Street art romana e street poetry: viaggio in periferia alla scoperta del Trullo

Quando sempre più spesso ti capita di camminare distratto per le vie della città e scorgere all’improvviso una maestosa opera d’arte di fronte a te, sorta proprio lì, lontano dai fasti imperiali, lì dove prima c’era solo un vecchio muro grigio, capisci che a Roma sta accadendo qualcosa di nuovo e meraviglioso.

Una rinascita creativa partita dalla periferia, diventata in alcuni casi un vero e proprio museo a cielo aperto ma che ha coinvolto anche le zone più centrali e trafficate della città.

Non a caso nel 2015 Artribune ha definito Roma la “Capitale europea della street art, per qualità e quantità di opere, per la loro concentrazione omogenea tra centro e periferie[…] Ma soprattutto per questa vena sociale che emerge: coinvolgere i cittadini, riqualificare i quartieri, educare i più piccoli, parlare con gli anziani, progettare attività collaterali intorno alle opere e risvegliare una coscienza dell’appartenenza, della cura, del bene comune.”

La street art romana è quindi entrata a pieno titolo nel patrimonio artistico e culturale delle città, esaltando il fascino delle zone centrali e riqualificando quelle periferiche. Qui potete trovare una mappa indicativa della distribuzione delle opere nel tessuto cittadino.

Riuscire a fare il tour di tutte le zone è quasi impossibile, a causa del traffico e delle grandi distanze impieghereste almeno un mese e finireste con l’odiare Roma, la street art e me. Il mio consiglio è quello di scegliere una sola zona, centrale se avete poco tempo, periferica se avete almeno mezza giornata piena a disposizione e di cercare notizie aggiornate e dettagliate sui siti relativi al quartiere prescelto.

murales a Roma

Opera di Axel Void in via del Porto Fluviale, zona Ostiense.

street art e poetry a Roma

Particolare dell’opera di Blu in Via del Porto Fluviale, zona Ostiense.

La Borgata del Trullo

Chi ci vive le ama e le odia, chi non ci vive di solito le evita ma è dalle periferie, troppo spesso dimenticate e lontane dai riflettori, che emerge la realtà più autentica di una città.

Fra i quartieri periferici romani, quello della Borgata del Trullo è senz’altro uno dei migliori esempi di come l’arte urbana possa fungere da attivatore sociale ed essere una risposta alla marginalità e al disagio.

Sorge a Roma sud, tra Magliana e Corviale e deve il suo nome alla presenza di un sepolcro romano del I secolo, posto lungo l’argine del Tevere la cui forma ricorda quella dei trulli pugliesi.

Nasce intorno al 1917 in una zona rurale e durante il regime fascista vi vengono edificate più di 300 unità abitative popolari, destinate ai cittadini del rione Monti, sfollati per la costruzione di via dei Fori Imperiali, e ai coloni italiani di ritorno dal Nordafrica. Oggi è ben collegata al resto della città ma ancora separata da un’area naturale protetta lasciata ad uso agricolo. Ciò ha fatto sì che la borgata si sviluppasse secondo regole urbanistiche e sociali più simili a quelle di un paese che a quelle tipiche delle zone periferiche di una grande città: al Trullo tutti si conoscono e salutano ed esiste ancora quel senso di solidarietà e vicinanza che è raro trovare nei grandi centri cittadini.

street art romana

Street art  e street poetry nella Borgata del Trullo

La Torta in Cielo e Gianni Rodari

Fin da piccola nutro un affetto particolare verso questa borgata. Proprio qui l’illustre scrittore e pedagogista Gianni Rodari decise di ambientare il suo romanzo per ragazzi “La Torta in Cielo”. Era il 1964 e la nomea del Trullo non era delle migliori, considerato infatti zona povera e pericolosa. Rodari non solo scelse di ambientarvi il suo romanzo ma lo scrisse direttamente tra i banchi della scuola elementare “Carlo Collodi” che sorgeva e sorge tuttora nella borgata, con la partecipazione attiva degli alunni che contribuirono con idee e disegni. Quest’esperienza si inseriva all’interno dei progetti del movimento di educazione cooperativa MCE, di cui facevano parte i maestri più illuminati della scuola italiana dell’epoca. Così, le semplici aule di una scuola di periferia, furono il teatro di un nuovo modo di concepire la scuola e l’apprendimento, una pedagogia popolare caratterizzata fortemente dal principio della cooperazione.

Molti anni dopo, quasi per caso, tra le vie del Trullo sono nate due realtà artistiche che hanno dato il via ad un processo di auto-riqualificazione del quartiere e risvegliato la coscienza collettiva verso la cura degli spazi comuni e la collaborazione attiva, utilizzando l’arte di strada e la poesia popolare per contrastare incuria e abbandono sociale.

