Grecia in coppia: Paxos e Antipaxos, Sifnos e Serifos

La Grecia è ormai per me e mio marito una seconda casa.

Abbiamo già visitato diverse isole, dalle più famose e turistiche alle più piccole e ancora selvagge, e davvero, non ci stanca mai. Ogni isola ha la sua peculiarità, il suo mare, le sue spiagge, le sue specialità gastronomiche. Mi piacerebbe un giorno poter dire di averle visitate tutte: un’impresa impossibile, per l’Ente del turismo greco sono quasi 6.000, considerando il numero totale di isolotti e masse affioranti poco più grandi di uno scoglio! E per quanto riguarda quelle abitate non c’è un dato certo, anche se, secondo fonti ufficiali, sono circa 220. Quel che è certo è che non mi stancherò mai di tornare tra quelle casette bianche e blu, dove davvero mi sono sempre sentita libera, felice e rilassata!

Di solito, stando via 10-15 giorni, scegliamo sempre due isole, a volte anche tre (dipende dalle dimensioni), vicine e ben collegate tra di loro. Quest’anno, visto che ero incinta, abbiamo deciso – per non stancarmi troppo – di limitare gli spostamenti, e abbiamo scelto Paxos (un piccolo gioiellino delle Ionie, l’arcipelago greco più vicino all’Italia, con una breve sosta a Corfù, dove siamo arrivati in aereo da Roma) ed escursione ad Antipaxos.

Paxos

Lakka, Grecia

Paxos è piccola, verde e fresca.

Ci sono tre paesini, che offrono varie possibilità di alloggio (prevalentemente studios): Gaios, il porto principale, Lakka e Logos. Noi, come facciamo spesso, sia in Grecia che altrove, avevamo deciso di non prenotare l’alloggio, per poter scegliere lì per lì il luogo che più ci piaceva. Certo, era fine giugno, e sicuramente la disponibilità di studios era piuttosto ampia, ma è un tipo di ragionamento che abbiamo sempre fatto, anche partendo in agosto.

renotiamo dall’Italia nel caso in cui l’aereo (o il traghetto) arrivi troppo tardi, oppure se abbiamo già in mente una struttura o un luogo in particolare. A Corfù, ad esempio, avevo prenotato l’Hotel Atlantis, strategico, esattamente di fronte all’imbarco dei traghetti (la mattina dovevamo partire alle 8 e comprare anche i biglietti per Paxos), anche perché il volo da Roma arrivava alle 22 passate, tardi per cercare e trovare una sistemazione decente, soprattutto considerando che non avevamo un mezzo nostro per muoverci. Al ritorno, invece, visto che volevamo visitare la città vecchia, e anche quel giorno avevamo i tempi stretti, abbiamo scelto l’hotel City Marina, a pochi passi dal centro storico.

Siamo arrivati a Paxos alle 10 di mattina. Una volta ritirata la macchina, prenotata qualche giorno prima da Alpha Hire per essere sicuri di trovarla (gli autonoleggi sono pochi, e purtroppo non potevamo accontentarci di uno scooter o, ancora meglio, di un quad, come abbiamo fatto tutte le altre volte), siamo partiti alla ricerca di un alloggio.

A differenza delle altre isole, dove sono per lo più i privati ad affittare direttamente, a Paxos si affitta per lo più tramite agenzia. Avrò visto, forse, due o tre cartelli “rooms to let” in tutta la vacanza. Non c’è nemmeno un ufficio turistico. Noi, per puro caso (abbiamo visto un cartello fuori da un piccolo studios che ci piaceva), ci siamo affidati all’agenzia Sun & Sea. Si trova nel porto di Lakka ed è gestita da una signora molto disponibile che per 50 euro al giorno ci ha trovato due belle sistemazioni (ci siamo spostati il quarto giorno), con balcone vista mare.

Un’altra peculiarità di Paxos (ma penso in linea di massima sia così per tutte le isole Ionie) è che è più cara della maggior parte delle Cicladi (ovviamente escluse Santorini e Mykonos), e delle isole del Dodecaneso (come Karpathos), anche se i prezzi restano comunque abbastanza contenuti.

Paxos

Noi ci siamo trovati molto bene a Lakka: ci sono tantissimi studios, diversi buoni ristorantini, piccoli locali e una spiaggia molto bella, con acque cristalline, sulla baia (l’unica pecca le troppe barche). Dal centro partono dei sentieri, percorribili da tutti, che portano alle bellissime spiagge di Orkos e Lakkos. In poche decine di minuti potete comunque raggiungere con la macchina o il motorino tutte le altre spiagge dell’isola, che si trovano per lo più sul versante est. Logos è più piccolina (vi consiglio comunque di andarci una sera a cena, i ristoranti sul porticciolo sono suggestivi), e Gaios mi è sembrata un po’ caotica, ma sono gusti personali, noi di solito non alloggiamo mai direttamente sul porto principale, preferiamo sempre spostarci un po’.

