Le 5 grandi differenze tra vivere all’estero e un viaggio di lunga durata

Ormai sono tanti anni che giro per il mondo, a volte a lungo termine altre volte solo per qualche giorno. Ed ho capito che, non sempre, stare qualche mese all’estero corrisponde al viverci e che, viceversa, non c’è bisogno di passare anni interi da qualche parte per poter dire di averci vissuto.

Ci sono un sacco di elementi che differenziano un viaggio di lunga durata e il vivere all’estero, primo fra tutti il fatto di lavorare.

Ho fatto la ragazza alla pari, la cameriera, la hostess, la pasticcera… Ogni singola volta ho scoperto qualcosa di nuovo, sul mio conto e sui miei viaggi. Questo mi ha permesso di stilare una mia personale lista di quali sono le principali differenze, alcune banali e altre un po’ meno, tra un viaggio lungo e il vivere all’estero.

differenze tra vivere all'estero e un viaggio lungo

1. L’alloggio

Viaggio lungo

Durante un viaggio di lunga durata, per forza di cose, si viaggia. Si cercano di vedere tantissime cose nel minor tempo possibile: ecco perché non si rimane mai troppo a lungo nello stesso luogo. Io, personalmente, non sono mai rimasta nello stesso ostello per più di due o tre settimane. A che pro rimanere tanti giorni nella stessa città, quando c’è un mondo da scoprire?

Vita all’estero

È vero, anche quando si va a vivere all’estero, i primi tempi si passa da una sistemazione all’altra, prima di trovare quella giusta. Si cerca una casa vicina al luogo di lavoro o ai mezzi di trasporto e si è più propensi ad accettare contratti d’affitto dai tre mesi in su.

2. La stanza in cui si dorme

Viaggio lungo

Parliamo ancora del posto in cui si vive. Nella mia esperienza mi sono resa conto che, quando sappiamo che stiamo per lasciare presto un luogo, non lo rendiamo mai realmente casa nostra. Lasciamo tutto un po’ distaccato, quel tanto che basta per non affezionarsi troppo agli oggetti, ai mobili e alle mura stesse.

Vita all’estero

Al contrario, quando si vive fuori, anche se solo per pochi mesi, la stanza in cui dormiamo diventa la cosa al mondo che ci sia più famigliare. È un’isola di speranza in cui rifugiarsi quando le cose vanno male, quando siamo arrabbiati per via del lavoro o per il sistema burocratico che proprio non ci va giù. Basta poco, una pila di libri sulla scrivania, un poster appeso al muro, i vestiti appesi nell’armadio, ed ecco che anche la stanza più fredda diventa calda e accogliente.

vita da expat

3. Il lavoro

Viaggio lungo

Durante un viaggio di lunga durata può capitare di doversi trovare un lavoretto. Di certo non parliamo di qualcosa di fisso o stabile, ma di qualche oretta in un ristorante o a fare le pulizie, giusto per arrotondare un po’ le finanze e non dover tirare troppo la cinghia quando si tratta di spendere.

Vita all’estero

Vivendo all’estero, invece, il lavoro è un must. Bisogna andare in giro a caccia di annunci tipo “Help Wanted” appesi in vetrina, lasciare più curriculum possibile e fare tutti i documenti necessari per lavorare in regola. Perché quando si vive fuori, non si tratta più di appesantirsi un po’ il portafoglio, ma di sopravvivere. Il lavoro serve per pagarsi l’affitto, la spesa, le bollette. Le cose come i tour, le visite ai musei o ad altri siti famosi diventano il nostro ultimo pensiero, tanto che bisogna stare attenti a non trascurare troppo la città in cui viviamo e a non andarsene senza averla prima visitata come si deve.

4. La spesa

Viaggio lungo

Quando si è in viaggio, specie se in un viaggio lungo, è più che normale cercare di risparmiare il più possibile, magari lesinando un po’ sul mangiare, cercando di camminare piuttosto che prendere i mezzi di trasporto e facendo lavatrici solo quando strettamente necessario. Possiamo permettercelo perché si tratta solo di un viaggio. Una volta tornati a casa avremo tutto il modo di mangiare bene e lavando i vestiti un giorno sì e uno no. E, dall’altra parte, non succederà di certo niente se una volta spendiamo un po’ più del necessario per un gelato in una zona acchiappa-turisti.

Vita all’estero

Quando la condizione però, è quella di vivere all’estero, l’arte del fare la spesa diventa un vero e proprio rituale, che ci vedrà impegnati nel cercare di comprare tutto il necessario al minor prezzo possibile. Non si può fare a meno di comprare beni di prima necessità come cibo e detersivi, quindi bisogna per forza rimboccarsi le maniche, conoscere bene tutti i supermercati e le loro offerte e non lasciarsene sfuggire nemmeno una.

5. Le cose che si possiedono

Viaggio lungo

Questa è una questione spinosa per me. Diciamo che ho un po’ un problema, quando si tratta di trattenermi dal comprare le cose che mi piacciono. Non sono una grande appassionata di ninnoli e roba che si lascia sugli scaffali a prendere la polvere, ma mi piace sempre portare con me da ogni viaggio qualcosa di locale e autentico. Utensili per cucinare piatti tipici, vestiti folkloristici, strumenti tradizionali… Tutti souvenirs che adoro portare a casa ma che poi, probabilmente, non userò mai più.

Vita all’estero

Se comprare souvenirs è per me un problema, quando si tratta di vivere all’estero la cosa si fa ancora più complicata. Diciamo pure che non resisto a comprare vestiti e tutti quegli oggetti che rendono una casa tale. Ogni volta che sono partita con una sola valigia, puntualmente ho dovuto comprarne almeno un’altra sul posto, l’ho riempita con un sacco di cose che non potevo assolutamente abbandonare e poi l’ho spedita a casa, accumulando così in camera mia strati e strati di libri, scarpe e vestiti.

vivere all'estero

E voi? Pensate che queste differenze siano esatte o la pensate in maniera differente? Fatecelo sapere nei commenti!


Articolo di Rachele FaggianiExpat Specialist del Club delle ragazze con la valigia

Rachele viaggia… da quando è nata! Le piace vivere all’estero per capire meglio le nuove culture e i piatti tipici, e se non è in viaggio ne ha sicuramente uno in preparazione.

Rachele Faggiani

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