fare mare in Vietnam, rivedete il viaggio perché due giorni di riposo prima di affrontare l’ultima parte di viaggio si riveleranno fondamentali.

Ho Chi Minh o Saigon

Il miglior mezzo per raggiungere Ho Chi Minh City da Hoi An è l’aereo, con partenza da Danang: impiegherete non più di un’ora e sarete a destinazione.

Saigon

Saigon è il nome col quale la chiamano i vietnamiti da sempre ed è stata la capitale del Vietnam del Sud fino al 1975, dopo che le truppe dell’esercito del Nord liberarono e unificarono il Paese. Saigon fu subito ribattezzata col nome di Ho Chi Minh City.

Ho Chi Minh è di sicuro la città più evoluta di tutto il Vietnam, e ne è il suo simbolo. Il suo aspetto è ben diverso da Hanoi. La città è vivace, le strade sono grandi, ampie e molto trafficate. L’influenza occidentale è molto più visibile e marcata.

Il passato si coniuga col futuro, di fianco alle pagode e agli edifici coloniali sorgono ora i grattacieli. Troverete le bancarelle dello street food di fianco ai ristoranti in stile occidentale, dove la fusione delle diverse culture vi porterà ad assaggiare e sperimentare gusti dai sapori un po’ francesi, un po’ cinesi e un po’ vietnamiti.

Cosa vedere

La Basilica di Notre Dame costruita dai colonizzatori francesi nel 1863 richiama lo stile neo romantico con una facciata in mattoni rossi importati direttamente da Marsiglia. In questo periodo la stanno restaurando e la fine dei lavori è pianificata per il 2019.

Notre Dame

Di fronte trovate l’Ufficio centrale della Posta costruito durante il periodo coloniale Francese e disegnato da Gustave Eiffel.  La struttura ricorda moltissimo un palazzo tipico europeo e vedere le scritte vietnamite sulla facciata vi colpirà.

Saigon, posta

Il tempio di Chua Ba Thien Hau è in stile cinese ed è caratteristico per le spirali d’incenso a forma di cono che vengono accese e poi appese al soffitto. In cima alla spirale viene messo un cartellino rosso dove si scrive sopra un desiderio o una preghiera, nella speranza che sia di buon auspicio.

Il palazzo di riunificazione è maestoso e si nota arrivandoci percorrendo il viale Le Duan e si trova all’interno di un parco di ben 12 ettari. È stato costruito nel 1873 come residenza del Governatore Generale e negli anni ha visto l’avvicendarsi di diversi governi e leader dei principali conflitti che il Vietnam del Sud ha vissuto. È il simbolo della fine della Guerra.

Palazzo Riconciliazione

All’interno troverete la Grande Sala per i ricevimenti, la parte adibita a residenza e il semi interrato che ospita anche un Bunker con il centro di comando e una sala giochi. Sul tetto invece potete visitare l’eliporto, che vi dà l’idea dell’immensità di questo posto.

Saigon

Il viaggio è quasi finito e la cosa migliore è ristorarsi con qualche ultima prelibatezza vietnamita prima di partire, come ad esempio un buon piatto di Pho.

Dopo Saigon ci sono diverse possibilità per continuare il vostro viaggio nel caso in cui vi foste innamorati del Vietnam. Noi abbiamo proseguito risalendo il delta del Mekong fino a Phon Phen in Cambogia. Oppure, altra ottima soluzione, se non vi siete fermati ad Hoi An, è l’isola di Phu Quoc, dove troverete spiagge bianche, mare cristallino e ottimo clima tutto l’anno.

Un tour operator vietnamita per viaggi dall’Italia

Asiatica Travel è un tour operator che organizza viaggi in Asia e ha sede ad Hanoi dal 2001. Per chi sogna un viaggio in Vietnam, ma anche in Laos, Cambogia, Thailandia e Myanmar e ha bisogno di una mano nell’organizzazione, #AsiaticaTravel è un punto di riferimento. Raccomandato anche da Routard e Lonely Planet, il suo valore aggiunto è rappresentato dal fatto che costruisce viaggi su misura e conosce benissimo i paesi di cui propone i viaggi, quindi chi sogna esperienze autentiche può affidarsi a loro in tutta tranquillità.


Articolo di Elisa PasseriniAsia Lover del Club delle ragazze con la valigia

Scartabella il web per lavoro, scatta immagini per passione ed è mamma per istinto. Ama il design, viaggiare coi pensieri e assaporare la natura nelle cose davvero semplici.

Asia Lover

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