Couchsurfing in Nuova Zelanda – vivere due settimane da vera local

Nel giugno del 2016 ho fatto un’esperienza davvero unica, talmente unica da essere stata il motivo che mi ha spinto ad aprire il mio travel blog: un viaggio di due settimane facendo couchsurfing in Nuova Zelanda con lo zaino in spalla. Non era la prima volta che lo facevo (l’avevo già provato in Australia), ma oggi voglio raccontarvi di come è stato vivere due settimane da vera local nel paese più lontano in cui possiamo spingerci dall’Italia.

Couchsurfing in Nuova Zelanda: come farlo

Questo è il sito web su cui ho trovato le case che mi hanno ospitato, dove ci si può registrare, mettere a disposizione e cercare un’abitazione, e dove c’è anche una chat live per trovare altri backpackers con cui andare a bere qualcosa o condividere magari un pezzo di strada.

Purtroppo, per una questione di tempo, sono riuscita a visitare solo l’isola del Nord e le mie tappe sono state, nell’ordine, Auckland, Hamilton e Wellington.

Couchsurfing in Nuova Zelanda

Prima tappa: Auckland

Auckland è la capitale dell’Isola del Nord, e per visitarla ho passato sei giorni soggiornando da Ginnie e la sua meravigliosa famiglia, composta da suo marito Martin e dai loro figli Mark e Matthew. Di origine inglese, Ginnie e Martin hanno girato un po’ tutto il mondo e si sono resi conto che la Nuova Zelanda, essendo un paese molto giovane, era davvero adatto alle loro esigenze. Così si sono trasferiti ad Auckland, hanno comprato un fazzoletto di terra e ci hanno fatto costruire una bellissima casa a due piani con un’enorme porta-finestra in soggiorno ed una spaziosa camera per gli ospiti.

abitazione ad Auckland

Come prima esperienza di couchsurfing in Nuova Zelanda, devo ammettere che la loro abitazione è stata davvero perfetta. La sera, dopo aver visitato la città e le varie attrazioni vicine, tipo Waiheke Island, tornavo in tempo per cenare insieme a Ginnie, Martin e i ragazzi, come se fossimo una grande famiglia bilingue. È stato in questi momenti calorosi ed accoglienti che mi hanno raccontato la loro storia, mi hanno fatto assaggiare piatti tipici e mi hanno consigliato luoghi da non perdere assolutamente in città.

Couchsurfing

Seconda tappa: Hamilton

Diciamo pure che Hamilton non è una delle mete più gettonate di tutta la Nuova Zelanda, ma è una città davvero comoda per poi muoversi e visitare le Waitomo Caves, delle caverne davvero speciali con delle stalattiti paurose ed un particolare tipo di lucciole che ci abitano e che fanno sembrare le pareti illuminate come alberi di Natale, e Hobbiton, il famoso villaggio degli hobbit che tutti gli amanti del Signore degli Anelli sicuramente conosceranno.

Waitomo Caves

Sono stata a Hamilton solo tre giorni, e ad ospitarmi sono stati AB e Nico, un’allegra coppia di ragazzi indiani con un bambino di nome Zee e una simpatica casetta in centro. Non era molto grande, ma di sicuro era accogliente e vicina a tutti i mezzi di trasporto più utili. AB e Nico erano piuttosto riservati, ma questo non gli ha impedito di lasciarmi un dolcissimo biglietto di arrivederci la mattina in cui me ne sono andata.

 pecore neozelandesi

Terza tappa: Wellington

Per l’ultima parte del mio viaggio, sono stati ospitata da Helen, un’eccentrica vecchietta neozelandese con i capelli rosa che viveva da sola in uno dei quartieri residenziali della città. Helen aveva una stanza in più in casa che usava per ospitare sua figlia, quando andava a trovarla, e i backpackers che volevano fare couchsurfing in Nuova Zelanda.

Wellington

Lo sapevate che in Nuova Zelanda ci sono più pecore che persone? Beh, nonostante questo fun fact, le città come Wellington sono sempre piene di musei da visitare ed eventi e attività a cui partecipare. Sempre che non piova. Purtroppo, è proprio quello che è successo il mio primo giorno in città e, dato che non ho potuto seguire la tabella di marcia che mi ero studiata ma sono dovuta rimanere in casa, Helen mi ha messo a disposizione la sua cucina ed un’enorme libro di ricette del luogo, dandomi la possibilità di passare comunque una bella giornata e scoprire qualcosa in più sul territorio.

Mi è dispiaciuto davvero tanto doverla salutare, ma ci siamo scambiate i contatti con la promessa di rivederci, se lei dovesse venire in Italia o io tornare in Nuova Zelanda.

Non è bella, questa cosa dei viaggiatori? Li conosci in un angolo del mondo e poi chissà, forse li incontrerai di nuovo, esattamente dall’altro lato del pianeta!



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Articolo di Rachele FaggianiExpat Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Rachele viaggia… da quando è nata! Le piace vivere all’estero per capire meglio le nuove culture e i piatti tipici, e se non è in viaggio ne ha sicuramente uno in preparazione.

Rachele Faggiani

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