Le ville di Tivoli: cultura, arte e natura

A poche decine di chilometri da Roma, Tivoli è una bellissima cittadina che nasconde tre perle: la villa Adriana, la villa D’Este e la villa Gregoriana. È l’ideale per fare il pieno di cultura, natura e, perché no, approfittare di un bel pranzo in uno dei tanti ristorantini del centro. Inoltre, ça va sans dire, se andate con la moto potete approfittare per un bel giro nei dintorni, magari verso le montagne.

Un weekend alle ville di Tivoli

Ci si arriva con l’autostrada A24, oppure percorrendo la via Tiburtina – che però, va detto, non è tra le strade più belle e panoramiche, anzi, è piuttosto trafficata.

Un giorno può bastare, ma se si ha la possibilità di fermarsi è sicuramente meglio per visitare le ville e il centro storico con più calma. Se potete, evitate l’estate piena: può fare davvero tanto, troppo caldo. Il periodo migliore è la primavera, oppure settembre-ottobre.

Villa Adriana

La Villa Adriana è poco fuori Tivoli, ed è la più grande villa appartenuta ad un imperatore romano: edifici residenziali, terme, ninfei, padiglioni, giardini si alternano in un itinerario straordinario e pieno di storia. Se si segue il percorso completo, la villa si visita in circa 2 ore e mezza – tre; altrimenti, si può scegliere il giro più breve, che tocca le tappe principali in poco più di un’ora e mezza.

Villa Adriana

Assicuratevi in ogni caso di non perdere il teatro marittimo, uno dei simboli del sito, oltretutto riaperto da poco, dopo un restauro durato alcuni anni; il pecile, che è un quadriportico con un giardino e una grande piscina centrale, richiamo alla Stoà Poikile di Atene, centro sociale e politico della città; e il canopo, con la sua suggestiva piscina, in cui si specchiano statue e colonne.

Ville di Tivoli

L’ingresso costa 8 euro e trovate tutte le informazioni e gli orari sul sito ufficiale. Con lo stesso biglietto potrete visitare (entro 6 giorni) anche il Santuario di Ercole Vincitore.

Lasciata Villa Adriana, potete andare verso il centro di Tivoli, per una pausa pranzo gustosa in uno dei tanti ristorantini del centro.

Mangiare a Tivoli

Tivoli ha un bel patrimonio enogastronomico, i piatti sono per lo più quelli della cucina romana, con qualche chicca. Tra i prodotti più tipici c’è il Pizutello, lo avete mai sentito nominare? È un tipo di uva da tavola, chiamata anche “uva corna” per la sua particolare forma ricurva. Si dice che già i romani la coltivassero, ma oggi purtroppo sono in pochi a continuare la tradizione, con lo stesso metodo tramandato da secoli. Se passate da queste parti nel mese di settembre, non perdete la caratteristica sagra.

Un altro prodotto tipico è l’“Oleum Tiburtinum”, l’olio extravergine di Tivoli D.O.P., dal sapore fruttato e quasi piccantino.

Nel centro storico si possono passare ore, visitando l’antica Rocca Pia, il Duomo e la Cattedrale di San Lorenzo, e l’Anfiteatro di Bleso, risalente al II secolo d.C.

Villa d’Este

Nel centro si trova anche la bellissima villa d’Este, un capolavoro del Rinascimento, nonché Patrimonio dell’UNESCO.

Il biglietto costa 8 euro ed è possibile affidarsi ad una visita guidata (da prenotare), per la villa e per i giardini. Vi consiglio di controllare il sito ufficiale: spesso in villa si tengono spettacoli e concerti e, vista la magnificenza della location, penso che valga davvero la pena assistervi!

In estate è possibile fare visite notturne, nei fine settimana, al costo di 10 euro. È consigliata la prenotazione (costa 1 euro), perché l’accesso è consentito al massimo a 2000 persone alla volta. Considerate almeno un paio d’ore per visita.

