Guida di Catania, alla scoperta della città etnea

L’argomento di oggi mi sfiora il cuore da vicino. Tra mare, vulcani e Barocco imperante, provo a descrivervi Catania, la mia città d’origine, e i tanti motivi per i quali vale la pena conoscerla.

Non vivo più in Sicilia da sedici anni, ormai. E in tutto questo tempo ho visto Catania cambiare molte volte e, per fortuna, anche in meglio. Posso infatti dire che la mia città ha finalmente iniziato ad avere maggiore consapevolezza di sé e di ciò che può offrire a chi viene a visitarla.

Lungomare di Catania

Guida di Catania: cosa vedere in un weekend

Così, oggi, in questa guida di Catania vi racconto cosa troverete ad aspettarvi nel caso in cui programmiate un soggiorno da queste parti.

Piazza Duomo

Catania, Piazza Duomo

Qualsiasi guida di Catania che si rispetti non può che partire da qui. Dalla piazza che incanta e che, da diversi anni a questa parte, è stata finalmente valorizzata un po’ di più.

Chissà, forse sarà colpa della distanza, ma nel tempo sono diventata particolarmente orgogliosa della nostra Piazza del Duomo. E tutto sommato credo che i complimenti, assieme ai miei occhi lucidi che compaiono ogni volta che ci metto piede, se li meriti. I monumenti da ammirare sono diversi, a cominciare dalla Cattedrale dedicata a Sant’Agata, la Patrona della città. Al suo fianco, bellissima, ecco la Chiesa della Badia di Sant’Agata, con il suo cupolone.

In piazza Duomo, poi, troverete quella che per noi catanesi è una vera celebrità, la Fontana dell’Elefante, U’ Liotru, il simbolo di Catania. Laterale, in posizione quasi defilata, la splendida Fontana dell’Amenano, dietro la quale si apre un mondo speciale: la Pescheria! Catanesità ai massimi livelli.

Via Etnea

Guida di Catania

Prima che Catania si riempisse di centri commerciali come il resto d’Italia, per i catanesi la parola “shopping” voleva dire solo una cosa: una passeggiata in via Etnea! Proprio così, l’arteria principale del centro storico catanese, oltre a esibire in bella mostra alcune delle architetture barocche meglio riuscite della città, è sempre stata un fiorire di vetrine di tutti i tipi. La classica via dei negozi, da percorrere su e giù alla ricerca di oggetti, abiti, regali e occasioni da non perdere. Io, a essere sincera, in via Etnea non ho mai scatenato tanto il portafoglio. Per me, questa lunga direttrice di quasi 3 chilometri ha sempre rappresentato un punto di ritrovo (specie da studentessa) o una bellezza da mostrare fieramente agli amici in visita.

Adesso che vivo lontana, per me, tornare in via Etnea equivale a riprendermi Catania e a ricongiungermi con una delle sue parti più belle (per l’altra parte bella, ovviamente, bisogna dirigersi vero il mare). E a proposito di parti belle, cosa vi suggerisco di non perdere in via Etnea?

Innanzitutto, le piazze: dopo Piazza Duomo, proseguite fino a Piazza Università (la sottoscritta, da studentessa, ha avuto la fortuna di frequentare alcuni corsi nelle aule dei due palazzi principali) e poi fino a Piazza Stesicoro, dove ci sono i resti dell’Anfiteatro Romano. Tra le due piazze incontrerete delle chiese bellissime, come la Basilica della Collegiata e la Chiesa dei Minoriti. Più avanti troverete invece la Villa Bellini, ossia il giardino dei catanesi. E giunte qui, beh, non posso che consigliarvi di entrare da Savia, che dal 1897 rimpinza catanesi e turisti con dolci, arancini e le altre leccornie tipiche della nostra rosticceria!

Via Crociferi

Se non siete stanche del Barocco (e immagino non lo siate perché il Barocco siciliano è qualcosa che non sazia mai), recatevi in via Crociferi, alle spalle di via Etnea e a metà della salita di via Sangiuliano. La via Crociferi non è lunghissima, ma ci credereste mai che nell’arco di 300 metri si possano incontrare almeno quattro chiese, un arco monumentale, un museo e un convento? E sono certa di dimenticarmi qualcosa. Il tutto, neanche a dirlo, in perfetto stile Barocco.

A pandemia conclusa, se vi troverete da quelle parti di sera, fermatevi lungo la Scalinata Alessi, uno dei posti di ritrovo che avrò per sempre nel cuore. E brindate con una birra al Nievsky o un cocktail al Cortile Alessi.

La Pescheria

Cosa non può mai mancare in una guida di Catania? L’ho nominata un paio di paragrafi fa ed eccola qui di nuovo: la Pescheria (piscaria). Uno dei mercati ittici più rinomati d’Italia, nonché una delle cose per le quali Catania è più famosa. Descriverla non sarà mai come trovarcisi. Posso dirvi però che anche se non vi recherete lì con l’intento di acquistare dell’ottimo pesce appena pescato, ma vi limiterete a osservare, farete comunque un’esperienza degna di nota.

La pescheria di Catania è il posto che metterà il turbo ai vostri sensi: un tripudio di odori (tantissimi odori), voci (anzi, per meglio dire, grida), colori. E anche sapori, visto che da alcuni anni, nelle viuzze intorno e persino accanto ai banchi dei pescatori sono sorte tantissime trattorie, tavole calde e locali in cui accomodarsi a degustare specialità di pesce cotto in qualsiasi modo. Cosa che, mi rendo conto, ha reso la zona molto più turistica di un tempo; a me, però, non dispiace affatto vedere Catania sempre più viva e valorizzata.

