Laghi e leggende scozzesi

Paesaggi sconfinati dove storia e forza della natura si fondono e regalano una sensazione di stupore, mistero e magia. Non sorprende affatto che ogni angolo della Scozia sia legato a personaggi mitologici e imprese leggendarie relativi ad eventi storici o fenomeni naturali. Che stiate visitando le rovine di un castello o semplicemente passeggiando su una collina non importa, qualcosa di maestoso è avvenuto proprio lì, in quel punto. Se poi vi trovate a camminare lungo le sponde di un lago, fiume o ruscello, beh allora, anche se con voi non c’è nessuno, potete essere certi di non essere soli.

Ecco a voi 6 leggende scozzesi, ambientate in 6 diversi meravigliosi laghi!

6 leggende scozzesi

Loch Sunart e il mistero dei cigni scomparsi

Con il termine scozzese “loch” ci si può riferire sia a un lago sia ad un’insenatura. In questo caso si tratta di una grande insenatura sulla costa occidentale della Scozia, caratterizzata dall’assenza di cigni. Tra le leggende scozzesi, quella che prova a spiegare le origini di questo fenomeno è sicuramente una delle più struggenti.

Si narra che il figlio di un condottiero si innamorò perdutamente di una fanciulla tanto bella quanto povera. I due giovani si incontravano tutti i giorni sulle rive di Loch Sunart e passeggiavano mano nella mano, confidandosi parole d’amore.

Quando la ricca madre del giovane, superba e vanitosa, lo venne a sapere, impedì al figlio di frequentare una fanciulla così povera. Il suo divieto fu però inutile perché il loro amore era più forte di qualsiasi castigo e i due continuarono a incontrarsi di nascosto sulle rive del lago. Ben presto la madre capì di essere stata disobbedita e chiese a una vecchia strega di gettare un incantesimo sulla povera ragazza. Fu così che la bella fanciulla venne trasformata per sempre in un cigno e il giovane innamorato continuò ad aspettare invano la sua amata per giorni, mesi e anni.

Un giorno il ragazzo partecipò ad una battuta di caccia e con il suo arco uccise il più bello dei cigni del lago. In quell’istante l’animale prese di nuovo le sembianze della fanciulla tanto amata e che ora giaceva di fronte a lui esanime. Improvvisamente il ragazzo capì l’inganno della madre e, straziato dal dolore, si pugnalò al cuore.  Da quel triste giorno tutti i cigni del lago Sunart volarono via senza più fare ritorno.

Loch Leven e la dolce Mairi

Il lago Leven si trova al centro della storica contea di Kinross-shire. Contiene 7 isole: sulle più grandi sorgono un antico priorato e l’antico castello di Loch Leven, del tardo XIV secolo, che fungeva da luogo di detenzione. Proprio sulle sponde di questo lago è ambientata una delle leggende scozzesi più romantiche.

La dolce Mairi viveva in una grande vecchia casa sulle rive di Loch Leven. Aveva un animo nobile e rivolgeva sempre parole gentili a tutte le persone umili del paese, nonostante il parere contrario di suo padre. Proprio per questo venne messa in castigo e per un lungo mese fu chiusa a chiave nella sua camera. Durante la prigionia una nave mercantile che proveniva da molto lontano approdò sulle sponde del lago e portò abiti e stoffe preziose. Tutte le ricche donne che abitavano nella grande casa di Mairi andarono a curiosare e fecero grandi acquisti. All’indomani si seppe che la nave aveva portato con sé anche la peste nera e tutti coloro che avevano toccato le stoffe erano morti. La dolce Mairi era l’unica superstite della casa perché la prigionia le aveva garantito l’isolamento ma una sorte peggiore stava per raggiungerla: per evitare il diffondersi della malattia venne dato l’ordine di bruciare l’intera casa e non v’era modo di liberare la giovane. Gli abitanti del villaggio erano grati alla fanciulla per la sua gentilezza e decisero di posticipare il tragico epilogo per permetterle di salvarsi. Fu così che un suo vecchio amico, un folletto dai poteri magici, riuscì a raggiungere il valoroso giovane che Mairi amava segretamente e ad avvisarlo del triste destino della fanciulla. Egli non esitò e galoppando senza sosta raggiunse la grande vecchia casa e con coraggio riuscì a liberarla. Si sposarono la notte stessa e i quaranta  giorni di quarantena imposti loro dal villaggio diventarono una lunghissima e romantica luna di miele.

Loch Awe e la regina dell’inverno

Loch Awe

Loch Awe è il terzo più grande lago della Scozia, situato nelle Highlands tra Argyll e Bute.

Nella mitologia e nelle leggende scozzesi un posto d’onore spetta a Beira, regina dell’inverno e madre di tutti gli dèi. Il nome Beira è stato coniato nel corso del XX secolo dal folklorista Mackenzie per riferirsi alla divinità gaelica Cailleach Bheur, considerata la personificazione degli elementi della natura, specialmente nel loro aspetto distruttivo, come le tempeste primaverili. Secondo le leggende, Beira creò monti laghi e fiumi a volte volontariamente, altre volte per errore.

Si narra che una sera, stanca per aver pascolato tutto il giorno i suoi cervi, si addormentò sul monte Ben Cruachan prima del tramonto e dimenticò di richiudere il pozzo che stava sorvegliando. Durante la notte questo straripò e le acque che allagarono le valli formarono il fiume Awe e poi l’omonimo lago. Al suo risveglio era così sconvolta dall’accaduto che decise di trasformarsi in una roccia.

Loch Ness e Loch Morar: Nessie e sua cugina Morag

Lago di Loch Ness

Il famosissimo Loch Ness si trova nelle Highlands scozzesi, a sud-ovest di Inverness, mentre Loch Morar si trova vicino alla costa nord-occidentale.