I Poeti der Trullo e il metroromanticismo

Nel 2010, un gruppo di sette giovani uniti dalla passione per la poesia e dalla necessità di esprimere i sentimenti nati dalla realtà quotidiana, danno vita a un movimento poetico che parte dal basso e si diffonde attraverso la rete e i muri della città. Si definiscono metroromantici, si ispirano cioè al Romanticismo ottocentesco, all’esaltazione dei sentimenti tumultuosi del cuore e dell’anima, calati però nei contesti urbani della metropoli e della periferia. Come si legge nel loro manifesto, “Qualsiasi scenario del quartiere – un vecchio ferro del mestiere abbandonato, una donna che stende i panni sul balcone, un gruppo di ragazzi che fanno una partitella – può suscitare una reazione poetica, esprimere desolazione o vita pulsante, decadenza e rinascimento, gioia e sofferenza, i tempi che furono e quelli che saranno.” Il quartiere inizia così a tappezzarsi di scritte, non più parole aride e volgari ma rime ricche di sentimenti e passione, conquistando presto l’approvazione entusiasta dei cittadini. La rivoluzione artistica di questo quartiere non si limita però alla poesia, ben presto altri artisti invaderanno il panorama urbano e nascerà un connubio vincente…

poesia romana

Street Poetry, Poeti der Trullo. Photo credits: poetideltrullo.it.

PAT – Pittori Anonimi Trullo

Nel 2013, un piccolo gruppo di cittadini guidato da Mario D’Amico, nato e cresciuto al Trullo, ha la semplice ma rivoluzionaria idea di pulire aiuole, cancellare scritte e colorare vivacemente i muri del quartiere con gusto e maestria. Rigorosamente di notte e di nascosto. L’iniziativa ha tanto successo che oggi tutto avviene alla luce del sole e con la collaborazione di un sempre maggior numero di cittadini di tutte le età, completamente autofinanziati.

Il risultato è un quartiere con un nuovo volto e una nuova anima. Scuole allegre e pittoresche, dipinte insieme ai bambini che imparano fin da subito la cura del bene comune, piazze e vicoli rivitalizzati, che attraggono e non spaventano, murales di indubbio valore e bellezza che riempiono di stupore chi li vede per la prima volta e inorgogliscono chi li ha visti nascere. Il traguardo più grande di quest’esempio di street art romana è stato però quello di responsabilizzare i cittadini alla salvaguardia del quartiere rinnovato, rendendoli solidali e partecipativi. Tra i beni comuni riqualificati vi è anche la vecchia scuola “Carlo Collodi”, ora decorata con i personaggi di Pinocchio, in onore dell’autore a cui è intitolata e con alcune scene tratte dal romanzo La Torta in Cielo, come omaggio a Gianni Rodari.

Pittori Anonimi e Poeti der Trullo iniziano così a collaborare, regalando giorno dopo giorno nuove emozioni ai loro concittadini. La prima grande opera realizzata insieme è Nina, una ragazza che piange, dipinta dallo street artist locale SOLO, ispirato dalla protagonista di una canzone popolare romana.

Nel 2015 in occasione del Festival Internazionale della Poesia di Strada, l’artista venezuelano Gomez ha dipinto quella che forse è la più suggestiva e iconica delle opere: il ritratto del principale esponente dei Pittori Anonimi accompagnato dall’intero testo della poesia “Ovunque Sono“, del Poeta del Nulla di Primavalle, altro quartiere della periferia romana.

Pioveva rabbia
e lei danzava, nera
sul cemento.

Correva il film del mio lasciare,
oltre il campo
a veder la luce
e lei mi tirava fisso al mondo.

Sono uscito all’alba
da tende e case,
piene e vuote,
sempre il suo bacio
caro, sulla mia fronte.

Freddo il piazzale,
bagnato il prato,
mi copriva delle parole di mia madre.
Non sentivo altro.
Non sentivo il vento.

Tra i segni della mia vita,
scalza, mi seguiva.
Mi rotolavo su di lei
da bambino.
Ora annulla la mia solitudine
sacrificando il suo volto.

Se mi ritraggo si allunga,
se sono in bilico
mi afferra.

Il nero che vedo
lungo il cammino
contiene tutto.
Fa lo zingaro viandante
e il viandante specchio dell’uomo.

La mia ombra
è la mia casa,
il mio linguaggio.

street art a RomaNina, street art

Nina, opera di SOLO e dei Poeti der Trullo, via di Massa Marittima.

street art a Roma

Ovunque Sono, opera di Gomez e del Poeta del Nulla, in via del Trullo.

Dall’esempio del Trullo sono nate altre realtà artistiche urbane che non vedo l’ora di scoprire e raccontare…


Articolo di Giulia Bi – Folclore Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Giulia ama girovagare senza meta fino a perdersi, conoscere nuovi amici in ogni posto del mondo e ascoltare meravigliata aneddoti e leggende locali. Sogna di pattinare in un lago ghiacciato.

Folclore Specialist

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