Piazza Teatro Massimo

Piazza Teatro Massimo, Catania

Siamo giunte in un’altra delle piazze principali del centro storico catanese. Piazza Teatro Massimo prende il nome dal teatro lirico intitolato al compositore Vincenzo Bellini, un edificio scuro in volto (come la maggior parte degli edifici storici di Catania), ma dentro luminoso come un pozzo di luce. Ed elegantissimo. Un’altra cosa che vi consiglio di fare quando si potrà è proprio di partecipare a una visita guidata all’interno del teatro. Resterete incantate.

Torniamo in piazza, altro luogo di ritrovo storico della mia vita e di tutta la mia generazione. In realtà, in Piazza Teatro Massimo ci si continua a incontrare, e anzi adesso è ancora meglio di un tempo. La piazza è più curata, ordinata e lo stesso dicasi per i localini che la popolano e per quelli nelle immediate vicinanze. Per me sarà sempre uno dei luoghi ai quali sono più legata.

Museo storico dello sbarco in Sicilia 1943

Non lo troverete indicato in molte guide, ma non fa nulla: ve lo suggerisco io! Io che, me ne vergogno immensamente, l’ho visitato per la prima volta solo un anno fa. In realtà, il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia esiste già dal 2002 e vi assicuro che è davvero ben fatto. E visitarlo è anche emozionante, per certi versi. L’esposizione racconta gli ultimi mesi di combattimenti avvenuti in Sicilia durante la Seconda Guerra Mondiale prima della ritirata dei tedeschi. Vedrete video, immagini, tantissime divise e tantissime armi. E avrete modo anche di fare un’esperienza insolita, grazie a un bunker e alla ricostruzione di una giornata all’insegna, ahimè, delle bombe.

Aci Castello

Aci Castello, Catania

Ed eccoci al mare, il mio mare. Quello blu, profondo e luminoso, che a ogni moto bacia le rocce di terra nera che lo delimitano. Qui non c’è sabbia, ma una distesa di scogli neri. D’estate, per andare al mare si affitta una sdraio sulla passerella di legno di uno stabilimento privato, oppure ci si “accontenta” di accomodarsi sugli scogli, gratis.

Io ad Aci Castello preferisco sempre andarci fuori stagione, quando la maggior parte delle panchine di Piazza Castello rimane vuota perché non c’è troppa gente (in realtà c’è sempre qualcuno. Si incontrano anche tanti turisti stranieri, dal momento che ogni guida di Catania ne parla). Ci vado praticamente a ogni mio ritorno, per la mia boccata d’aria di mare. È una terrazza sul Mediterraneo, dominata dai ruderi del castello normanno semi arroccato sulla pietra lavica. Visitatelo, se avete tempo. L’ingresso costa pochi euro e ne vale davvero la pena. E poi il panorama, da lassù, è ancora più straordinario.

Lungomare di Acitrezza

Acitrezza, Catania

Acitrezza si trova sempre sul litorale, subito dopo Aci Castello.

Se Piazza Castello è una terrazza sul Mediterraneo, Acitrezza è una passeggiata nel Mito. Conoscete i Malavoglia di Giovanni Verga? Le loro storie erano ambientate proprio qui. E ricordate la vicenda del ciclope Polifemo che, non appena Ulisse lo accecò, cercò di colpirlo lanciandogli delle grosse pietre? Ecco, dopo il lancio, quelle pietre sono andate a posarsi sul mare e sono diventate i Faraglioni scuri che caratterizzano il lungomare più bello di Catania e dintorni.

Se potete, non venite qui in estate. Scegliete la primavera, l’autunno o persino l’inverno. In un giorno di sole ma anche di tempesta. All’alba o al tramonto. E, meglio ancora, in tutte queste occasioni. Ad Acitrezza, Catania si mostrerà come in un quadro e vi regalerà un’immagine che conserverete per sempre.

Vulcano Etna

Vulcano, Etna

E per finire, la mia guida di Catania non poteva che concludersi con lui (o lei, se preferite dire “a muntagna”), il vulcano Etna.

Una passeggiata sull’Etna è un’esperienza unica, che consiglio sempre a tutti quelli che vengono in visita a Catania. Credo sia davvero una delle cose più belle da fare durante una vacanza qui. Che siate appassionate di trekking o che non lo siate affatto, un giro sul “nostro” vulcano metterà d’accordo tutti. Meglio ancora se vi farete accompagnare da una guida professionista o se parteciperete a un tour.

Tutte le volte che sono andata a camminare lassù l’ho fatto in compagnia di guide esperte e certificate e vi assicuro che fa la differenza. Un professionista saprà innanzitutto condurvi attraverso percorsi sicuri e non troppo complicati, e poi vi mostrerà i luoghi più panoramici, i punti di maggiore interesse (l’Etna non è mica piccola!) e vi fornirà nozioni storiche e geologiche. Insomma, troverà il modo migliore e più divertente per farvi conoscere tutti i segreti del vulcano attivo più alto d’Europa.


Articolo di Velia IvaldiGermania Lover per il Club delle ragazze con la valigia

Dopo la laurea si occupa per anni di comunicazione a Milano. Nel 2016 molla tutto per cominciare un nuovo percorso. Allafinediunviaggio.com nasce dalla sua passione per i viaggi e la scrittura.

Velia Ivaldi

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