Tra le altre spiagge che sicuramente meritano una visita, ci sono quelle situate nei pressi di Logos: Leverechio e, soprattutto, Marmari (si raggiunge con un piccolo sentierino da Leverechio, in pochi minuti). Bellissime anche, scendendo verso Gaios, Kipiadi, Kipos e Kaki Langada. Se cercate spiagge di sabbia, avete sbagliato isola: qui ci sono solo sassi e scogli, e le spiagge, a parte poche eccezioni, non sono attrezzate. Per cui risulta fondamentale avere sempre con voi un ombrellone (in alcune spiagge, come la bellissima Kipiadi, l’ombra è un vero e proprio miraggio), acqua e le scarpine per camminare sugli scogli. Anche le famose tavernette greche sulla spiaggia qua non sono proprio diffuse. Ne ho vista solo una a Leverechio, una a Manadentri (che ha la spiaggia attrezzata), e un’altra nella spiaggia di Lakka.

Capitolo culinario: a Paxos troverete sia la carne che il pesce. La cucina greca si sa, non è leggera, ma è piuttosto appetitosa, non resterete delusi. In linea di massima, penso si mangi bene più o meno ovunque, io tendo solitamente a diffidare dei ristoranti proprio davanti al molo dei traghetti, e di quelli con i “buttadentro”, preferisco posti più defilati, tranquilli e preferibilmente frequentati da turismo locale (o dagli abitanti stessi). Per cui, se vi capita, chiedete consiglio agli autoctoni!

Tra i ristoranti che mi sono piaciuti di più, posso consigliare Alexandros, in una piccola e caratteristica piazzetta di Lakka (riparato in caso di forte vento, cosa da non sottovalutare visto che siamo in Grecia e il vento è una presenza non dico costante, ma di solito fa compagnia), e la Familia, lungo la strada che va verso Gaios. Ecco, di moussaka ne ho mangiata parecchia nella mia vita, e penso che quella della Familia sia una delle migliori che io abbia mai mangiato (se la batte con una assaggiata l’anno scorso in un vicoletto di Atene). Oltretutto ha un pergolato delizioso e colorato, molto d’atmosfera. Infine, un altro posto molto carino, romantico e con una bella vista sul mare è la Taverna Pratigos: il proprietario, Spyros, ha vissuto in Italia e sarà felicissimo di ospitarvi e servirvi un’ottima cena.

Paxos è pienissima di ulivi e qui fanno un olio molto buono e delicato. Se vi piace, a Lakka troverete un negozio di prodotti tipici dove degustarlo ed eventualmente comprarlo. Visto che le taverne sulla spiaggia scarseggiano, per pranzo il più delle volte ci siamo arrangiati con delle eccellenti torte salate acquistate alla bakery (ne troverete nei paesini, ma anche sulla strada). Quelle che vanno per la maggiore sono con la feta, con prosciutto cotto e feta, oppure con gli spinaci. Noi di solito con una di quelle più un po’ di frutta riuscivamo ad arrivare almeno all’ora dell’aperitivo! Buonissimi (ma per lo più enormi!) anche i dolci con le mele e la cannella, o le brioches al cioccolato.

I primi tre giorni abbiamo alloggiato sopra la Bakery di Lakka, non vi dico che profumino arrivava alla mattina! Bar e baretti vari servono poi a tutte le ore toast, yogurt greco con miele e gelati. Sulla strada principale ci sono diverse taverne e localini dove fermarsi per un pranzo veloce o una sosta golosa tra un bagno e l’altro.

Parlando di tramonti: purtroppo nella parte ovest dell’isola non ci sono molte spiagge raggiungibili a piedi, bisogna avere a disposizione una barca. Ma potete scendere alla spiaggia sotto il ristorante Erimitis, ci arrivate dal bivio di Magazia con un sentiero e diversi gradini: il panorama vi ripagherà! Se non vi va di scendere, fermatevi per un aperitivo al ristorante, offre una vista impagabile. Se volete, potete fermarvi anche a cena, consapevoli però che i prezzi sono piuttosto alti, rispetto agli altri ristoranti dell’isola.