Villa d'Este

La villa fu costruita su commissione del Cardinale Ippolito II d’Este, che volle così consolarsi per la mancata elezione a pontefice. Doveva evocare i fasti delle corti ferraresi, ed eguagliare la magnificenza di Villa Adriana. Beh, grazie al lavoro dell’architetto Pirro Ligorio e ai tanti artisti che collaborano al progetto, l’obiettivo è sicuramente stato raggiunto. Il sito conobbe un periodo di splendore fino al XVIII secolo, quando per mancanza di manutenzione cadde nel degrado e in stato di abbandono, che si aggravò con il passaggio nelle mani degli Asburgo. A metà del XIX secolo, con una prima ristrutturazione, iniziò la rinascita e la villa tornò ad essere un punto di riferimento culturale, ospitando i concerti di diversi artisti tra cui Franz Liszt, che compose “Giochi d’acqua a Villa d’Este”. Con la prima guerra mondiale la villa divenne proprietà dello Stato Italiano e importanti interventi di restauro la portarono ad essere la meraviglia che tutti possiamo vedere oggi.

Villa d'Este, Tivoli

Rimarrete sbalorditi davanti alla magnificenza dei giardini: fontane, ninfee, piante curatissime, giochi d’acqua e grotte offrono uno spettacolo per gli occhi difficilmente dimenticabile.

Cento fontane fiancheggiano un viale lungo esattamente cento metri: è il viale delle cento fontane, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi dei giardini di Villa d’Este. Ma di fontane meravigliose c’è solo l’imbarazzo della scelta: la fontana dei Draghi – che secondo una leggenda fu costruita in una sola notte, come omaggio al Papa Gregorio XVI, ospite della villa-; la fontana di Nettuno, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, così come la Fontana del Bicchierone; la Fontana dell’Organo, una vera e propria fontana sonora che ogni due ore “suona” come un organo, grazie ad un particolare meccanismo idraulico interno.  Le fontane e tutti i giochi d’acqua dei giardini furono creati proprio per stupire, strabiliare e diventare un modello per tutte le corti europee.

100 fontane, Tivoli

Un altro luogo incantato è la Grotta di Diana: bassorilievi, mosaici e decorazioni ne fanno un vero e proprio gioiello da non perdere. Il palazzo riflette la bellezza dei giardini, con la sua facciata elegante, i saloni affrescati, le scalinate imponenti.

Villa d'Este

Villa Gregoriana

La terza chicca del piccolo comune di Tivoli è il Parco di Villa Gregoriana: boschi, templi, cascate, resti romani, oggi patrimonio del FAI, che l’ha salvata da degrado e abbandono di cui era stata vittima per moltissimi anni. 64 specie diverse di alberi, i resti della villa di Manlio Vopisco, console romano, e tanti piccoli templi, tra cui quello di Vesta e quello della Sibilla, la Grande Cascata, una cascata di oltre 100 metri, realizzata, pensate, nel 1832, deviando il corso del fiume Aniene: una passeggiata tra i sentieri del parco regala emozioni e permette di immergersi pienamente nella storia e nella natura.

Villa Gregoriana fu realizzata per volere di papa Gregorio XVI a metà del 1800 e fu meta di artisti ed aristocratici che in quegli anni visitavano Tivoli, per il famoso “Grand Tour”, il lungo viaggio per scoprire il patrimonio culturale e artistico d’Europa (e dell’Italia in particolare).

Visitare la villa costa 7 euro (ingresso gratuito per iscritti al FAI) e sul sito trovate tutte le informazioni sugli orari e sugli eventi organizzati. La villa è collegata al centro di Tivoli dal Ponte Gregoriano, sempre opera di Papa Gregorio XVI, dal quale si può godere di uno straordinario panorama della Valle dell’Aniene.

Tivoli, panorama

Infine, vi consiglio una visita al Santuario di Ercole Vincitore: si trova a circa 300 metri dal centro città ed è aperto, su prenotazione, il sabato e la domenica. Risale al II secolo a. C. ed è stato realizzato con una serie di terrazzamenti a picco sul fiume Aniene. In origine, il santuario occupava circa 3 mila metri e comprendeva tre distinti ambienti: il tempio, un teatro ed una piazza con un portico.

Insomma, se volete fare il pieno di natura, cultura e anche buon cibo, a pochi chilometri da Roma, Tivoli è davvero il posto giusto.


Articolo di Mariachiara Manopulo – Food&Wine e Motorbike Lover per il Club delle ragazze con la valigia

35 anni, Digital PR. Vagabonda e food lover per vocazione: la prima cosa che cerca in un posto nuovo sono i piatti tipici e i vini locali. Silvio, suo marito, la segue ovunque, meglio se sulle due ruote.

Mariachiara Manopulo

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