Libri da leggere in primavera: 4 titoli che amerete

Consigliare una lettura primaverile è un po’ come togliere valore ai libri belli.

Come se fosse possibile circoscrivere un romanzo limitandolo alle stagioni… Ma è pur vero che la nostra propensione ad affrontare le ombre e i dubbi di una macchinosa quotidianità è particolarmente condizionata dal cielo, dalla vegetazione, dal tempo.. E così, i colori dei fiori che rinascono, l’azzurro del cielo che si fa sempre meno grigio, finiscono per infondere forza, e il sole ci fa sentire vivi, ispirati, coraggiosi, stimolati. Ecco perché la primavera sa di rinascita e di rivincita.

4 libri da leggere in primavera

Questi sono 4 libri che hanno un pizzico di primavera racchiusa tra le pagine, e quindi, di speranza.

La tentazione di essere felici – Lorenzo Marone

la tentazione di essere felici, Lorenzo Marone

Delusioni, pregiudizi, fallimenti, paure. Possono definire una vita intera? Possono tratteggiare ciò che, un giorno, le persone ricorderanno di noi? Non c’è età e non ci sono circostanze, uomini, fatti o cose che tengano. Siamo sempre in tempo per rimediare, per rammendare un cuore spezzato o recuperare un rapporto perduto, ed essere tentati dalla felicità.

Cesare ha più di settant’anni ed ammette di aver fallito in gran parte dei pezzi e degli ambiti della sua esistenza: a lavoro, in amore, coi figli. Ma l’incontro di questo vecchio un po’ selvatico e scorbutico con una donna che pare nascondere una vita segreta di sofferenze, gli ricorderà che è ancora una brava persona, più di quanto lui stesso immagini. Cesare è semplicemente l’uomo che vorremmo tutti come vicino di casa, se fossimo in pericolo.

La tentazione di essere felici è un romanzo ambientato a Napoli, e questo non è un caso. Il sole e la positività di questa città si sono appropriati di questo libro straordinario che leggerete in un giorno solo.

Kitchen – Banana Yoshimoto

libri da leggere in primavera

Ormai un classico nella narrativa giapponese, rende perfettamente il senso di solitudine dei giovani nella Tokyo contemporanea. Una ragazza che perde la nonna, e la cucina che le va incontro come farebbe un’amica del cuore.

Banana Yoshimoto scrive due racconti in grado di aiutare davvero chi ha perso qualcosa di importante, oppure chi sta cercando di superare un lutto. Che si tratti di una cucina ampia, super tecnologica e lussuosa, ma vuota, o una cucina striminzita, in cui si saziano in dieci, essa è sempre un polo accentratore e uno spazio in cui dare sfogo alla creatività, all’arte del cucinare, per non sentirsi mai soli. Kitchen è di grande ispirazione, perché sfiora delicatamente argomenti devastanti, tematiche struggenti, con una leggerezza saggia, tipicamente giapponese, squisitamente firmata Yoshimoto. È una lettura primaverile, perché in silenzio, e dolcemente, schiude la soluzione a miliardi di problemi.

Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

Dalla Somalia alla Libia, dal Sahara all’Italia. Questo è il viaggio di Samia, una ragazza che vuole correre, scappare da un regime politico fondamentalista che le sta strappando via via la libertà di scegliere, di essere se stessa. Questo è un romanzo che oggi, e sempre, dovremmo leggere tutti, per comprendere qual è il vero status di chi fugge cercando un’àncora di salvezza su un barcone, rischiando la vita in mezzo al mare.

La storia è avvincente, perché ci fa tifare per la protagonista, che è sola, ma è forte e coraggiosa. Ed ha un sogno. Il suo sogno è correre alle Olimpiadi di Pechino e poi a quelle di Londra, anche col burqa, anche perdendo ogni briciolo di contatto con la sua terra e i pochi legami rimasti. E non può che farci riflettere, e pensare che se non apriamo il cassetto dei nostri sogni per rincorrerli e realizzarli, se non ce la mettiamo tutta, se non supportiamo il talento con il sacrificio e la fatica, essi, da soli, non si realizzeranno mai. È un romanzo che rilascia un’intensissima carica emotiva, e soprattutto ci porta ad affrontare la vita con una forza diversa, che abbiamo e che non dobbiamo dimenticare mai di nutrire.

La lunga vita di Marianna Ucrìa – Dacia Maraini

La lunga vita di Marianna Ucrìa, Dacia Maraini

Siamo nella Sicilia del Settecento, a Villa Ucrìa, nella campagna non lontana da Palermo. Marianna è figlia, moglie e madre di nobiluomini che si avviano alla decadenza. Abituata agli agi e alla ricchezza, ai profumi di una cucina deliziosa fatta di fichi, limoni e buon pescato, ma attenta ai sentimenti e ai bisogni degli uomini più umili. Trascorre tutta la sua esistenza nella totale resilienza di cui può rinforzarsi una “mutola”.

Quando alla condizione di sordomuta si aggiunge quella di donna costretta a sposarsi a 13 anni con uno zio, e quando a tutto questo si aggiunge un dolore insinuatosi in un corpo di soli 5 anni, non si può far altro che stringere i denti e andare avanti. Marianna incontrerà l’amore dopo il matrimonio, scoprirà la passione carnale a 45 anni, perderà un figlio, rischierà la vita su una barca, ma niente potrà mai arrestarla, se non se stessa. La sua corazza è così dura, e ai suoi parenti sembra così frangibile, da renderla un personaggio unico, di cui solo il lettore pare accorgersi. È una donna complicata, piena di insicurezze, capace di immaginare il flusso di pensieri che ingarbuglia la mente del suo interlocutore.

Il suo rifugio? I libri, la letteratura e l’arte.


Articolo di Carmela Cordova – Book Lover del Club delle ragazze con la valigia

Instancabile lettrice affetta da bibliomania. Studia Giurisprudenza per diventare avvocato internazionalista e ama i macarons, i cottage inglesi, i mercatini locali e i film degli anni Cinquanta.

Carmela Cordova

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