Un viaggio senza latte: Valencia

Quando organizzo un viaggio, oltre a prenotare il volo, l’albergo, a capire come muovermi in città con i mezzi e a cercare informazioni sui luoghi da visitare, mi informo sempre sul tipo di cucina che andrò ad assaggiare e poi sui ristoranti che mi potranno permettere di mangiare senza latte. Organizzo in pratica un viaggio senza latte.

È divertente scoprire tradizioni culinarie diverse dalla nostra, a volte anche un po’ strano se penso ad alcuni piatti un po’ particolari che ho visto, e non sempre assaggiato, come gli insetti in Thailandia o l’haggis in Scozia. Ma comunque assaggiare tutto quello che posso quando viaggio fa parte del divertimento e spesso poi a casa provo a rifare le ricette che ho scoperto.

E così ho fatto quando sono andata a Valencia per un week end. La cucina spagnola in Europa è quella che più mi regala soddisfazioni perché per mia fortuna, se si escludono i dolci, non usa molto il latte e i suoi derivati ed è talmente varia che non ho mai avuto problemi a trovare cibi senza latte.

Valencia: viaggio senza latte

Valencia, il mio viaggio senza latte

Il piatto più tipico e famoso di Valencia è sicuramente la paella, un piatto unico base di riso, zafferano, carne di pollo, coniglio, gamberoni, scampi, cozze e verdure. La tradizione narra che la paella sia nata proprio a Valencia e che la paella valenciana sia preparata con la carne. Ma oggi la si trova comunque anche solo con il pesce o con le verdure. Io non amo molto la carne quindi preferisco sempre quella di pesce. La si può assaggiare un po’ ovunque in città (come in tutta la Spagna), io ho provato quella di Ocho y medio in Plaza Lope de Vega, in pieno centro e, complice la temperatura mite, la facciata di Santa Catalina sullo sfondo e un ottimo vino, l’ho trovata molto buona.

Il nome del piatto deriva dalla padella che veniva usata dai contadini per cuocerla, in latino “patella”, una padella in ferro molto ampia e poco profonda con due manici ai lati dentro la quale si cucina e si serve ancora oggi la paella. Io credo che almeno una volta meriti un assaggio.

paella a Valencia

Valencia è una città da scoprire e da amare, vi consiglio di noleggiare una bicicletta (quasi a ogni angolo si trovano negozi che noleggiano bici) per girarla tutta e per fare una bella pedalata nei Giardini del Turia, un lunghissimo parco ricavato dal letto del fiume Turia che passava per il centro di Valencia. Ben otto chilometri di giardini che arrivano fino alla Città delle Arti e delle Scienze, opera dell’architetto Calatrava, alla quale vi consiglio di dedicare una giornata.

città delle scienze

Camminare e pedalare mette appetito e in Spagna si mangia davvero ad ogni ora. È difficile che entrando in un ristorante vi venga detto che la cucina è chiusa! Un altro piatto tipico (e senza latte) che mi è piaciuto moltissimo è la tortilla de patatas, una meravigliosa frittata molto alta con patate e cipolle, servita sia da sola che accompagnata da verdure. È molto buona anche la variante con le melanzane. Spesso la tortilla si mangia insieme alle tipiche tapas, stuzzichini speziati a base di carne, pesce e verdure.

Per un pranzo veloce dove trovare delle buone tapas vi consiglio di andare al Mercato Centrale, un edificio di architettura liberty dove perdersi tra i banconi traboccanti di polipetti, sardine e calamari fritti, frutta fresca, spremute, uova e quant’altro.

mercato centrale di Valencia

Valencia si visita in un week end e vi resterà nel cuore per la sua energia e per la molteplicità delle cose da vedere. Andate a visitare la Cattedrale in Plaza de la Reina che, oltre ad essere molto bella e maestosa, è anche molto importante, in quanto si ritiene che il calice conservato al suo interno sia il Santo Graal che Gesù utilizzò durante l’Ultima Cena.

cattedrale di Valencia

Quando visito una città mi piace anche prendermi delle pause e per caso mi sono imbattuta in un piccolo locale delizioso dove fare merenda. Si tratta di Mamà Delicias in Carrer del Periodista Azzati, dove ho potuto bere un cappuccino di soia e mangiare una buonissima brioches vegana integrale. Nulla di spagnolo in effetti, ma quando riesco a trovare dei dolci senza latte difficilmente mi soffermo sulle tradizioni!

Mama Delicias, Valencia

Vi dicevo della molteplicità degli aspetti di Valencia e per ultimo terrei il mare, se vi avanza un po’ di tempo. Le sue spiagge sono ampie e sabbiose e meritano anche solo una passeggiata. Ci si arriva sia con il pullman che il bicicletta e se non c’è troppo vento è piacevole andarci anche d’inverno.

Per me, oltre alla visita alla città, c’è anche la visita alla sua cucina, mi diverte molto entrare nelle cucine dei Paesi che visito per organizzare il mio viaggio senza latte.


Articolo di Laura Guerrato – Milk Free Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Milanese non proprio doc, ma quasi! Adora scrivere, viaggiare, scattare fotografie (se potesse tappezzerebbe casa), leggere e andare al cinema. Lavora per “gli inglesi” e ha da poco deciso di raccontare la sua vita senza latte in giro per il mondo sul suo blog unavitasenzalatte.it.

Laura Guerrato

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1 Commento su Un viaggio senza latte: Valencia

  1. Valeria
    12/04/2018 alle 18:17 (1 settimana fa)

    Valencia è nella mia lista “spagnola” insieme a Madrid! Viaggiare con un’intolleranza non è mai semplice, sei brava a vedere il lato positivo della cosa e a riuscire a goderti lo stesso il viaggio 🙂

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