Umbria e vino: il borgo di Montefalco e visita alla Cantina Scacciadiavoli

Che l’Umbria sia una delle regioni italiane più piccole ma non per questo da sottovalutare si sa, che fosse stupenda in tutte le stagioni ma forse in estate ancor di più, forse anche. Ma voi sapete, ad esempio, perché la cantina umbra dal nome pittoresco Scacciadiavoli, si chiami proprio così? Una storia legata al vino, sia dalla scelta del suo nome. Vi racconterò questo e altro in questo articolo che vuole celebrare paesaggi arsi dal sole, vigneti ricolmi d’uva e campi di girasole.

Umbria e vino: Montefalco

La conformazione del territorio umbro

Il fascino dell’Umbria è insindacabile: una regione ricca di fascino e di ottimi vini dalla denominazione geografica controllata e garantita. La conformazione del paesaggio, perlopiù collinare, offre paesaggi incantevoli per gli occhi ma soprattutto un ottimo terreno per coltivare la vite. I vitigni collinari, infatti, favoriscono il corretto drenaggio dell’acqua, che in questo modo viene assorbita in modo graduale, sviluppando acini d’uva di incredibile qualità. Terreno collinare e clima mite favoriscono così la nascita di uve pregiate e il trionfo di vini eccellenti.

Umbria, paesaggio

Vino in Umbria: dai bianchi ai rossi

In Umbria il vino è davvero importante: basti pensare che oltre settecentomila ettolitri di vino vengono prodotti ogni anno. Il territorio umbro e di conseguenza le sue cantine sono specializzate in ugual misura nella produzione di vini bianchi e rossi. Tra le etichette riconosciute a livello di Indicazione Geografica Tipica citiamo tra i bianchi il Grechetto, il Bianco di Assisi e il Trebbiano Toscano e tra i rossi il Sagrantino e il Torgiano Rosso. Da quale iniziare a riempire il vostro calice, a questo punto, dipende solo da voi!

Consigli per organizzare il viaggio

Prima di organizzare un viaggio da qualche parte, veniamo sempre attanagliati da dubbi di varia natura. Ecco qui qualche delucidazione per organizzare al meglio la vostra partenza.

Qual è il periodo migliore per un viaggio in Umbria?

In primavera, se non amate il caldo afoso e adorate i borghi fioriti, l’Umbria ne vanta un gran numero! In estate se non vedete l’ora di scattare fotografie a campi inondati di girasoli meravigliosi e amate i paesaggi assolati. C’è una soluzione anche per il caldo: molti agriturismi hanno piscine esterne in cui refrigerarsi nelle ore più calde o nelle quali concludere le giornate, magari davanti a un bel tramonto. Se invece siete appassionati di vino, che è anche il motivo principale del vostro viaggio in Umbria, vi consiglio di andare a ottobre, nel periodo subito dopo la vendemmia.

Come spostarsi in Umbria?

Con la macchina, senza dubbio. Le distanze non sono enormi ma quasi impossibili da abbattere se non avete una macchina con cui muovervi da un posto all’altro.

Dove dormire?

In agriturismo, of course. L’Umbria vanta una natura e un paesaggio unici al mondo, sarebbe un peccato non approfittarne per i giorni trascorsi lì. Scegliete agriturismi e hotel immersi nella natura, magari con una piscina se è estate, con un bel giardino in cui passeggiare, far colazione, leggere o semplicemente godervi il paesaggio davanti a voi.

borghi Umbria

Tappa al borgo di Montefalco

Perché proprio qui? Cos’ha di speciale questo borgo? Perché è proprio qui che è nato uno dei vini più celebri dell’Umbria, il Sagrantino di Montefalco. In provincia di Perugia, Montefalco si affaccia tra la pianura del Topino e del Clitunno. Il borgo prese il nome attuale tra il 1239 e il 1240, probabilmente grazie all’imperatore Federico II di Svevia, che soggiornò nel borgo per un periodo. Mura medievali, vicoli stretti, case in pietre, Montefalco con i suoi poco più di 5000 abitanti conserva ancora intatto il suo fascino. Non a caso, è anche tra i borghi più belli d’Italia. Tra le cose da non perdere il Complesso Museale di San Francesco, Corso Mameli con tutte le sue botteghe, enoteche e trattorie e Piazza del Certame, su cui affacciano il Palazzo Comunale, l’oratorio di S. Maria de Platea, il Teatro Comunale.

Umbria, particolari

Montefalco e il vino Sagrantino

Si parla delle forti viti del Sagrantino e della cura con cui venivano conservati già in numerosi scritti datati nel Quattrocento e oggi conservati nell’archivio storico comunale. Il vino più famoso, nato quindi tra i paesaggi che circondano il borgo, è proprio il Sagrantino, sia in versione secca sia passita, versioni che si fregiano entrambe del riconoscimento della denominazione d’origine controllata e garantita. Per produrlo vengono impiegate uve autoctone e l’invecchiamento minimo è di 30 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno.

Sono molte le cantine che vi accoglieranno per raccontarvi tutto del vino e dei loro vitigni. Includere anche una degustazione è però un obbligo morale!

Visita e degustazione alla cantina Scacciadiavoli

Fondata nel 1884, la Cantina Scacciadiavoli vanta una storia lunga più di un secolo, giunta alla quarta generazione di vignaioli. Tutto cominciò quindi quattro generazioni fa con il sogno di Amilcare Pambuffetti che, insieme alla passione per il vino, alla sua famiglia ha tramandato anche la costanza nel lavoro e l’amore per il territorio. Nel 1954 Amilcare Pambuffetti, alla non più tenera età di 71 anni, acquisisce la tenuta in cui da ragazzo, appena quattordicenne, aveva lavorato, la tenuta di Scacciadiavoli. Nel 1977, alla sua morte, i figli portano avanti l’attività del padre e così i nipoti e i pronipoti.

Cantina Scacciadiavoli a Montefalco

Ad oggi la tenuta vanta una superficie di 130 ettari, con una produzione annua di circa duecentocinquanta mila bottiglie.

E sapete da dove arriva questo nome particolare? Pare proprio che il Sagrantino servì a esorcizzare una ragazza posseduta dal demonio e, da questo avvenimento, ecco il nome Scacciadiavoli.

Scacciadiavoli, vino in Umbria


Articolo di Elisa Midelio – Borghi Lover del Club delle ragazze con la valigia

Elisa, 28enne, torinese. Ama i tramonti sul mare, gli on the road, il profumo al frangipane. Dorme su un cuscino a forma di nuvola e sotto la mappa del mondo. Il suo sogno? L’Africa dai mille colori.

Elisa Midelio

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