Gita ad Antipaxos

Imperdibile, durante una vacanza a Paxos, è la gita ad Antipaxos. Ad Antipaxos si arriva con la barca da Gaios in poche decine di minuti. Ci sono due spiagge bellissime, Vrika e Voutoumi, attrezzate e collegate da un sentiero percorribile in una mezz’oretta scarsa.

isole greche, Antipaxos

L’isoletta è minuscola, ci sono pochissimi abitanti e le taverne aprono di sera solo su prenotazione. Va da sé che, durante il giorno, le spiagge sono assalite dalle gite di giornata provenienti da Paxos e da Corfù. Per cui non sarebbe niente male fermarsi a dormire con i pochi residenti e godersi il tramonto. Avremmo voluto restare un paio di notti, in effetti, ma ci sono davvero pochissime strutture (se vi interessa, cercate per tempo su Airbnb), e avremmo dovuto lasciare, rischiando, l’alloggio di Lakka.

Una settimana vi basterà per visitare Paxos, le sue spiagge, e Antipaxos (anche se io mi sarei fermata volentieri molto di più!). Per chi ama il mare, per le coppie, è davvero un abbinamento perfetto.

Per gli amanti del trekking, queste due piccole isole offrono diversi sentieri immersi tra gli ulivi: procuratevi la cartina all’ufficio turistico all’ingresso di Lakka. Se avete la possibilità, noleggiate una piccola barca per esplorare la costa ovest e la costa sud, con le “blue caves” e il Tripitos Arch. In alternativa, da Gaios partono le escursioni organizzate per il giro dell’isola.

Arco naturale in Grecia

Come si arriva a Paxos?

Potete volare su Corfù e da lì prendere un traghetto della Kamelia lines, che in poco più di un’ora vi porta diretti a Gaios (i biglietti costano 10 euro e si comprano direttamente al molo, nell’ufficio della Kamelia). Altrimenti, traghetto dall’Italia per Corfù o Igoumenitsa e poi secondo traghetto per Paxos.

Sifnos e Serifos

Un altro itinerario perfetto se siete alla ricerca di luoghi ancora non troppo conosciuti, quantomeno dal turismo italiano, è quello che comprende Sifnos e Serifos, nelle Cicladi. Due isole bellissime, con spiagge per lo più di sabbia, adatte a coppie e amanti della natura e delle passeggiate (ci sono diversi sentieri molto ben segnalati).

Sifnos si trova a 2 ore circa di aliscafo da Atene. Vi consiglio di alloggiare in un qualsiasi hotel al Pireo (noi questa volta siamo stati al Faros 1, qualche anno fa al Phidias, ma ce ne sono davvero tanti), in modo da riuscire a prendere il primo aliscafo o traghetto della mattina. Volendo partire presto alla mattina, avevo riservato i biglietti online e così, una volta arrivati al molo, abbiamo solo dovuto ritirarli. Per il ritorno, invece, li abbiamo comprati sul posto un paio di giorni prima, così come il biglietto per spostarci a Serifos.

Sifnos è piccola, romantica, chic, puntellata di piccoli villaggi bianchi e cupole blu.

Anche qui non avevamo prenotato nulla. All’arrivo, abbiamo noleggiato un quad al porto di Kamares e abbiamo fatto tappa al piccolo ufficio turistico del paese. Volevamo alloggiare a Vathì, ne avevamo letto bene sulla Lonely Planet e sul web. Rassicurati da un gentilissimo signore dell’ufficio sulla disponibilità di studios, siamo partiti. Vathì è una baia bellissima.

La spiaggia è stretta e c’è un susseguirsi di ristorantini dove si mangia praticamente con i piedi in acqua. Abbiamo trovato una stanza allo Studios Anna: 3 notti al piano terra, praticamente sulla spiaggia e le seguenti 3 notti al primo piano, con un delizioso balconcino vista mare. La stessa famiglia è proprietaria del minimarket di fianco (la birretta sul terrazzino al tramonto era davvero fantastica).

Grecia in coppia

Ci siamo innamorati di quella baia. Non volevamo più andare via. Abbiamo provato tutti i ristoranti, deliziosi. Tra tutti, vi consiglio il ristorante Symposio, alla fine della baia. Può sembrare forse un po’ trascurato, rispetto agli altri, ma offre cucina autentica e genuina. Un altro buon posto è Manolis. E per la colazione, se non volete farla a casa, andate al Grigoris caffè.

A Sifnos si produce un formaggio particolare, si chiama Xinomizithra. Se vi piace, potete farlo mettere anche nell’insalata greca al posto della feta. Uno dei piatti tipici dell’isola è il mastelo, l’agnello cotto nel forno con vino rosso, patate e aneto.

Il capoluogo dell’isola è Apollonia. Un villaggio elegante, che pullula di negozietti e locali. È il tipico paesino cicladico, con stradine strette, salite, piccole case bianche. Una visita la merita anche Kastro, l’antica capitale, con l’antica fortezza veneziana e il borgo, delizioso. Stupenda la piccola chiesa, di Efta Martyres, costruita nel classico stile cicladico, su una piccola scogliera a picco sul mare!

