3 gite fuori Tokyo da non perdere

Dopo avervi raccontato com’è vivere a Tokyo, qui voglio invece consigliarvi dove andare a rilassarvi per un giorno fuori dalla capitale. Sì, perché in una metropoli – per quanto bella e piena di parchi – ci si dimentica un po’ cosa siano il silenzio e la natura.

Di mete ce ne sono tantissime, ma ne ho selezionate 3 che secondo me sono perfette per ricaricarsi e vedere dei contesti un po’ diversi da quello urbano.

3 gite fuori Tokyo da fare durante un viaggio in Giappone

3 gite fuori Tokyo

Isola di Enoshima

Se amate il mare e i luoghi pittoreschi, questa isoletta a solo un’ora e mezza da Tokyo fa per voi! Solitamente si abbina a Enoshima la visita a Kamakura, ma se avete un giorno solo lo sconsiglio, perché tra le due ci sono tante cose da vedere.

Salita tempio Enoshima

Collegata alla terraferma da un lungo ponte, quest’isola apparentemente piccola offre tante attività. Appena arrivati sul ponte guardate bene verso il mare: se il cielo è limpido dovreste riuscire ad avvistare il Monte Fuji in lontananza.

Proseguendo verso l’isola, vi basterà seguire la strada principale e salire verso il Santuario di Enoshima, facendovi distrarre dai mille negozietti di cibo e souvenir ai lati della strada. Qui abbiamo mangiato un cracker grande come i nostri zaini al sapore di polpo, e oltre a questa specialità ce ne sono di altrettanto strane.

Fate molta attenzione a non farvi rubare il cibo dai falchetti che volano sopra l’isola, sono famosi per aver lasciato più di una persona senza pranzo!

In cima alla collina boscosa ci sono i diversi edifici del santuario dedicato a Benten, dea creatrice dell’isola. Inoltre ci sono un giardino botanico, delle grotte e un piccolo osservatorio.

Enoshima

Per raggiungere le Grotte Iwaya si passeggia lungo una costa frastagliata e piena di piccole insenature, perfetta per mettere i piedi in acqua e godersi il sole.

Costa rocciosa Enoshima

Tornando sulla terraferma alla fine del ponte ci sono delle spiagge sabbiose, se volete fare il bagno e prendere il sole. Per raggiungere Enoshima avete diverse linee a disposizione, tutte con un cambio obbligato. Io sono partita da Shinjuku e ho cambiato treno a Fujisawa, per maggiori informazioni consultate il sito dei treni giapponesi.

Se decidete di visitare anche Kamakura è interessante il Kamakura Enoshima Pass, mentre l’Enopass è per la sola visita a Enoshima.

Nikko

Nikko è la gita più impegnativa delle tre se avete un solo giorno a disposizione, ma vale davvero la pena andarci. Parte del patrimonio UNESCO, Nikko è una città di montagna che ospita diversi complessi religiosi. Per accedere all’area sacra noterete un elegante ponte rosso: è il ponte Shinkyo, che in antichità poteva essere attraversato solo dallo shogun.

Ponte Shinkyo

Il complesso più famoso in assoluto è il santuario di Toshogu, dedicato al primo shogun Tokugawa. La cosa che mi ha colpito di questo santuario è stata la ricchezza di dettagli e di colori, in netto contrasto rispetto ai classici santuari shintoisti, che solitamente sono molto semplici e minimali. Invece qui vi perderete ad ammirare le lamine d’oro, le sculture dettagliate e i colori vivaci.

Santuario Toshogu

Nikko, Pagoda

Famosissima la scultura delle tre scimmie della saggezza: “non odo ciò che non si deve udire, non dico ciò che non si deve dire, non vedo ciò che non si deve vedere”.

Nikko

La vostra visita non finisce qui: se siete state previdenti e siete arrivate presto a Nikko, dovreste riuscire a vedere qualcos’altro. La scelta è difficile, ma i siti più significativi sono il santuario di Futarasan, il tempio Rinnoji, le cascate Kirifuri e Taiyuinbyo.

Vi indico il sito di Japan Guide come riferimento per l’organizzazione delle gite. In base a cosa volete vedere potete decidere se fare o meno il Nikko Pass.

Per arrivare a Nikko partite da Asakusa, prendete un treno della linea Kegon o Kinu e scendete a Tobu-Nikko. La durata del viaggio è di circa due ore. Per chi è provvisto di JR Pass conviene invece prendere lo Shinkansen.



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Monte Takao

Per gli amanti della natura e del trekking c’è una gita molto simpatica a un’ora di treno da Tokyo. Il Takaosan è un monte sacro alto circa 600 metri ed è una delle mete più amate dagli abitanti della città, in quanto si trova ancora nella sua area metropolitana, ma fuori dal caos urbano.

La cosa bella è che ci sono diversi sentieri tra cui scegliere per arrivare in cima: alcuni sono più ripidi e altri più semplici, ma la durata media per salire è di circa due ore.

Io ho scelto il percorso numero 1, quello più gettonato perché lungo ma poco ripido. È anche intervallato da diversi punti ristoro e bagni, ma questo è praticamente scontato in Giappone.

Se volete risparmiare le energie c’è anche una piccola funivia che arriva fino a metà percorso. Le leggende legate a questo monte narrano che ci vivano i tengu, creature del folklore giapponese. Per questo motivo salendo incontrerete delle statue che li raffigurano e un tempio dedicato.

Santuario Yakuoin

I tengu si presentano come uomini-uccello, provvisti di becco o di un lungo naso, di ali e hanno solitamente la faccia rossa. Amano camuffarsi da viandanti o da monaci, e vengono spesso associati a zone di montagna come in questo caso.

Santuario Tengu

Una volta arrivate in cima, se non c’è foschia, potete vedere il Monte Fuji. Per scendere ho fatto un altro percorso che prevedeva di attraversare un ponte di legno sospeso, è stato molto divertente!

Monte Takao

Questa gita è stata davvero tranquilla e piacevole, potete camminare con tutta calma senza preoccuparvi di non farcela con i tempi. Per arrivare al Monte Takao prendete da Shinjuku la linea Keio Dentetsu Takao-sen, e in 50 minuti sarete arrivati a destinazione (fermata Takao sanguchi).

Queste 3 gite fuori Tokyo mi sono rimaste nel cuore: a voi quale ispira di più?


Articolo di Valeria PompiliFood Lover del Club delle ragazze con la valigia

Nel tempo libero viaggia, cucina e legge di tutto. Ha fondato igolosiitineranti.it, dove può dare forma ai sogni vissuti e a quelli che verranno. È affetta da mal di Giappone acuto e da una seria dipendenza da cinnamon rolls.

Valeria Pompili

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