Kanazawa, Shirakawa-go e Takayama: 3 chicche del Giappone tradizionale

Il Giappone è un paese incredibile, in cui convivono tradizione e modernità, grattacieli e case da tè, lavoro frenetico e meditazione. Un paese in cui donne e uomini vestiti con geta e kimono si mescolano a manager in giacca e cravatta. Se si programma un viaggio nel Paese del Sol Levante, l’itinerario classico, oltre a Tokyo e Kyoto, non può prescindere da 3 perle del Giappone tradizionale: Kanazawa, Shirakawa-go e Takayama. E 4-5 giorni possono bastare per visitarle tutte e 3.

Giardini Kanazawa

Kanazawa, la città delle geishe e dei samurai

Passeggiare per le sue strade e stradine vuol dire davvero immergersi completamente nella cultura tradizionale giapponese. L’attrazione principale della città sono i meravigliosi giardini del castello, soprattutto il Kenroku-en, risalente al XVII secolo e considerato uno dei tre giardini più importanti del Giappone, insieme al giardino Kairaku-en nella città di Mito e il giardino Koraku-en di Okayama. Assolutamente imperdibile!

Altre chicche da non perdere se passate da queste parti:

  • Higashi Chaya-gai, il quartiere delle Case da Tè: sembra un labirinto, fatto di viuzze strette e abitazioni in legno. Il regno delle geishe, che un tempo proprio qui intrattenevano nobili e ricchi mecenati. Alcune residenze tradizionali delle geishe si possono visitare. Shima e Kaikaro sono le più famose, meritano davvero una visita, per capire qualcosa in più su queste straordinarie figure. C’è anche la possibilità di bere una tazza di tè con un dolcetto per respirare l’atmosfera dell’epoca e la sera vengono organizzati degli spettacoli.

Giappone tradizionale

  • La casa del samurai Nomura: si trova nel quartiere Nagamachi, il quartiere dei samurai, a pochi passi dal castello. Il giardino è un gioiellino e la casa offre diversi cimeli interessanti come spade, scudi, armature. Fate una passeggiata nei dintorni, vi sembrerà di fare un salto indietro nel tempo.
  • Il mercato Omicho: pulito e ordinato, accoglie un centinaio tra negozietti e ristorantini.

Kanazawa

La città è famosa per la lavorazione dell’oro, soprattutto per la “foglia d’oro”, a cui è dedicato anche un piccolo museo.

A Kanazawa si arriva facilmente in treno, è ben collegata con le altre città del Giappone e la stazione è davvero bellissima. Si può girare a piedi, in autobus, o noleggiando una bicicletta (c’è un efficiente servizio di bike sharing).

Da qui si può prendere un pullman (Nohi bus – attenzione perché per alcune corse è necessaria la prenotazione) che in un’ora e un quarto circa arriva a Shirakawa-go, un piccolissimo villaggio dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1995.

Shieakawa-go, un villaggio tra le Alpi giapponesi

Un luogo pieno di fascino, dove sembra che il tempo si sia fermato. Il centro di Shirakawa-go si chiama Ogimachi e per arrivarci, dal piazzale in cui si fermano gli autobus, bisogna percorrere un lungo ponte sul fiume. Ma che spettacolo il paesaggio! Sono davvero bellissime le Gasshō-zukuri minka-en, le case contadine tradizionali con i tetti in paglia!

Shirakawa-Go

Alcune sono state trasformate in locande a gestione famigliare, ed è possibile pernottare: un’esperienza da non perdere anche per avere la possibilità di vivere il paesino senza i tanti turisti che ogni giorno visitano queste zone.

Ma anche per provare la cucina tradizionale: i pasti (colazione e cena) vengono serviti nella sala principale secondo le rigorose usanze, seduti per terra ed a fianco degli irori (piccoli focolari incassati nel pavimento in legno). Si dorme sui futon e i bagni sono in comune ma, davvero, ne vale la pena, anche perché è tutto molto pulito. Noi abbiamo dormito nella Minshuko Koemon e ci siamo trovati molto bene.

Ricordatevi che si cena molto presto e la sveglia alla mattina è all’alba! La sera indossate geta e yukata, godete della luce del crepuscolo ed approfittate dell’onsen che si trova proprio al centro del paese. Per fare delle belle foto e apprezzare il panorama, si può fare una passeggiata di circa quindici minuti fino al Shiroyama Viewpoint.

Shirakawa-go

Takayama

Dopo una notte rigenerante, si può riprendere il pullman per Takayama, un’altra deliziosa cittadina. Viste le dimensioni ridotte, si può girare tranquillamente a piedi, perdersi nei vicoli, fare shopping nei tanti negozietti e ammirare le costruzioni tradizionali. Sanmachi-suji è il quartiere centrale, attraversato da tre vie principali su cui si affacciano bellissime case in legno che ospitano locande, negozi, musei e fabbriche di sakè (a proposito, se vi piace, questo è il posto giusto per comprarlo, oltre che fare una degustazione).

Takayama Sake

Si può visitare la Yatai Kaikan, dove vengono esposti i carri allegorici utilizzati durante il Takayama Matsuri (uno dei festival più famosi del Giappone, che si svolge ad aprile e a ottobre, per celebrare la primavera e l’autunno). Merita una visita anche il Santuario Sakurayama Hachiman (Sakurayama Hachimangu), nella zona nord-orientale del centro.

A Takayama ho dormito nel Ryokan Tanabe, un posto fantastico, dove ho avuto anche la possibilità di avere la cena kaiseki (alta cucina giapponese), con un menù tipico di queste parti. La cerimonia con cui vengono offerti cena e colazione è davvero curiosa ma soprattutto è incredibile la quantità e il rigoroso ordine di piattini e ciotoline che vengono servite!

A proposito di cibo: uno dei piatti tipici di queste parti è il manzo di Hida servito su una foglia di magnolia (hoba-miso). Simile al Kobe, solitamente nei ristoranti è possibile cuocerla direttamente al tavolo su lunghe griglie.

Takayama

Sicuramente vi sarà capitato di vedere i dipinti di Hokusai, noto artista giapponese che nelle sue stampe ha rappresentato la società, i paesaggi e le figure del 19° secolo. Ecco, immaginate di calarvi in quelle scene, tra geishe, samurai, tè matcha e terme a cielo aperto, e rivivere le medesime esperienze.

Attraverso questo breve ma intenso itinerario assaporerete la vera anima del Giappone!



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Articolo di Mariachiara Manopulo – Food&Wine e Motorbike Lover per il Club delle ragazze con la valigia

35 anni, Digital PR. Vagabonda e food lover per vocazione: la prima cosa che cerca in un posto nuovo sono i piatti tipici e i vini locali. Silvio, suo marito, la segue ovunque, meglio se sulle due ruote.

Mariachiara Manopulo

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