Sifnos

Nel bel mezzo dell’isola troverete anche una piccola area archeologica di fianco al monastero di Agios Andreas (poco distante da Vathì). L’entrata costa 2 euro (dato aggiornato al 2017) . Gli scavi sono ben tenuti, c’è anche un museo e da lassù dominerete tutta l’isola! Si può arrivare sia a piedi, con un sentiero, che con la macchina.

Tra le spiagge, la migliore è senza dubbio Vroulidia, nel nord dell’isola. La spiaggia è piccolina, attrezzata, ma l’acqua è da urlo. E ci sono anche due taverne, noi abbiamo provato, trovandoci benissimo, Katerina. Occhio se arrivate con la macchina, perché l’ultimo tratto di strada è una ripidissima discesa!

Un’altra spiaggia da non perdere è quella di fronte al promontorio di Chrissopigi, che ospita l’omonimo monastero. Il panorama è fantastico, da cartolina!  Altre spiagge sono: Platys Gialos, Faros, Fikiada, senza dimenticare la spiaggia di Kamares. Sono tutte facilmente raggiungibili in macchina o in motorino.

L’isola è famosa per la produzione della ceramica e le particolari tecniche di lavorazione: è pieno di laboratori e negozi di ceramica, e molti organizzano anche corsi per i turisti.

Serifos è molto diversa da Sifnos, pur essendone poco distante. È selvaggia, rude, brulla. Ma con un mare che più blu non si può e la chora più bella di tutte le Cicladi. Con un po’ di fatica, nonostante fosse luglio, abbiamo noleggiato un quad da Blue Bird (ci sono solo 3 autonoleggi in tutta l’isola), nel villaggio di Livadi (dove c’è il porto).

C’è un servizio di bus che collega Livadi e Chora e collegamenti con le spiagge principali, ma le corse sono poche. Un mezzo proprio è sicuramente l’ideale. Forse conviene informarsi della disponibilità prima di partire, soprattutto se viaggiate in altissima stagione e se avete esigenze particolari.

Noi abbiamo alloggiato a Livadi, negli studios di un ragazzo molto gentile segnalatoci dalla cameriera di un bar, sul lungomare. Serifos non ha una grande ricettività, per cui, se non siete avventurosi ai massimi livelli e non volete rischiare, se andate in agosto prenotate, o quantomeno, tenete monitorata la disponibilità di camere online.

E poi prendetevi mezzo pomeriggio per una bella passeggiata tra i vicoli della Chora. Al tramonto, fermatevi per un aperitivo nella piazzetta, da Stou Stratou, e godetevi una bella cenetta in una delle tante taverne del paese.

Chora

Le spiagge per lo più non sono attrezzate, regolatevi di conseguenza e attrezzatevi perché il sole picchia bello forte! Alcune spiagge offrono tamerici e boschetti, ma i posti al fresco, ahimè, si esauriscono in fretta.

La spiaggia che mi è piaciuta di più è sicuramente Psili Ammos: sabbia chiara, acqua turchese e due taverne per ristorarsi e pranzare. Ma ce ne sono tante altre, molto belle e meno frequentate: Kalo Ampeli, Ganema, Platis Gialos, Sikamia. Purtroppo sono tutte piuttosto esposte al vento, il famoso Meltemi, con cui chi ama la Grecia deve però imparare a convivere.

taverna greca sul mare

Se come me non riuscite a fare a meno di tornare a casa con qualche specialità del posto, a Serifos potete comprare sia i capperi che un ottimo miele. Troverete un negozietto di prodotti tipici nel porto a Livadi. Poco distante c’è anche una buona bakery, nel caso vogliate fare qualche spuntino o portarvi un pranzo al sacco in spiaggia.

Vacanza quasi finita? Prendete l’aliscafo e rientrate ad Atene, fermatevi almeno un paio di giorni per visitarla (davvero, ne vale la pena). Se già la conoscete, potete comunque restare a dormire una notte e combattere la malinconia di fine vacanza con una ricca cena vista Acropoli in una delle tante taverne di Plaka. E il giorno dopo anche l’aereo del ritorno sarà salutato quasi con un sorriso.


Articolo di Mariachiara Manopulo – Food&Wine e Motorbike Lover per il Club delle ragazze con la valigia

35 anni, Digital PR. Vagabonda e food lover per vocazione: la prima cosa che cerca in un posto nuovo sono i piatti tipici e i vini locali. Silvio, suo marito, la segue ovunque, meglio se sulle due ruote.

Mariachiara Manopulo

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