Il primo ad avvistare la celebre e mostruosa creatura chiamata Nessie fu un monaco irlandese nel 566 mentre la prima e unica testimonianza fotografica risale al 1934 e venne considerata un falso solamente dopo sessant’anni. Nel corso dei secoli si sono susseguiti decine e decine di avvistamenti di rilievo e altrettante teorie per giustificarne l’esistenza, tra cui l’ipotesi che si potesse trattare di un esemplare di plesiosauro sopravvissuto all’estinzione.

Attualmente la comunità scientifica degli zoologi ritiene impossibile l’esistenza di Nessie, a causa della mancanza di rilevanti prove documentate e per l’impossibilità per un lago così piccolo di offrire un’adeguata alimentazione ad un predatore di quelle dimensioni. Gli avvistamenti però non sono ancora finiti e soprattutto non riguardano solamente  questo lago: si narra che anche Loch Morar sia abitato da una misteriosa creatura, del tutto simile a Nessie e comunemente chiamata Morag. Nel 1969 due testimoni la descrissero come un grande animale marrone con la pelle ruvida, lungo circa otto metri e con tre gobbe dorsali. Anche in questo caso le ricerche non portarono a risultati soddisfacenti ma i più audaci sostengono che Nessie e Morag siano due lontane cugine e che si incontrino occasionalmente nuotando in un ipotetico canale sotterraneo che congiunge i due laghi.

Loch Lomond, il coccodrillo e le rivolte giacobite

Loch Lomond

Si tratta del più grande lago della Gran Bretagna e si trova nelle Lowlands, nella Scozia meridionale. Un lago così maestoso e pittoresco, in assoluto il mio preferito, non può non avere un abitante altrettanto misterioso: per secoli i residenti del lago hanno riportato avvistamenti di una strana creatura, descritta da tutti come un grande coccodrillo. Non ci sono dubbi che tale animale non possa sopravvivere in Scozia ma le testimonianze continuano ad aumentare, siate prudenti!

Questo lago è anche l’ambientazione di una popolarissima ballata scozzese: The Bonnie Banks o’ Loch Lomond. Il testo si riferisce alla rivolta giacobita del 1745, portata avanti da Carlo Eduardo Stuart, detto Bonnie Prince Charlie, allo scopo di ristabilire gli Stuart sul trono di Scozia e Inghilterra. Esistono molteplici versioni e altrettante interpretazioni di questa ballata, la più diffusa racconta la romantica e tragica storia di due giovani innamorati che erano soliti incontrarsi sulle rive di Loch Lomond e che furono separati dalla guerra. A seguito della sconfitta il giovane venne imprigionato e in attesa di essere giustiziato scrisse alla sua amata questa canzone in una struggente lettera d’amore. Di seguito potete leggerne la traduzione in italiano e qui potete ascoltare la versione originale.

The Bonnie Banks o’ Loch Lomond

Su quelle belle rive e per quelle belle colline

dove il sole brilla luminoso sul lago Lomond

dove io e il mio vero amore eravamo soliti andare,

sulle belle, belle rive del Lago Lomond

Oh, tu prenderai la via maestra ed io quella comune

e io arriverò in Scozia prima di te

ma il mio vero amore ed io non ci incontreremo mai più

sulle belle, belle rive del Lago Lomond.

Fu allora che ci separammo in quella valle rigogliosa

sugli scoscesi, scoscesi versanti di Ben Lomond

dove in sfumature viola vediamo le montagne degli altopiani

e la luna che spunta nel crepuscolo.

Oh, tu prenderai la via maestra ed io quella comune

e io arriverò in Scozia prima di te

ma il mio vero amore ed io non ci incontreremo mai più

sulle belle, belle rive del Lago Lomond.

Gli uccellini cantano e i fiori selvatici sbocciano

e sotto i raggi del sole le acque sonnecchiano;

ma si sa che il cuore spezzato non fiorirà di nuovo

anche se  coloro che sono tristi smettessero di piangere.

Altre leggende scozzesi

Nelle leggende scozzesi esistono tante altre creature misteriose che amano vivere vicino a tutti i corsi d’acqua. Spesso si tratta di esseri malvagi, la cui presenza nelle credenze popolari aveva lo scopo di scoraggiare bambini e fanciulle ad avventurarsi da soli vicino laghi e fiumi e ad avvicinarsi agli animali pericolosi. Un esempio sono i Kelpies, maestosi cavalli originari della mitologia celtica che vi indurranno a cavalcarli per poi inabissarsi e trascinarvi sui fondali, oppure la Bean Nighe, una figura femminile che si aggira vicino ai corsi d’acqua e cerca di lavare via il sangue dai vestiti delle persone in procinto di morire. Esistono poi gli uomini blu del Minch, misteriose creature marine, simili a tritoni, che hanno il compito di spaventare i marinai che attraversano il canale del Minch, situato nel nord-ovest della Scozia e i Selkies, foche delle isole Orcadi in grado di assumere le sembianze di bellissime donne.

Infine, se avete la fortuna di visitare le Isole Shetland, potreste incontrare anche uno spirito benigno chiamato Wulver. Ha le sembianze di un uomo con la testa di un lupo, ama pescare in solitudine e spesso lascia le sue prede di fronte alle abitazioni delle persone bisognose.


Articolo di Giulia Bi – Folclore Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Giulia ama girovagare senza meta fino a perdersi, conoscere nuovi amici in ogni posto del mondo e ascoltare meravigliata aneddoti e leggende locali. Sogna di pattinare in un lago ghiacciato.

Folclore Specialist

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